Tra sogni imprenditoriali, storie di successo e consigli pratici, "Generazione Impresa" parla ai giovani che vogliono costruire il proprio futuro.
Come nasce un'impresa? E, soprattutto, come si passa da un'idea a un'attività capace di stare sul mercato e durare nel tempo? Domande in teoria semplici, ma che in pratica faticano a trovano risposte. Perché, tra l'entusiasmo di un'intuizione e la sostenibilità di un business, c'è di mezzo un percorso fatto di scelte, rischi, opportunità, impreviste e continui adattamenti.
Milano, quando mette in relazione le sue energie migliori, sa ancora sorprendere. All’ADI Design Museum la prima edizione di Opera Buona ha riunito architettura, design, cucina e parola in un unico dispositivo corale, pensato per sostenere Opera San Francesco per i Poveri. Un progetto che non si limita alla forma dell’evento, ma prova a trasformarla in gesto concreto, attraverso la collaborazione tra linguaggi diversi e la regia di Alessandro Guerriero, figura che ci ha abituati a ritrovare questo modo di intendere la cultura del progetto anche in molte iniziative da lui promosse e spesso ospitate negli spazi di Superstudio.
Ci sono serate che non hanno bisogno di essere raccontate come eventi, perché funzionano già come racconto in sé.
Un grande foglio bianco, migliaia di segni e un messaggio condiviso contro la guerra. Ai Fori Imperiali, l'idea del poeta di strada ivan, artista vicino a Superstudio, è diventata una performance creativa di pace e solidarietà.
In un momento, anzi periodo purtroppo, in cui le immagini della guerra scorrono incessantemente sugli schermi e tra le pagine di telegiornali e giornali, domenica scorsa Roma ha scelto di fermarsi e di compiere un gesto semplice ma potente: lasciare un segno.
Nel giro di pochi anni l’Intelligenza artificiale è diventata uno dei fenomeni culturali più dirompenti del nostro tempo. Una rivoluzione che Arturo Artom racconta nel suo libro in uscita "La nuova intelligenza", protagonista di un incontro a porte aperte il 25 giugno al FLA FlavioLucchiniArt Museum di Superstudio Più.
C'è chi le chiede di scrivere una mail, chi di preparare una presentazione professionale, chi di organizzare le vacanze e chi un consiglio, un confronto, un parere, dal libro da leggere la sera alla ricetta da cucinare a cena. Multitasking, disponibile a ogni ora e soprattutto sempre con la risposta pronta, l'intelligenza artificiale si è inserita alla velocità della luce nella nostra routine.
Sono passati esattamente vent'anni da quando, nel giugno del 2006, entrai a far parte del Comitato Strategico della Città di Milano, chiamata dal neosindaco Letizia Moratti, con la quale avevo condiviso la campagna elettorale e un ruolo importante nella sua Lista Civica indipendente. Fu un'esperienza che mi consentì di conoscere da vicino una donna straordinaria. Oggi Letizia racconta la sua storia ne L'importanza di credere nei sogni (Solferino Libri), un'autobiografia limpida e sincera che si snoda tra incontri con i grandi del mondo e i giovani disperati accolti e salvati a San Patrignano. Una coincidenza? Anch'io credo nei sogni. Lo ricorda il grande murale che Ivan Tresoldi ha recentemente realizzato al Superstudio Più e che porta una frase destinata a restare: "Sarà solo sognare che ci terrà svegli".
L’abito fa il monaco? Che ci piaccia o meno ammetterlo, ciò che indossiamo dichiara qualcosa di noi ancora prima delle parole.
Vogliamo raccontarvi una storia straordinaria. Un libro emozionante che mostra come un vestito possa trasformarsi in uno strumento di fiducia, dignità e nuove opportunità.
Tra moda, fotografia e impegno sociale, “Un Abito Alla Volta” racconta una storia di seconde possibilità. Il libro fotografico firmato da Enzo Dal Verme, curato dall’art director Pierpaolo Pitacco ed edito da Rodolfo Namias Editore, nasce dall'incontro con Suited & Booted, l'organizzazione londinese che ogni anno aiuta oltre 1.200 uomini vulnerabili a ritrovare fiducia in sé stessi e a rientrare nel mondo del lavoro.
