Un giovane designer di talento, con una lunga militanza a fianco di Giulio Cappellini, garanzia di una visione aperta e consapevole sulle esigenze del design, ci regala una riflessione su come affrontare la progettazione dopo la lezione del corononavirus. I mesi del forzato lockdown ci hanno fatto capire i veri valori e forse pentire di tutti gli eccessi e le eccedenze che hanno invaso le nostre case e le nostre vite.
"Le prossime tendenze nel mondo del design non saranno di tipo stilistico ma si parlerà di consapevolezza progettuale.
I nuovi limiti non saranno superati da nuove forme, ma avranno bisogno di nuove soluzioni.
Mentre prima il compito del designer era quello di guardare il mondo con occhi differenti ora è quello di guardarlo con occhi nuovi e per fare ciò, ritengo occorra fermarsi e studiare ciò che ci accade attorno, per poter quindi ridisegnare i nuovi scenari domestici ed allestitivi.
È estremamente riduttivo pensare che un buon progettista nel 2020 si limiterà a creare oggetti belli e funzionali; ci siamo accorti tutti da tempo -anche se qualcuno ha paura di sentirselo dire- che non ha proprio senso continuare a disegnare decine di prodotti per saturare il mercato, presentarli nelle fiere di tutto il mondo, per poi forse, metterli a catalogo con un anno di ritardo, vendendone numeri irrisori...
16 anni fa, allora studente di design, Cristian Confalonieri ebbe con alcuni amici una intuizione geniale: cercando di pianificare cosa vedere in città durante la design week si accorse che sul web c’era poco o nulla. E’ nato così il sito Fuorisalone.it divenuto poi il portale che riunisce tutte le mostre e i progetti della Milano Design Week. Ha co-fondato l’agenzia Studiolabo che si occupa di design della comunicazione e marketing territoriale. Raccogliendo un invito dell’Assessora Cristina Tajani, coordina il Tavolo Interzone di cui fanno parte tutti i player più importanti del design, tra cui Superstudio.
Nel 1991 gli show-room di design si riuniscono per la prima volta sotto una guida ufficiale con il nome Fuorisalone, su iniziativa di Gilda Bojardi. Nel 2000 la nascita dei distretti del design, su impulso di Superstudio che apre i suoi spazi al design, con la conseguente nascita di Zona Tortona. Poi lo sviluppo di altri distretti come Brera e Ventura Lambrate…. Qual è il segreto del successo del Fuorisalone, un evento che tutto il mondo ci invidia e cerca invano di imitare?
Penso che il successo del Fuorisalone sia strettamente legato all’impossibilità a definirlo. E quindi a replicarlo. E’ un evento o una fiera? E’ BtoB o BtoC? e via dicendo. E’ un non-modello strettamente italiano, anzi milanese. La dimensione della città, una piccola metropoli come viene spesso chiamata, è un elemento fondamentale della riuscita dell’evento. In poco tempo riusciamo ad attraversarla e tutti i quartieri (poi diventati zone, ora district) si sentono coinvolti...
Nella settimana destinata al virtual-design (e oltre), dal 15 al 30 giugno, @AT SUPERSTUDIO MAGAZINE dedica il nuovo palinsesto SUPERDESIGNVIEW a raccontare il mondo del progetto e dell’innovazione. Interviste ai grandi protagonisti, incontri con talenti visionari, video, tendenze, gallerie fotografiche, recensioni e altro ancora terranno accesa l’attenzione sul mondo della produzione, del progetto e della creatività. E apriranno una finestra sulle installazioni previste per Superdesign Show 2021 (da aprile 2020 spostato per forza maggiore all’anno prossimo).
Aggiornato quotidianamente, SUPERDESIGNVIEW aggiunge un nuovo punto di vista al fermento del settore, nuovamente in piena attività perché è il momento di #ORARICOMINCIAMO.
Non perdete @AT SUPERSTUDIO MAGAZINE digitale. Oltre alle collaborazioni con gli specialisti è aperto agli interventi dei suoi lettori. Anche al vostro. Se avete qualcosa da dire, scriveteci. Vi aspettiamo.
