Riservatissimo, irraggiungibile, persino algido: chi è davvero Giorgio Armani? Il nuovo libro di Tony di Corcia pubblicato da Cairo Editore prova a rispondere a questa domanda intervistando giornalisti, stilisti e personaggi della cultura, top model, attrici, ripercorrendo le tappe di un’esistenza straordinaria che parte da Piacenza negli anni difficili della guerra, passa attraverso La Rinascente e Palazzo Pitti, fino a quel debutto straordinario con il proprio brand nel 1975 che ha originato poi un impero internazionale. Proprio in occasione dell’ 85° compleanno dello stilista (11 luglio), Superstudio ha ospitato in anteprima la presentazione del libro che per volontà dell’autore si concentra sull’uomo, raccontando l’infanzia di Giò (come lo chiamava sua madre Maria), gli affetti, le amicizie, la personalità, i sentimenti...
Nel mese di giugno sarà invece protagonista la mostra “Man on the Moon” che riprende il tema di Ghost Book, nuovo progetto editoriale e multimediale sulla fotografia d’autore italiana, fondato da Giorgio Racca. Pier Paolo Pitacco, art-director e artista ben noto a Superstudio per le numerose collaborazioni, responsabile della forma grafica e dei contenuti spiega: “Ghost presenta storie inedite non comuni, alternando grandi nomi e giovani emergenti. Il numero 5 del volume, come la mostra, è dedicato infatti al 50° anniversario dello sbarco sulla Luna. Una decina di autori raccontano con le loro fotografie la personale visione del satellite. Una esposizione evocativa e affascinante e un passo per creare una community che condivida la ricerca della qualità e che si ritrovi in una pubblicazione di classe.”
È la più famosa, stimata e ricercata. È la curatrice del Dipartimento Architettura e Design MoMa di New York, dove è approdata giovanissima rispondendo a una inserzione sul giornale, ma anche della mostra Broken Nature alla Triennale di Milano che mette il dito nella piaga del disastro ambientale. Gisella Borioli l’ha incontrata in occasione del Lexus International Design Award.
La tua storia professionale è emblematica, soprattutto rispetto all’Italia. L’America è sempre l’America?
Direi invece che New York è sempre New York. ll MoMa è stato un punto di partenza eccezionale. Se fai qualcosa al MoMa lo vedono tutti. Ci sono tanti curatori eccezionali al mondo che non hanno la visibilità e le possibilità che ho io. Ma le cose stanno cambiando. Ci sono tante Biennali, Triennali, Design Week che stanno prendendo piede, a Indiana, Istanbul, Pechino per esempio. I curatori cercano il nuovo. Niente di meglio che avere la possibilità di scoprire altre città....