Sono innumerevoli i libri che dedicano immagini e parole a Milano, quasi a volerne estrarre l'anima e la diversità. "Milano messa in opera", di recente pubblicazione di Silvana Editori, unisce la pittura di Marina Previtali alla scrittura di personaggi eccellenti della cultura milanese. Testimonianze di una città insieme antica e contemporanea raccontata con pennellate intense e frasi commosse. Ricordi personali di luoghi felici, a partire da Brera, nei memoir dei tanti autori, giornalisti e professori, architetti e artisti, presidenti e musicisti, finanzieri e creativi. Una Milano dai tanti volti, che assomiglia a ciascuno di noi.
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L'Art-Roof di Superstudio Più, dopo il successo dei dialoghi sull'arte urbana durante la Design Week 2026, si prepara a diventare uno dei nuovi indirizzi della bella stagione: una terrazza sospesa tra skyline e creatività, pronta a vivere oltre il Fuorisalone.
C’è fermento al Superstudio Più. Come sempre, forse più di sempre. Questa volta l’instancabile venue di via Tortona sta puntando in alto, letteralmente: sta guardando il suo bel rooftop, uno spazio sospeso tra terra e cielo che, dopo il debutto di gran seguito e successo durante la Milano Design Week 2026, si prepara a vivere la sua prima vera stagione estiva e a candidarsi come nuovo place to be della città.
Tra scenari di guerre nucleari, droni irrangiungibili, armi fantasma che potrebbero distruggere il mondo intero e mentre si invocano i tiranni a non mollare il freno, l’umanità prosegue il suo tortuoso cammino sempre più accompagnata dall’A.I. Che spesso si dimostra più intelligente e più creativa di noi. Dalla scienza alla moda.
La grande incognita che aleggia in tutto e che disegnerà il nostro futuro, anche nelle piccole cose, sembra essere l'Intelligenza Artificiale. La sua evoluzione non si conta in anni, ma in mesi, forse addirittura in giorni.
Robot umanoidi che dialogano con il pubblico, intelligenze artificiali trasformate in oggetti domestici, installazioni immersive capaci di fondere reale e virtuale: durante la Milano Design Week 2026, Superstudio Più si è trasformato in un gigantesco laboratorio dedicato al futuro. Tra ambienti interattivi, esperienze phygital e scenografie digitali, SuperNova ha riunito alcuni dei progetti più visionari dell’intera Design Week milanese, confermando come tecnologia e design siano linguaggi spesso inseparabili.
A partire da Samsung Electronics, che con “Design is an Act of Love” ha portato in scena il lato più umano della tecnologia, all’interno del Samsung Design Open Lab, concept, prototipi e prodotti hanno raccontato un’idea di innovazione sempre più emotiva, quotidiana e personale, dove il design diventa il tramite tra persone e tecnologia.
Per Superstudio Design l’esperienza della Milano Design Week 2026 si chiude davvero solo all’indomani dell’altra kermesse internazionale, quella di ICFF a New York, con cui ormai la partnership si è consolidata e verrà rilanciata ulteriormente nel 2027. Quel ponte Milano – New York, che si voleva costruire attraverso la partnership avviata nel 2023, esiste ora, e connette cultura, educazione, mercato e prima di tutto le persone con le loro idee. L’intero bilancio è positivo, SuperNova in Tortona ha stupito con le grandi installazioni, i player internazionali e le grandi firme del design e dell’architettura; SuperCity in Barona ha portato la poesia e l’eleganza di un allestimento firmato da Giulio Cappellini nel contesto di una manifestazione spesso caratterizzata da toni alti o altissimi, in cui a volte - abbassato il volume - poco spazio resta ai contenuti; SuperPlayground in Bovisa si è spinta in avanti guardando “indietro”, al senso più intimo e forse più autentico del Fuorisalone, nato per offrire ai talenti meno noti ma portatori di idee e creatività vera, un palcoscenico d’eccezione e forse per certi versi più libero. Quello che resta è la sensazione concreta di avere intrapreso un percorso virtuoso, con un progetto diffuso dalle tante identità, che vuole dare voce a diverse anime della Milano Design Week. Una piattaforma culturale per il design e per la sua comunità, tra Milano, New York e forse altrove. L.V.
