Attraverso diciannove capitoli dai titoli essenziali ma profondi — Impegno, Fiducia, Solidarietà, Comprensione, Umanità, Coraggio, Consapevolezza, Felicità e altri — Letizia Moratti ripercorre il proprio cammino, dagli anni della giovinezza fino a un'ascesa continua attraverso incarichi sempre più prestigiosi e iniziative sempre più generose. Il suo curriculum parla da sé. Prima donna alla guida della RAI, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, prima donna Sindaco di Milano, artefice della conquista di Expo 2015, Commissario Straordinario dell'Esposizione Universale, Vicepresidente e Assessore al Welfare della Regione Lombardia, Presidente di UBI Banca, alla guida di importanti realtà internazionali della comunicazione e della finanza, cofondatrice di San Patrignano, fondatrice di organizzazioni impegnate nell'educazione, nella solidarietà e nella difesa dei diritti umani. E, nello stesso tempo, moglie affettuosa, madre esemplare, amica sincera.
Negli anni trascorsi a collaborare per il governo della città (2006/2011), diventai un ponte tra la sua amministrazione e il mondo della creatività, dell'arte, della moda, del design, del teatro, dei giovani talenti, della street art e delle iniziative dedicate alle donne. Proposi progetti, coordinai confronti con assessori, suggerii incontri, mostre e programmi culturali, avvicinandola anche a quell'universo eclettico che ruotava attorno a Superstudio fin dalla sua nascita in via Forcella nel 1983 e poi nella sede di via Tortona dal 2000. Lei ascoltava tutti, sempre. E soprattutto arrivava sempre al punto.
Che si trattasse della conquista di Expo Milano 2015, del recupero di un ragazzo dalla tossicodipendenza a San Patrignano o di una delle mie idee più visionarie: trasformare l'ex-Ansaldo di via Tortona in un centro polivalente della creatività (quello che oggi è BASE Milano); creare il Premio MilanoDonna, mettendo in dialogo donne affermate over settanta e promettenti under trentacinque; lanciare il Piatto del Cuore, progetto benefico affidato ai grandi designer a favore degli anziani in difficoltà; sdoganare l'arte urbana distinguendo gli street artist dagli imbrattatori; portare il balletto di Maurice Béjart alla Scala in memoria di Gianni Versace; organizzare la mostra dedicata a Mila Schön a Palazzo Reale pochi giorni prima della sua scomparsa; oppure dirigere la spettacolare Cow Parade milanese, con cento mucche di resina decorate da artisti che invasero allegramente la città dopo il successo ottenuto a Parigi, New York e in altre grandi capitali del mondo.
Senza rendermene pienamente conto, stavo lasciando anch'io una traccia nella grande Milano. E molte di quelle idee che sarebbero potute rimanere soltanto sogni diventarono realtà grazie all'intuito, al coraggio e alla tenacia di Letizia Moratti. Una donna che sapeva superare gli ostacoli. Il suo libro affronta temi universali e insieme profondamente personali. Ma ciò che io non posso dimenticare è l'esperienza vissuta accanto a una Mentor che mi ha insegnato a guardare oltre, a credere che le visioni più ambiziose possano trasformarsi in progetti concreti e, soprattutto, a non smettere mai di sognare.



