Cinema e fotografia, due mondi vicini e complementari, entrambi capaci di raccontare storie, emozioni e frammenti di realtà attraverso immagini che catturano l’essenza dell’umanità. Il regista inglese Peter Chelsom ha diretto film di grande successo e ha collaborato con i più famosi attori di Hollywood, ma coltiva da sempre una grande passione per la fotografia, un'ossessione nata fin dall’infanzia. Una mostra ospitata in MyOwnGallery durante MIA Photo Fair BNP Paribas svela lo sguardo acuto e ironico del regista, offrendo al pubblico un viaggio nel dietro le quinte e nella sua personale ricerca del "ruolo dei sogni".
"Dream Role", a cura di Beatrice Audrito, raccoglie una selezione di fotografie realizzate sui set dei numerosi film diretti da Chelsom, tra cui Funny Bones, Shall We Dance?, Serendipity, Hector and the Search for Happiness e molti altri.
Si spengono i riflettori della moda e arriva in città un’altra importante week patrocinata dal Comune di Milano. Milano MuseoCity, dal 2 all’8 marzo, coinvolge ben 149 musei e luoghi della Cultura - musei pubblici, privati e d’impresa, fondazioni e archivi d’artista - per accompagnare il pubblico alla scoperta di una Milano straordinaria. Un ricchissimo programma di mostre, incontri e collaborazioni, a cui il nostro FLA Museum aderisce con aperture speciali, visite guidate e un evento conclusivo che celebra il Tortona District.
Il museo rimarrà innanzitutto aperto con orario potenziato per tutta la settimana, con possibilità ogni giorno di visite guidate dedicate alla "Fashion R-Evolution” di Flavio Lucchini, oltre 650 opere allestite in 20 stanze tematiche, dialoghi tra Arte e Moda espressi con sculture di grandi dimensioni, bassorilievi, quadri dipinti con tecniche tradizionali o sperimentali, digital painting, opere grafiche, piccoli o giganteschi totem.
Ad aprire la Milano Fashion Week l'incredibile sfilata di Gucci al Superstudio Maxi. Un mese di preparazione, un progetto galattico, il top dei collaboratori, un incanto annuciato. Non poteva cominciare meglio di così.
Anche se siamo abituati agli allestimenti più spettacolari che trasformano la grandi "scatole" bianche delle nostre venue nel Paese dei Desideri ogni volta diverso, sono rimasta davvero incantata davanti alla metarmorfosi della immensa sala industriale di Superstudio Maxi in un lussuosimo e incredibile Palazzo Gucci, che ha aperto ai suoi privilegiati ospiti l'arena centrale, dopo l'accueil nella hall di ingresso, accolti da un bicchiere di champagne.
Il Salone della moda di ricerca, fondato nel 2000 dai giovanissimi Massimiliano Bizzi e Brenda Bellei, uno degli appuntamenti tra i più attesi della Women Fashion Week milanese, quest’anno dal 27 febbraio al 1° marzo festeggia un importante compleanno. Dal timido inizio in Fiera all’exploit al Superstudio Più, e in seguito in altri punti di via Tortona, è un successo che si rinnova ogni volta aprendo sempre nuovi orizzonti. White quest’anno compie 25 anni, proprio come il Superstudio Più. A cui lo accomuna molto di più della location.
“White ha saputo… affermarsi come un punto di riferimento per la moda contemporanea… un percorso che ha arricchito il panorama della moda milanese”, ha detto Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro e della Moda del Comune di Milano. Proprio come Superstudio Più lo è stato e continua a esserlo per il design.
