Si è soliti tirare le somme alla fine dell’anno osservando con una lente d’ingrandimento ciò che è stato e progettando il futuro. Ma questo particolare periodo storico porta a sfogliare in anticipo l’album dei ricordi degli eventi appena trascorsi e a riflettere su quelli futuri.
A gennaio Superstudio, con il Salone della Cultura, profumava di pagine di libri antichi, nuovi e usati. A febbraio, invece, si riempiva di colori con le gallerie d’arte, nazionali ed internazionali, dell’Affordable Art Fair e con la moda vivace di brand già noti e di stilisti emergenti del White Donna.
Nessuna nostalgia nel ricordare solo tanta voglia di ripartire, di diventare l’hub di nuove produzioni e di ri-accogliere presto i clienti più affezionati e i visitatori più interessati. E gli appuntamenti ormai fissi con la tecnologia dei Digital Design Days e Codemotion, con l’autenticità di Milanofil, con l’immenso blu di Denim by Première Vision e con il sapore audace del The Milan Coffee Festival?...
Dal 2000 vive e lavora proprio nel cuore di Milano dove si è contemporaneamente sviluppato, a partire da Superstudio, il Fuorisalone nei district. Nella ex-fabbrica di turbine, trasformata in straordinaria abitazione e studio, con terrazza panoramica sulla zona Tortona, sviluppa senza sosta progetti diversi e fantasiosi, spesso irriverenti, in ogni direzione, dall’Italia alla Cina. Come imprenditore, ha creato una azienda di pop-design che segue, felicemente, le mode. Indicando una tendenza.
Anche tu, come Superstudio, sei stato il primo ad intuire che la “zona Tortona” delle grandi fabbriche in disuso, quella tra la via Bergognone e la circonvallazione esterna, avrebbe potuto rinascere con la creatività. E anche tu hai trasformato in casa-studio-spazio espositivo un edificio industriale senza snaturarlo.
Nel 1998 abbiamo acquistato una palazzina industriale degli anni ’30 facente parte del complesso Riva Calzoni, all’angolo fra via Solari e via Stendhal. Era un edificio su quattro piani, tutto rivestito in mattoni rossi, al cui interno erano collocate la sala prove delle turbine e gli uffici degli ingegneri che le progettavano...
Anche l’arte contro il terribile Covid-19. Artisti e gallerie offrono le loro opere per una raccolta fondi che unisce la bellezza alla generosità. Flavio Lucchini è fra di loro.
“La bellezza salverà il mondo" scriveva Dostoevskij in un suo celebre romanzo, e mai come in questo momento di paura e incertezza i nostri occhi vorrebbero riempirsi di bellezza, che sia di un paesaggio naturale, di un viaggio esotico, di un’opera d’arte…
Emozioni che solo in parte il mondo virtuale può evocare.
Quando poi la voglia di bellezza si coniuga al desiderio di aiutare le forze in campo che lottano contro il virus che ha sconvolte le nostre vite, il connubio è perfetto. Come per l’iniziativa di Blindarte, galleria e casa d’aste con sede a Milano e a Napoli, che ha lanciato il progetto “ART to STOP COVID-19”, un’asta online dove è possibile acquistare a prezzi molto interessanti una ricca selezione di opere d’arte...
Oggi avrebbe dovuto essere il primo giorno di apertura ufficiale del Salone 2020, con il corollario del Fuorisalone in città e di Superdesign Show al Superstudio.
Ci mancano immensamente la Milan Design Week, lo tsunami benefico di creatività, la frenesia, la curiosità, la socialità, la bellezza, l’innovazione, la visione, il mondo intero che, per una settimana, ne erano la vita. Proviamo a risentirne l’atmosfera con questa breve intervista del 2018 di Sky TG24 a Gisella Borioli, project leader di Superdesign Show. L’appuntamento è rimandato tra un anno esatto.
Guarda il video di Sky TG24
La fotografia di moda d’autore è destinata a soccombere davanti all’avanzata delle foto da telefonino o realizzate per la comunicazione veloce del web? Risponde Giovanni Gastel, fotografo, artista, poeta e number one della immagine di moda artistica e di massima qualità. Le sue foto vivono sulla riviste internazionale più importanti e nei musei che parlano di contemporaneità.
"Il mondo della moda e il suo modo di comunicare, come usciranno da questo periodo di blocco del mondo? Certamente sarà necessario un pensiero profondo sui modi e sui tempi della comunicazione moda ma anche il messaggio stesso della moda dovrà cambiare profondamente. La carta stampata, per un secolo, la sola «voce comunicante della moda» soffre di una crisi profonda data dall’apporto sempre più modesto della pubblicità. Le riviste stesse chiudono i battenti a seguito di questo «cane che si morde la coda»: no pubblicità no riviste no pubblicità. Il sognato ingresso nella comunicazione del web stenta a partire a causa della terribile carenza di poesia che questi mezzi veicolano.
La moda vive di sogno e non di verità. Il suo immenso messaggio subliminale è sempre stato: noi siamo un mondo di elezione, eleganza, eterna giovinezza, se comprerai questo prodotto anche tu sarai con noi in «paradiso»...
