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06/04/2021 | TENDENZE

DESIGN TOTALE

Di: Gisella Borioli

Che i consumatori attenti preferiscano i prodotti iconici, firmati e che sappiano emozionare è un dato di fatto. Una tendenza che oggi coinvolge tutto e tutti. Lavarsi i denti con Starck, cucinare con Urquiola o Konstantin Grcic, calzare Jean Nouvel o Kartell, viaggiare con Marcel Wanders o Giovannoni è l’ultimo atto del design per tutti.

Fino a ieri era moda, o meglio stilista, la parolina magica capace di regalare valore aggiunto e consumer-appeal alle cose più disparate, prodotti di lusso o di massa, griffati oltre ogni dire e, per questo, entrati nel circuito internazionale dello stile. Ultimamente allo stilista sembra sostituirsi il designer, improvvisamente assurto a magomerlino della produzione, make-up artist di prodotti banali, maestro di vita e garanzia di creatività. È Design Totale, ben oltre la sedia il tavolo il letto il lampadario la casa la produzione industriale di oggetti che incorniciano la nostra vita.
Anche i device, gli smartphone, le barche, il cibo, il packaging, gli abiti, gli accessori, le tappezzerie, le lampadine, gli spazzolini da denti, le valigie, le stampanti, le casse acustiche, fino ai sex-toys, improvvisamente sdoganati e meritevoli anche loro di premi come il Red Dot Award, fanno oggi appello al design, al segno originale ben esibito e valorizzato, per trovare nuovo fascino e nuovi alibi cultural-commerciali. Gli strateghi del marketing oggi ricorrono alla griffe dell’archistar per meglio vendere quello che ieri doveva essere soprattutto funzionale, non necessariamente fantasioso.
Alessi è un chiaro esempio di come la creatività dei più titolati designer ha cambiato il panorama domestico liberando l’immaginazione in tavola e in cucina, oltre ogni dire. Philippe Starck è forse il più prolifico e multitasking disegnatore di oggetti quotidiani e straordinari, spaziando dallo spazzolino da denti allo yacht milionario, dallo spremiagrumi all’hard disk, dalle iconiche sedie trasparenti al primo skydome gonfiabile.
Le auto, poi, capolavori di ingegneria industriale e estetica sociologica, inossidabili scafandri della mobilità contemporanea, se da un lato perseguono la ricerca della sostenibilità, dell’energia pulita, della ricarica solare, dall’altro si concentrano su un aspetto sempre più attraente e confacente alla nuova meccanica, dentro e fuori, e qui torna in gioco il design.
Dagli storici re dei motori, Giugiaro, Pininfarina, Bertoni, Scaglione, Scaglietti e De Silva, negli anni scorsi si è passati ai re della moda che hanno messo il tocco del loro stile sui più titolati dettagli: Armani, Gucci, C.P.Company, Karl Lagerfeld, Paul Smith, Versus Versace, Dolce&Gabbana, Valentino, Missoni, per citarne alcuni.
Meno felice a volte il connubio con gli architetti. Ma nella mise-en-scène delle nuove automobili nei vari Saloni è più che evidente come il marketing di un prodotto che mette insieme funzione status e tecnologia si affidi molto all’apparenza, alle emozioni e sensazioni che sa trasmettere. Proprio come un prodotto di design. “È vero oggi gli architetti disegnano di tutto - commenta Giulio Cappellini nella sua veste di talent scout open-mind - Non sempre bravi architetti sono bravi designer e viceversa. Il salto di scala da grande a piccolo o da piccolo a grande è una sfida non sempre facile. Sicuramente lavorare su piccoli oggetti di uso comune significa far entrare il design in modo sommesso nelle case regalando momenti di bellezza al consumatore. Ma il vero design è quello destinato a durare nel tempo, garanzia di praticità e qualità e non espressione di mode effimere. Disegnare e produrre oggetti veri e consapevoli è il dovere del designer di oggi”.
È Design Totale, rivisitando anche molti prodotti quotidiani con la maestria degli artigiani italiani al servizio dell’industria, e la creatività e lungimiranza delle nostre manifatture, ossatura di un segmento che ci vede leader nel mondo. Oggi peraltro minacciata o affiancata (dipende dai punti di vista) da proposte di design che arrivano da ogni parte del globo, anche da là dove fino a ieri si intrecciavano cestini di bambù o si imitavano a poco prezzo e scarsa qualità i nostri oggetti più che competere sullo scenario mondiale dell’arredo. È Design Totale e non finisce qui.

Edo, nome giapponese della famiglia di pentole collezione Alessi in collaborazione con Patricia Urquiola
“Barchetta Sport”, riedizione attuale di un classico dell’automobilismo sportivo italiano firmato Giulio Cappellini per Ermini.
Spazzolino di Philippe Starck dalla caratteristica forma a penna d'ispirazione Brancusi per Fluocaril
Pure, stivali in pelle e gomma di Jean Nouvel per Ruco Line

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