Redazione: areart@superstudiogroup.com
14/17 luglio 2020 è una data di svolta: nasce la prima fashion week digitale che potrebbe tracciare la via per le sfilate del futuro, con interazioni tra fisico e virtuale e audience in tutto il mondo. Grandi firme, Camera Moda e Superstudio sono pronti.
La fase 3 del post-coronavirus si apre portando con sè un mare di buone intenzioni. Tra queste spiccano alcune iniziative che fanno pensare ad un mondo meno egoista, più consapevole delle diversità, delle necessità. Sono già molti gli imprenditori del made in Italy, moda e design, che fin dalle prime avvisaglie della pandemia hanno fatto una gara di generosità per aiutare la crisi sanitaria con generosissime offerte in denaro o con forniture di presidi medici o addirittura con fondi a favore delle famiglie delle vittime del virus (vedi QUI articolo dedicato su @AT)...
Alla sua prima presentazione nel Basement di Superstudio nel 2009 Luca Nichetto, scelto tra molti giovani progettisti, ha vinto il premio Internazionale di Elle Décor. Alla seconda ha progettato una Prosciutteria di design in tutti i dettagli piazzata in una architettura temporanea sul tetto. Dopo, tutto un crescendo l’ha portato da Venezia, dove ha aperto il primo studio, fino in Svezia, dove è approdato per amore e dove si è fermato. Oggi è un affermato designer multidisciplinare che ha collaborazioni in tutto il mondo, colleziona premi internazionali, è ospite di retrospettive in città come Venezia, Parigi, Londra, Stoccolma.
In vent’anni dal 2000 al 2020 che cosa è cambiato e che cosa cambierà?
L’inizio del 2000 è anche quando ho cominciato a fare il designer. Ricordo quando venivo a Milano, la fiera era ancora in centro e gli eventi del Fuorisalone li contavi su una mano. Il Fuorisalone era più romantico all’epoca, c’era Spazio Krizia con Ingo Maurer e Ron Arad piuttosto che Driade in via Manzoni e via dicendo. Non so se fosse internazionale perché c’era il mondo ma era una dimensione più umana dove riuscivi ad avere il tempo per parlare con le persone. Dal 2010 in poi è andato fuori controllo, è diventato un circo, dove puoi trovare degli eventi con un certo tipo di qualità o capitare in mezzo a situazioni che non riesci a capire, con una sorta di inquinamento visivo abbastanza stancante...
Due mostre in MyOwnGallery, la galleria di Superstudio in via Tortona 27 bis che presenta sotto il titolo unificante “FASHION SHOW di Flavio Lucchini” l’esperienza virtuale di UNREAL BUT REAL dove i suoi piccoli Toys diventano grandi Totem immateriali attraverso lo smartphone con la tecnologia di Sense. E le inedite sculture murali MADE IN ITALY della serie Dress Memory inneggiano alla bellezza della moda più preziosa e creativa.
Una visita in galleria è anche l’occasione per scoprire, su appuntamento, l’imponente archivio di opere Flavio Lucchini, piccolo museo personale conservato in Undergallery nel Basement di Superstudio. Un viaggio in trent’anni di uno stupefacente dialogo tra arte e moda, con molti omaggi agli stilisti che hanno fatto il made in Italy. Con la possibilità di portarsi a casa un’opera di valore a un prezzo speciale, che verrà devoluto al sostegno dei più colpiti dalla pandemia...
Dopo tre mesi di reclusione forzata, stiamo riscoprendo il piacere di stare all’aperto, di attrezzare balconi e terrazzi e, nei casi più fortunati, di realizzare vere e proprie stanze all’aperto mediante i più evoluti sistemi di pergole. Ma come stanno cambiando le abitudini di acquisto e cosa chiedono i clienti? Ne abbiamo parlato con Luca Pangallo, sales manager di Ecliss, uno degli show room milanesi più noti del settore.
Come è cambiato in questi ultimi anni il mercato?