Calciatori, tennisti, superstar della musica, campioni di ogni disciplina, award di ogni genere trovano nelle venue di Superstudio il podio ideale per celebrare i loro trionfi. Il supereroe dell'anno è senza alcun dubbio Jannik Sinner, che con la vittoria su Alexander Zverev agli Australian Open, è l’unico che può mirare al Grande Slam (la vittoria di tutti i quattro i titoli dello Slam) un traguardo straordinario raggiunto solo da cinque tennisti in un secolo di storia. Tutte le premesse ci sono e c’erano. Con il suo ciuffo rosso, con la sua giovinezza, la sua umanità non è un caso che sia stato il più applaudito e acclamato alla cerimonia dei SuperTennis Awards, ospitata il 4 dicembre nel grande salone del Superstudio Maxi. Nonostante ci fossero tennisti come Matteo Berrettini, vincitore di tre titoli e conquistatore da protagonista della Coppa Davis, Sara Errani e Jasmine Paolini “che hanno scritto una pagina di storia” alle Olimpiadi di Parigi. A intrattenere i premiati, in un turbinio di battute, Piero Chiambretti, a coronare la serata il concerto di Antonello Venditti in una notte davvero indimenticabile.
Il grande fotografo nel ricordo di Gisella Borioli che, insieme a Flavio Lucchini, ha condiviso con lui una vita di avventure lavoro e amicizia.
Ho conosciuto Oliviero Toscani che avevo 21 anni e lui 24. Io già lavoravo in Condé Nast e contemporaneamente studiavo, lui era uscito da poco dalla Kunstgewerbeschule di Zurigo, dove Flavio Lucchini, il grande art-director di Vogue, l'aveva scovato. Eravamo due ragazzi, pronti per la vita sorprendente che ci stava aspettando. Insieme a Flavio, che è stato il mio e il suo Maestro, abbiamo lavorato, viaggiato, sfidato le convenzioni, inventato, fotografato, pubblicato, ci siamo innamorati, ci siamo sposati, abbiamo avuto bambini, poi (lui) altri amori, altri figli, sempre condividendo le emozioni. Abbiamo conosciuto Agneta con le piccole Olivia e Sabina, é stato testimone del nostro matrimonio e poi eravamo al suo con Kirsti. Ha fatto le prime foto della nostra Gaia neonata che due anni dopo giocava con il suo piccolo Rocco. Gli abbiamo regalato un coniglio in cambio di un cavallo, che non è mai arrivato. Siamo stati un trio indissolubile per molti anni, poi un po' meno, ma sempre vicini. È stato complice di tutti i nostri progetti, le testate più innovative, Vogue, L’Uomo Vogue, Lei, Donna, Moda, Eva, e poi il Superstudio di cui è stato il nostro più affezionato cliente, era a casa sua. Imprescindibile amico, abbiamo litigato, fatto pace, ci siamo aiutati, sostenuti, mai allontanati. Siamo cresciuti senza invecchiare, dentro. Abbiamo incontrato insieme personaggi leggendari che hanno fatto la storia dell'arte, da Man Ray a Fellini, a Picasso, a Saint Laurent a Andy Warhol a Robert Rauschemberg e tanti altri che nemmeno li ricordo più. E naturalmente tutti i protagonisti della moda internazionale. Elio Fiorucci era per noi il quarto moschettiere, quello che metteva per primo in vetrina e faceva suoi i risultati delle nostre scorribande nel mondo: i jeans dei cow-boys, la moda militare, il punk londinese, la lingerie erotica, le fantasie afro, le braghe e le bluse folk guatemalteche. Una volta Oliviero voleva che Elio mettesse in vetrina un cavallo vero, ma in questo non l’ha accontentato.
Con una occhiata Oliviero coglieva l'essenza delle cose e la fissava con un clic sconvolgendo le regole e osando l'inosabile. Con una risata si faceva beffe di quelli che non capivano, peggio per loro.
Ora Oliviero se ne è andato e tutti riconoscono il suo genio, anche i detrattori. Era un provocatore? Certo. Raccontava storie con le immagini e provocava reazioni che facevano pensare.
Quante volte l'ho difeso da chi gli tirava pietre di disprezzo o addirittura di odio, perché incapaci di comprenderlo!
La malattia l'ha colpito improvvisamente, duramente. Ora siamo tutti un po' più soli, chi senza l'amico, chi senza il nemico.