Negli ultimi anni Milano ha visto moltiplicarsi corsi, laboratori e workshop dedicati alle attività manuali, e in particolar modo alla ceramica. Un interesse che ha riportato in auge i piccoli utensili che ci ricordano l'unicità dell'artigianato d'autore, dove la bellezza sta nell'essere unici. La scoperta di "Motel a Miio" è un mondo e un modo di essere, non solo una tazzina. Non si tratta di una moda qualsiasi, ma di una vera e propria reazione culturale. Più la nostra vita diventa digitale, più sentiamo il bisogno di recuperare il contatto con la materia. Più si producono in serie oggetti identici tra loro, più ci affascina ciò che è imperfetto e fatto a mano. Più tutto diventa immediato, più acquista valore ciò che richiede tempo. In questo contesto, arriva a Superstudio Più, il 20 e 21 giugno, il pop-up di Motel a Miio, brand tedesco di ceramiche artigianali dall'animo portoghese. Dietro non c'è soltanto un'idea imprenditoriale, ma la storia di un incontro destinato a lasciare il segno. Durante un viaggio in Portogallo, Anna von Hellberg e Laura Castien scoprono le ceramiche artigianali locali e ne rimangono affascinate. Quello che per molti sarebbe rimasto un semplice ricordo di vacanza si trasforma in un progetto da portare nelle case di migliaia di persone. Da allora Motel a Miio ha costruito la propria identità attorno a ciò che la produzione industriale tende spesso a cancellare: le differenze. Sfumature di colore, variazioni di forma e piccole imperfezioni raccontano luoghi, sensazioni, persone. Sono quei dettagli che ci fanno affezionare a un oggetto, che lo rendono familiare e che, quasi senza accorgercene, lo trasformano in parte della nostra quotidianità. Il temporary shop di giugno lo racconta, tra sorprese, scoperte, occasioni, divertimento. F.A.
Dal 20/06/2026 al 21/06/2026 - Motel a Miio, pop-up - Superstudio Più
A volte una mostra è anche un invito a guardare la città con occhi diversi. È il caso della retrospettiva dedicata ad Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d'Italia, che diventa il punto di partenza per un piccolo viaggio milanese fino al suo affascinante Labirinto in Zona Tortona. Due luoghi, un unico racconto: quello di un artista capace di trasformare la materia, lo spazio e l'immaginazione.
Ci sono mostre che raccontano un artista e altre che ti fanno venire voglia di seguirne le tracce in città. È quello che mi è successo visitando la mostra dedicata ad Arnaldo Pomodoro alle Gallerie d'Italia, in Piazza della Scala. Il percorso ripercorre la sua lunga carriera attraverso sculture, disegni e materiali d'archivio, andando oltre l'immagine più nota delle sue celebri sfere bronzee.
Oggi il mondo creativo richiede molto più di competenze tecniche. Richiede la capacità di muoversi tra scenari culturali in continua evoluzione, linguaggi differenti e dinamiche progettuali sempre più ibride tra design, comunicazione, eventi, brand culture ed esperienza contemporanea. È da questa consapevolezza che è nata Superstudio Academy, il modulo formativo di Superstudio Group pensato in collaborazione con LUM University per creare un dialogo concreto tra formazione, creatività e progetti reali, cercando di colmare quella distanza tra studi e lavoro che spesso lascia gli studenti impreparati. Chi scrive è a sua volta una studentessa che si è immedesimata nei lavori dei compagni.
Più che un programma accademico tradizionale, Superstudio Academy si sviluppa come un sistema aperto di ricerca, immersione e confronto diretto con il settore.
Una nuova realtà entra a far parte della Famiglia Superstudio: Metsä Board approda a Superstudio Più portando a Milano la propria visione di sostenibilità e innovazione legata al mondo delle foreste e dei materiali del futuro.
Via Tortona si conferma uno dei luoghi più interessanti di Milano dove design, ricerca e impresa si incontrano in modo naturale. Negli spazi di Superstudio Più arriva Metsä Board, realtà finlandese che ha trasformato il tema del packaging sostenibile in una riflessione più ampia sul rapporto tra industria, natura e innovazione.