Per l’architetto Massimo Roj fondatore di PROGETTO CMR, società di progettazione integrata, e della sua band (con Marco Ferrario e Antonella Mantica) certamente sì. E anche per il curatore Fortunato D’Amico con cui ha dato vita a un sorprendente libro intitolato Rocktecture, un neologismo che riporta in superficie l’influenza che quella musica rivoluzionaria ha avuto sui giovani studenti dei politecnici dei ‘70 e su tutta la cultura degli anni a venire e li ha spinti a dimenticare gli insegnamenti dei loro famosi maestri per avventurarsi sulla strada di una architettura innovativa, di rottura.
Rocktecture non ha niente a che vedere con i libri che illustrano gli ultimi edifici e le soluzioni urbanistiche delle archistar, ne sottolineano, e spesso esaltano, le caratteristiche costruttive e tecniche, si sfogliano soffermandosi su pagine ...
Dal Canale YouTube di Progetto CMR - Massimo Roj Architects:
Gisella Borioli ci ha inviato un suo pensiero che condividiamo. Una occasione per rimanere concentrati e per immaginare un modo diverso di lavorare, di progettare, di vivere la città e il lavoro.
Guarda il video: youtu.be/ha4aRPRJXJU
Sinceramente anch’io credo che, finita questa emergenza sanitaria (ma potrà mai finire davvero?) saremo tutti più vulnerabili e in pericolo. Abbiamo capito che non è solo la terza guerra mondiale, già sfiorata più volte a minacciarci.
Né il terrorismo islamico e internazionale a farci paura.
Né la delinquenza che ci dicono in diminuzione ma che quando ti tocca ti atterrisce ugualmente.
Né le invasioni di massa dei poveri del mondo che scappano da paesi impossibili.
Né il “climate change” con tutte le oscure e reali minacce riportate alle coscienze da Greta Thunberg.
Né il coronavirus che un inascoltato Bill Gates aveva predetto già quattro anni fa e che solo ora fa il giro della rete.
Né la siccità inarrestabile che brucia le vite, gli incendi devastatori all’australiana, gli tsunami che spazzano tutto sotto un’onda alta come una montagna ...
Non servono le parole per esprimere quanto Superstudio e la sua gente siano partecipi e consapevoli della gravissima emergenza sanitaria del Covid-19.
La bandiera italiana luminosa sul ledwall del nostro ingresso è un ringraziamento, un simbolo, un segnale di speranza per tutti e in particolare per chi si prende cura di noi.
"Nonostante la crisi, nonostante l’incertezza, nonostante la paura, continuiamo a credere che l’appuntamento col Design a Milano sarà – in qualsiasi data esso si collochi - un momento di riscatto, di fiducia, di bellezza, di progresso, di socialità. Stiamo lavorando per tornare all’inizio dell’estate con un Superdesign Show rinnovato, scintillante e emozionante, insieme ai district di Milano e al Salone. Ma anche pronti a proporre innovazioni reali e virtuali che renderanno la nostra manifestazione ancora più interessante e insostituibile. Con la presenza di grandi brand globali che si interrogano sulla vita e sull’ambiente. Con una passeggiata tra le proposte colte e tecnologiche dell’Oriente contemporaneo. Con una carrellata infinita di giovani progettisti internazionali...
"E’ proprio nei momenti più difficili che la tensione non deve cedere e la creatività deve sempre pensare al futuro.
Superstudio Più è uno spazio aperto, eclettico, sempre pronto a nuove interpretazioni e trasformazioni. E Superdesign Show, l’evento della Milan Design Week che ha dato il via al Fuorisalone nei quartieri vent’anni fa, al prossimo appuntamento sarà ricco di sorprese.
Il nuovo allestimento per la manifestazione del design avrà come filo conduttore il rosso, che collegherà, ora sulle pareti e ora sul pavimento, le diverse installazioni.
Luci sospese nel vuoto creeranno un effetto magico.
Mai come ora il compito del design è quello di creare bei progetti ma soprattutto di far sognare il pubblico!"
Giulio Cappellini, art director Superdesign Show

Approda anche su YouTube “La Moda in altro Modo”, immagini e testimonianze sugli anni d’oro della moda italiana di cui Flavio Lucchini è stato artefice e protagonista come art-director e creatore di testate. Progetto di Gisella Borioli, con regia di Giovanni Gastel, il filmato è il racconto visuale e complementare dell’autobiografia “Il Destino - dovevo fare il contadino ma ho incontrato la moda (e non sono uno stilista)” di Lucchini. Un affascinante viaggio scandito dai cambiamenti sociali, di costume, di gusto e di trasformazioni socio-politiche di cui Lucchini è stato interprete attraverso i suoi giornali e la sua arte. Le tappe fondamentali. Gli anni ’50 del New Look di Dior: Lucchini crea Fantasia. Gli anni ’60 tra Alta Moda e Beatles: Lucchini progetta Amica e trasforma Novità in Vogue...