Fino a qualche anno fa l’outdoor veniva considerato soltanto un mercato di nicchia. Quella di arredare gli spazi esterni era vissuta come un’esigenza secondaria, a differenza di quello che accadeva per il resto della casa. Spesso si sceglievano anche prodotti di minore qualità. Oggi, invece, l’outdoor sta raggiungendo la stessa importanza dell’indoor: viene curato in modo sempre più preciso, con grande attenzione ai dettagli, alla qualità degli arredi e soprattutto all’atmosfera, all’esperienza che il cliente si attende di vivere in questi spazi...
E’ morta a metà maggio Nanda Vigo, artista della luce che ha collaborato con i più grandi artisti degli anni 60/70, lasciando il segno della sua forte personalità. L’ultima mostra a Palazzo Reale di Milano è stato un tardivo e nello stesso premonitore omaggio alla sua grandezza.
Ricordo una bella e vivace ragazza bionda che mentre mi affacciavo alle mie prime esperienze da redattrice prima ad Ottagono e poi a Vogue, nella seconda metà degli anni ’60 metteva a soqquadro la Milano più tradizionale portandovi con i suoi compagni di squadra, Piero Manzoni, Lucio Fontana, Enrico Castellani, e il grande Gio Ponti, il vento effervescente dell’avanguardia. E’ con Fiorucci, pioniere di tutte le cose nuove, che l’ho conosciuta, con un misto di soggezione e ammirazione. Era forte, ironica, battagliera, in anni in cui le donne facevano ancora fatica ad emergere in ambienti considerati maschili. Artista, designer, architetto? Ogni qualifica era per lei riduttiva. L’ho ritrovata in Nanda Vigo Light Project, la bella mostra a Palazzo Reale a cura di Marco Meneguzzo (estate 2019), prima retrospettiva antologica finalmente dedicatale in Italia, dopo le più di quattrocento mostre nel mondo...

Superstudio riparte con GoLive il nuovo progetto per eventi live, in streaming e ibridi. La sala più grande di Superstudio Più, la Central Point di 2.500 mq, è allestita con un palco di 24x3 m, un grande schermo led 24x5,5 m passo 2.6 mm e una postazione regia. Le sedute sono distanziate con 200 persone presenti e le restanti in diretta streaming.
Superstudio è pronto per giocare questa nuova partita e voi?
Un assaggio di GoLive, sul nostro canale Youtube SuperstudioTweb
Per visitare lo spazio e informazioni: info@superstudioevents.com
Il più grande e famoso centro per la fotografia e l’immagine di Milano in quasi 40 anni dalla sua nascita ne ha viste delle belle, ma mai un periodo così lungo di chiusura come quello obbligato dal coronavirus. Ora riparte con un protocollo di sicurezza messo a punto da consulenti e tecnici per garantire la massima tranquillità e professionalità e la grande moda italiana torna sul set.
Siamo stati il primo centro di studi fotografici di Milano a chiudere, quando il lockdown era ancora nell’aria. L’abbiamo fatto a dispetto del business, ma lo ritenevamo indispensabile per proteggere la salute dei nostri clienti e frequentatori, che sentivamo già pesantemente minacciata. Due giorni dopo tutta Italia è stata chiusa a chiave. Oggi siamo stati tra i primi ad aprire e a riprendere in pieno e in sicurezza l’attività nelle nostre 13 sale di posa. Con tutti i dispositivi e le attenzioni indispensabili ad assicurare un ambiente sano e controllato, come da disposizioni di legge e anche di più, si riparte. Ed ecco arrivare i primi team, le modelle, i creativi, i tecnici e gli assistenti ad animare gli studi: con Moncler, Armani, Bottega Veneta, Versace, Off White… per citarne alcuni, il diario del booking si sta riempiendo di prenotazioni per servizi redazionali e campagne pubblicitarie. Il che è un buon segno perché vuol dire la moda comincia a uscire dal letargo e le aspettative dei big sono alte. A ciò si aggiunge il nuovo interesse per l’immagine italiana: tornano sul set i grandi fotografi italiani e stranieri con le modelle del momento e i direttori creativi delle più prestigiose case di moda. Un ritorno che Superstudio attendeva con piacere...