Alta 140 metri, l’avveniristica torre slancia verso l’alto il volume residenziale dal suolo su sottili pilastri, simili proprio a tacchi a spillo, liberando così il piano terra e lasciando alla base spazio ad acqua, parchi, giardini, oasi urbane aperte al movimento e all’incontro. Non solo. La torre così impostata diventa la risposta progettuale alle sempre più frequenti piogge torrenziali che colpiscono la capitale sudcoreana: anziché ostacolare il deflusso delle acque, l'edificio le accoglie e le rallenta, applicando i principi della "città spugna" e contribuendo all'adattamento climatico dell'ambiente urbano. Ecco che il paesaggio diventa parte integrante dell’architettura, che a sua volta dialoga con la vita e la resilienza della città e delle persone.