Nel libro "Gisella.Volevo essere felice” che ho appena pubblicato lui è inconsapevolmente sempre presente, e so che negli ultimi giorni il mio libro era nelle sue mani e gli ha dato un po' di serenità. Grazie di tutto, Oliviero.
Le interazioni con l’arte sono da sempre una caratteristica di Superstudio Più che in via Tortona porta avanti fin dalla sua nascita la collaborazione e l’integrazione tra le diverse forme di creatività e di comunicazione. Questo, durante la Design Week, diventa un punto di forza e di eccellenza che sottolinea la sua unicità.
In particolare il museo di Superstudio, il FLA, Flavio Lucchini Art Museum, grande e inatteso spazio espositivo dedicato alle opere del fondatore del Gruppo, che ci parlano di moda, di bellezza, di creatività, di passato e di futuro, per la settimana del design milanese si trasforma in una affascinante location per ospitare speciali progetti di design valorizzati dal confronto con le opere circostanti.
Ascoltare la musica in un ambiente magico illuminato dalla sola luce delle candele che sembrano danzare al ritmo delle note, meglio ancora se in atmosfera natalizia e con il pensiero volto ai giorni di festa che verranno.
Quest'anno Superstudio Più partecipa alla straordinaria esperienza musicale e multi-sensoriale di Fever, che ha normalmente luogo in posti suggestivi della città, con tre appuntamenti nella sua sala Lounge allestita a festa. Un incantesimo che dura un’ora ma lascerà un ricordo duraturo.
Musica colta dunque, in orari e giorni diversi per tutti, un incantesimo anche per bimbi accompagnati di più di 8 anni. La scelta spazia tra un Tributo ai Queen, dodici meravigliose composizioni suonate al pianoforte da Giuseppe Califano (venerdì 13), le armonie delle Colonne Sonore di film famosi del Maestro Ennio Moricone, al piano Luca Rampini (sabato 14), i Classici del Natale, quindici indimenticabili melodie delle feste accompagnate dal pianoforte di Luca Morelli (domenica 15). Da non perdere.
Per prenotazioni: https://feverup.com
A volte il passato bussa alla porta, tutto insieme. Milano ha reso omaggio ai grandi di ieri. Ha cominciato ad aprire lo scrigno dei miei ricordi l'esposizione dedicata ad Aldo Fallai all'Armani/Silos, cui è seguita la mostra Ballo&Ballo al Castello Sforzesco, cui si è aggiunta la mostra di fotografie Ugo Mulas a Palazzo Reale, e ancora Elio Fiorucci alla Triennale, per finire con Franco Moschino per i trent’anni dalla sua morte alla nostra MyOwnGallery.
L'anno prossimo saranno i 25 anni di Superstudio Più in via Tortona, una intuizione e un'impresa che ha dato il via al cambiamento della città proprio puntando sulla creatività. Un viaggio attraverso la moda, l'arte, la fotografia di cui sono stata partecipe e di cui mi fa piacere ricordare queste tappe qui.
Con la citazione di Enzo Maiorano, co-founder e creative director di Archiproducts: “Tutti i giorni, insieme, presentiamo, raccontiamo e proponiamo Design ai piccoli e grandi progetti del mondo intero, cercando di coltivare tutti un’attitudine essenziale: saper riconoscere l’eccellenza. Per questo voglio ringraziare tutti i nostri giurati, ne cito alcuni: OMA, Mecanoo, Studio Libeskind, Norm Architects, Stefano Boeri Interiors, Hector Esrawe, Mesura Studio, Pitsou Kedem, Apollo Architects, Hannes Peer, Gabriele Chiave e Salotto di New York. Così come tutti i giurati del Premio Sostenibilità, tra cui Carlo Ratti e Mario Cucinella" presentiamo il nuovo scenario del design contemporaneo messo in scena al Superstudio Più il 15 novembre, con la parallela premiazione dei vincitori degli Archiproducts Design Awards 2024.