Il diavolo veste Prada 2 e il Digital Journalism Fest 2026: due facce della stessa medaglia, in programma il 13 giugno al Superstudio Più, per una full immersion nell’informazione contemporanea.
«Nigel, ricordi quando i magazine contavano?». Bastano poche parole a Miranda Priestly - ancora una volta interpretata ne Il diavolo veste Prada 2 da una magnetica Meryl Streep - per tracciare una linea netta tra due epoche. Da un lato il potere editoriale assoluto, dall’altro un presente in cui quell’autorità si è dissolta, frammentata e redistribuita tra social, piattaforme, algoritmi e IA.
Gli intrecci tra moda e design, tra design e sentimento sono sempre più la motivazione di scelte che spostano l'aspetto estetico e funzionale di un arredo o di oggetto verso una complessità capace di creare nuovi rapporti e funzioni. Alle riviste più attente non sfugge quanto il nome del designer famoso trasformato una tantum in Direttore possa aumentare i consensi e quindi i lettori. Come ha fatto Grazia, come ha fatto Interni in coincidenza dell'ultima Design Week.
Se vero come vero, i designer sono le star dei nostri tempi, superstar dell'ultima Milano Design Week è stato certamente l'olandese Marcel Wanders che proprio venticinque anni fa ha debuttato, giovanissimo e sconosciuto, in un piccolo spazio nel primo fuorisalone di Superstudio Più, organizzato da Gisella Borioli in collaborazione con Giulio Cappellini.
Dalle iconiche Lounge Chair degli Eames alla Pipistrello di Gae Aulenti, passando per lo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass: il design del Novecento torna protagonista il 23 e il 24 maggio al Superstudio Più, con SOMO 2026, il più grande appuntamento italiano dedicato al modernariato.
C’è chi sogna la Lounge Chair di Charles Eames e Ray Eames in salotto e chi lo specchio Ultrafragola di Ettore Sottsass all’ingresso; c’è chi farebbe follie per avere una Pipistrello firmata da Gae Aulenti sul comodino e chi per avere in studio una sedia Panton di Vitra, magari rossa o bluette per spiccare ancor di più.
Giulia Sidoli, la studentessa dell’Atelier Smedsby di Parigi vincitrice del primo Superstudio Photo Award dedicato a Oliviero Toscani e recentemente premiata dal pubblico del MIA Photo Fair, é pronta a riscuotere i suo "trofeo". Non la solita targa o statuetta ma un’esperienza di produzione fotografica professionale con il supporto di tutti i professionisti necessari allo shooting al Superstudio 13, una volta di più vivaio di nuovi talenti.
Entrano nel vivo le attività della prima edizione del Superstudio Photo Award con la realizzazione dello shooting della vincitrice Giulia Sidoli, giovane fotografa selezionata dal pubblico durante l’ultima edizione del MIA Photo Fair.
Con il successo dei Digital Design Days 2026, Bovisa segna il definitivo salto di scala e si afferma come nuovo distretto della creatività milanese. Il ruolo sempre più centrale del Superstudio Village appena inaugurato conferma la trasformazione del quartiere in uno dei poli più dinamici dell’innovazione internazionale.
Per anni è rimasta ai margini della geografia creativa cittadina. Oggi, invece, Bovisa sta vivendo la sua trasformazione più importante: da quartiere periferico a nuovo laboratorio internazionale di idee, design e innovazione. E gran parte di questa accelerazione porta la firma di Superstudio Village, il grande hub creativo che sta riscrivendo gli equilibri della Milano contemporanea.
Sebbene Giuseppe Pino, come quasi tutti i grandi artisti, vivesse tra luci e ombre, tra curiosità e diffidenza, tra ironia e pessimismo in una continua alternanza di emozioni e fosse difficile scoprirne l'anima, Giulia Borioli che ha condiviso con lui anni di vita e di lavoro, ne traccia un ritratto che aiuta a capire chi fosse veramente questo straordinario fotografo che negli studi di Superstudio 13 aveva e ha nuovamente la sua casa.
Se non ci fosse stato quell’impiccio, Giuseppe Giovanni Pino, fotografo ritrattista tra i più conosciuti e amati al mondo, non sarebbe esistito.
Il "sistema" Superstudio Group a Milano si nutre di moltissimi interessi legati alla creatività, all'arte, alla cultura oltre all'ospitalità degli eventi più innovativi internazionali. La fotografia d'autore e la moda, cioè il riflesso della contemporaneità, sono stati la ragione originaria della sua nascita e il contenuto della sua prima sede, quel Superstudio 13 ancora attivo dopo più di 40 anni e che continua ad essere un polo fondamentale per l'immagine, in ogni sua forma.
Nei suoi studi - che hanno conosciuto leggende con Helmut Newton, Avedon, Toscani, Bailey, Ferri e fermiamoci qui - sono entrati e entrano i fotografi più influenti, i grandi creatori, i personaggi famosi, gli art-director geniali, come testimonia la lunga "murata" di volti all'ingresso.
Milano si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più rilevanti a livello mondiale per la sostenibilità nel costruito, il GBCI Europe Circle 2026 che, promosso da Green Business Certification Inc. Europe, sceglie come sede il Superstudio Più, esempio concreto di applicazione dei principi di sostenibilità. Dal 6 all’8 maggio, la città si conferma capitale della comunità LEED, con la nostra storica venue che incarna nella pratica ciò che il settore è chiamato oggi a realizzare.
Milano torna a posizionarsi al centro della mappa internazionale della sostenibilità applicata al costruito e lo fa ospitando, dal 6 all’8 maggio, il GBCI Europe Circle 2026, uno degli appuntamenti più rilevanti a livello internazionale per la comunità LEED.
I Digital Design Days 2026 sbarcano al Superstudio Village di Bovisa dal 7 al 9 maggio per tracciare la rotta del design nell'era dell'AI. Con tre palchi paralleli, cento speaker internazionali e l'inedita Design Battle, il decennale dell’evento, mentre consacra il quartiere, e la “super” venue, nuovo polo creativo di Milano, offre alla community strumenti concreti e ispirazione per disegnare il futuro.
Milano si prepara a tornare capitale mondiale dell’innovazione e del design con i Digital Design Days, che dal 7 al 9 maggio sbarcano al Superstudio Village di Bovisa.
Parole, messaggi, in street-gergo “scaglie” poetiche affrescano le facciate dei building di Superstudio Più. Realizzati artigianalmente, senza l’uso di stencil e proiettori, sono i murales di ivan, che vogliono ispirare e fare sognare. Con tocco delicato, il poeta di strada e il suo team di giovani talenti, formato dal 21enne calligrafo Pietro Gonzalo e dagli autori Ivo Molino e Pietro Dalrì, invita ad alzare gli occhi al cielo e, con il naso all’insù, a fermarsi un secondo nel frizzante turbinio della Milano Design Week per ricordare che “sarà solo sognare che ci terrà svegli” e che “chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”. Scaglie delicate, pensieri evocativi, ecco i regali murali in formato extra-large che l’artista, scoperto e supportato dalla nostra Gisella Borioli ormai venti anni fa, quando gli street artist erano considerati imbrattatori abusivi, dedica alla venue di via Tortona. Un’opera di street art meravigliosa, oltre che un gesto di riconoscenza e affetto che Superstudio, oggi come allora, accoglie e rilancia.