105.000 VISITATORI, 3 QUARTIERI, 1 VISIONE. Non è stata solo una brillante Design Week. È stato un cambio di scala. Con l’edizione 2026, Superstudio ha ridefinito la propria geografia trasformandosi in una piattaforma diffusa capace di attraversare tre quartieri, tre venue e tre modi diversi di vivere il design contemporaneo. Da Tortona a Barona fino a Bovisa, Superstudio Più, Superstudio Maxi e il nuovo Superstudio Village hanno costruito una mappa inedita della città, dando forma a uno dei progetti più ambiziosi dell’intera settimana milanese.
I numeri raccontano immediatamente la portata del cambiamento dell'evento clou della Design Week di Superstudio: oltre 105 mila visitatori nell’arco della settimana contro gli 87 mila del 2025.
Un mese dopo la Design Week e il Fuorisalone che ha coinvolto Superstudio in modi diversi nelle sue tre venue, la riflessione si focalizza sull'evento più sofisticato e innovativo, in controtendenza con la spettacolarizzazione, il clamore, la sorprese dei set-up più clamorosi visti a Milano.
Giulio Cappellini, curatore di SuperCity, al Superstudio Maxi, ha lavorato in sottrazione, sottovoce, eliminando il superfluo - luci, loghi, suoni, complementi, effetti speciali - solo suggerendo un ambiente urbano per valorizzare gli oggetti più interessanti del nuovo made in Italy e i classici più iconici. Ha trasformato la venue in una città ideale in cui arte e design si fondevano in un sistema urbano di relazioni e percorsi. L’allestimento essenziale ha ridotto la struttura fisica per lasciare spazio all’esperienza del visitatore e indicare come allestire lasciando spazio all'immaginazione.
Il diavolo veste Prada 2 e il Digital Journalism Fest 2026: due facce della stessa medaglia, in programma il 13 giugno al Superstudio Più, per una full immersion nell’informazione contemporanea.
«Nigel, ricordi quando i magazine contavano?». Bastano poche parole a Miranda Priestly - ancora una volta interpretata ne Il diavolo veste Prada 2 da una magnetica Meryl Streep - per tracciare una linea netta tra due epoche. Da un lato il potere editoriale assoluto, dall’altro un presente in cui quell’autorità si è dissolta, frammentata e redistribuita tra social, piattaforme, algoritmi e IA.
Gli intrecci tra moda e design, tra design e sentimento sono sempre più la motivazione di scelte che spostano l'aspetto estetico e funzionale di un arredo o di oggetto verso una complessità capace di creare nuovi rapporti e funzioni. Alle riviste più attente non sfugge quanto il nome del designer famoso trasformato una tantum in Direttore possa aumentare i consensi e quindi i lettori. Come ha fatto Grazia, come ha fatto Interni in coincidenza dell'ultima Design Week.
Se vero come vero, i designer sono le star dei nostri tempi, superstar dell'ultima Milano Design Week è stato certamente l'olandese Marcel Wanders che proprio venticinque anni fa ha debuttato, giovanissimo e sconosciuto, in un piccolo spazio nel primo fuorisalone di Superstudio Più, organizzato da Gisella Borioli in collaborazione con Giulio Cappellini.
Dalle iconiche Lounge Chair degli Eames alla Pipistrello di Gae Aulenti, passando per lo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass: il design del Novecento torna protagonista il 23 e il 24 maggio al Superstudio Più, con SOMO 2026, il più grande appuntamento italiano dedicato al modernariato.
C’è chi sogna la Lounge Chair di Charles Eames e Ray Eames in salotto e chi lo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass all’ingresso; c’è chi farebbe follie per avere una Pipistrello firmata da Gae Aulenti sul comodino e chi per avere in studio una sedia Panton di Vitra, magari rossa o bluette per spiccare ancor di più.