E’ l’indiscusso ambassador del design e dello stile italiano nel mondo. Architetto, designer, curatore, ha lanciato tanti giovani creativi oggi divenuti stelle internazionali e ha prodotto con la Cappellini pezzi iconici, ancora oggi “long seller”.
E’ art director di Superdesign Show e cura il progetto SuperCampus che presenterà durante la design week 2021 sempre al Superstudio.
Cappellini ci racconta in video come l’emergenza Covid abbia di fatto creato un nuovo modo di immaginare e abitare lo spazio, di vivere e di comunicare. Rinnovate abitudini, smart working, una inedita concezione del tempo che ritroveremo nel progetto SuperCampus, con il miglior design italiano e internazionale.
Guarda il video sul canale YouTube Superstudio Tweb: youtu.be/nZYy4hCViho
Volentieri riprendiamo qui il manifesto dell’importante settore dell’arredo, fiore all’occhiello del made in Italy, che come la moda, con la pandemia del coronavirus è in una situazione drammatica e che necessita di decisioni rapide e sagge del Governo. Arredo e design, insieme alla moda, sono simboli del paese e i principali attori della attività fotografica, fieristica, culturale, di comunicazione e di eventi di Superstudio. Ci uniamo a loro in questo appello.
"Riapriamo il Made in Italy”: il manifesto di FederlegnoArredo
"Riapriamo il Made in Italy": così si intitola il manifesto in otto punti elaborato da FederlegnoArredo, pubblicato sabato 11 aprile su alcuni dei principali quotidiani italiani.
Con questo appello al governo la Federazione, che rappresenta la filiera del legno-arredo, chiede che si possa salvaguardare la sicurezza dei lavoratori senza compromettere ancora di più la sopravvivenza di un’eccellenza del nostro Paese.
Vediamo in breve questi otto punti del Manifesto di FederlegnoArredo.
• Programmare e ufficializzare la data di riapertura dell’intero settore legno-arredo con tutti i suoi codici Ateco per evitare di perdere ordini e relazioni internazionali che rischiano di favorire, irrimediabilmente, concorrenti di altri Paesi attualmente aperti come Germania e Francia...
Da quando ha creato Alchimia, il movimento che negli anni 70 ha creato il contro-design rompendo tutte le regole, ha sperimentato le mille sfaccettature della professione del designer, ha scritto, insegnato, inventato, costruito, disegnato, aiutato, è entrato nei musei di mezzo mondo e si è dedicato a tante iniziative per aiutare con l’arte-terapia i più deboli, gli emarginati, gli invisibili. In ogni cosa lo guida una forte attenzione al sociale. A lui abbiamo chiesto:
- Dopo questa pandemia cosa succederà al design?
Da tempo molte persone quasi quotidianamente mi chiedevano come sarebbe stato il futuro del design, dell’arte, dell’architettura, dell’estetica, dell’etica... Per rispondere mi ero attrezzato con una sfera di vetro davanti, comprata all’Ikea, e devo dire che da allora ero molto più creduto.
Così dicevo, ad esempio, che saremmo passati dalla paranoia alla schizofrenia, dalla produzione alla riproduzione, dalla meta-teoria ai giochi linguistici, dall’utopia alle eterotopie, dalla gerarchia alla anarchia, dall’alienazione al decentramento, dal progetto al caso, dalla metropoli alla contro-urbanizzazione, dalla autorità all’eclettismo, dalla sintesi alla antitesi, dal prezzo al no cost.
Mentre molti si interrogano: ma come cambierà la nostra vita “dopo”? non ci siamo accorti che siamo già scivolati nell’incertezza del domani, anticipando un cambiamento epocale, anni prima che ciò avvenisse naturalmente. Con tutte le prevedibili conseguenze.
Se pensiamo che, appena saremo entrati nella fase 3 dell’emergenza, distanziamento sociale, mascherine, occhiali, guanti, disinfettanti, lockdown, siano parole da dimenticare forse siamo inguaribili ottimisti. Almeno fino a quando non si sarà trovata una cura o un vaccino per questo insidioso virus.
Quelle che sono ora fastidiose incombenze hanno tutta l’aria di diventare sgradite abitudini con cui conviene imparare a convivere fin d’ora.
Smaterializziamoci, dimenticando baci ed abbracci, risate e karaoke, cene e viaggi in compagnia. Ma anche le rassicuranti visite del medico ...
Superstudio ha sempre avuto una attenzione per il rapporto con i clienti e i fornitori che spesso sono diventati amici. Un feeling che chi frequenta Superstudio conosce bene.
Questa volta Superstudio ha ricevuto un segno tangibile di affetto da parte di un espositore del design: lo studio Diseno Idea Limited di Hong Kong ha infatti inviato un lotto di mascherine protettive per assicurarsi che il nostro staff non rimanesse senza protezioni individuali.
Con la praticità tipica di Hong Kong nel giro di pochi giorni ci sono state consegnate. Un gesto che ci riempie il cuore di speranza per un futuro dove i rapporti umani sono ancora il valore più importante. Un grande "Thank You!" agli amici di Hong Kong!