Numerose le collettive di artisti e designer che quest’anno si trovano al Superdesign Show. Ognuna con la propria visione della vita e della felicità, portano in scena progetti divertenti, colorati, che uniscono i metodi di lavorazione artigianale all’innovazione e riconoscibili anche per la loro attenzione alla sostenibilità e al riuso di materiali. Che sia per l’avanguardia nella ricerca, per la ben riuscita mescolanza tra elementi orientali e occidentali o, semplicemente, per le forme vivaci e insolite, questi progetti hanno in comune l’istantanea capacità di farsi notare.
DITP & THACCA. CREATIVITÀ E COLORI DAL PAESE DEL SORRISO
Nel grande spazio dedicato alla Thailandia, si entra in uno scenario di colori leggeri dune e nuvole che fanno volare la fantasia. Attorno accattivanti oggetti dalla insolita estetica, un campionario di idee eclettiche. Cosa hanno in comune delle lampade in vetro colorato trasparente, una poltrona di bambù a tinte vivaci, degli accessori a forma di cane, di limone, di ananas e una borsa a disegni floreali? Molto di più di quello che si può immaginare. Sono complementi di arredo, mobili, accessori progettati con il preciso scopo di dare felicità, in un momento difficile e pieno di incertezze, tra conflitti geopolitici e disastri ambientali. Le caratteristiche comuni sono il comfort “caldo”, la creatività “allegra” e la sostenibilità sincera. Tra tutto spicca un piccolo ippopotamo, è Moo Deng, raro ippopotamo pigmeo diventato il simbolo della gioia e del fermento culturale thailandese. Completa il padiglione Thai l’esposizione FRONT 100, con una selezione di lavori di 100 designer emergenti. www.creativethailand.net
HKIDA. CULTURA ORIENTALE E OCCIDENTALE, INSIEME
Per la prima volta al Superdesign Show HKIDA, associazione non governativa e no profit che da più di trent’anni lavora a stretto contatto con designer, architetti, studenti e pubblico per salvare la tradizione del design locale unito alle esperienze contemporanee, nel rispetto delle esigenze ambientali, porta a Milano la mostra dal titolo Urban Reflection. Progetti unici da vedere, perfetta combinazione di design attuale e dettagli dell’artigianato cinese. Tutti i pezzi presentati fanno uso di materiali riciclati, di elementi tradizionali recuperati, di trasformazioni materiche, e altre soluzioni ecocompatibili. Come le squadrate sedie metalliche con rivestimenti che recuperano i tessuti tipici dell’area o la poltrona che unisce il bambù con i ventagli locali insieme ad altri arredi dall’estetica e il contenuto più futuribile. Uno dei principali impegni di HKIDA è infatti quello di promuovere la professionalità e l’eccellenza del design. Ciò comprende lo sviluppo completo di codici di condotta elaborati, l’innovazione sia sul fronte creativo che su quello tecnico, nonché la celebrazione dell’artigianato. www.hkida.org
MATERIALLY. L’IMPEGNO DELLA RICERCA
Lo spazio di Materially è da sempre il più frequentato da visitatori incuriositi dalle straordinarie performance di materiali apparentemente semplici che nascono in realtà da processi complessi per raggiungere la agognata ecocompatibilità. Quest’anno svariate aziende espositrici mostrano l’impegno che sta dietro la ricerca e lo sviluppo di materie innovative con trasformazioni ben oltre l’immaginabile. Lo fanno attraverso la mostra The Scale of Commitment, che presenta soluzioni trasparenti e soprattutto misurabili, trasferendo in modo preciso concetti e processi complessi legati alla misurazione della sostenibilità. Facendo chiarezza e smontando anche credenze ingannevoli. Nelle installazioni i materiali possono essere toccati per individuare le loro caratteristiche estetiche e funzionali, mentre strumenti digitali immersivi forniscono dati e informazioni tecniche. www.materially.eu
L’installazione vuole mostrare come un ambiente abitativo può essere ridefinito attraverso spazi che rispondano maggiormente alle esigenze, sia fisiche che emozionali, di chi lo abita. Al centro del progetto la ricerca di un’interattività, per cui superfici e arredi siano in grado di reagire a stimoli esterni come la luce, i suoni, i movimenti. Altrettanto determinante trovare la perfetta fusione tra fisico e digitale, per cui gli spazi abitativi, fluidi e non definiti, possano combinare materiali di produzione avanzata con esperienze virtuali. L’obiettivo è quindi di arrivare a creare, attraverso tecnologia, materiali intelligenti e design, ambienti che si adattano, di caso in caso, al benessere fisico e di pensiero.
www.istitutomarangoni.com
Tre progetti, tre visioni e tre concept, ma un punto in comune: che sia marmo o pietra lavica ciò che è esposta è la peculiarità di un materiale estremamente versatile malgrado l’aspetto “duro”. Essere di pietra può assumere tanti significati, e tre protagonisti del Made in Italy ce lo mostrano.
BAGNARA. IL BUIO E LA LUCE DELLA VITA
Il leopardiano “piacer figlio d’affanno”, per cui senza dolore non si può concepire il piacere, ma anche senza tristezza non esiste la gioia e senza aver sperimentato la solitudine non si apprezza il valore della compagnia, guida il percorso immersivo di Bagnara chiamato Hope e composto da tre stanze. Nella prima, la Room of Shadow, il visitatore è immerso nel buio e nel caos, le superfici sono ruvide, le forme spigolose, intorno si percepiscono frammenti di macerie. Dopo qualche passo s’intravede una luce, e si entra nella Room of Hope, un ambiente luminoso e ordinato dove i materiali sono chiari e le superfici sono lisce. È uno spazio di riflessione, di dialogo e di comprensione reciproca. Il percorso termina nel Corridor of Bloom con un’esplosione di colori e di vita. E una passerella (ovviamente di pietra) che sembra non finire mai, interamente coperta di fiori conduce il visitatore all’uscita. www.bagnara.net
FOODDESIGNSTORIES /LAPILLI. LA FELICITÀ SI PUÒ TOCCARE
Cos’è la felicità? O meglio cos’è per ciascuno di noi? Questa è la domanda, in linea con il tema del Superdesign Show, che si è posta FoodDesignStories. Ha risposto con la Yellow Room, un simposio platonico dove convivono e si confrontano idee, sogni, oggetti. Il tutto nella cornice poetica studiata dall’architetto Sandra Faggiano, visionaria art director del progetto. Più che una stanza è un percorso attraverso tre macroaree. La prima che s’incontra è il cantiere della felicità. Da qui si passa a un surreale giardino per arrivare alla materioteca, dove la felicità è a portata di mano e la si può toccare. In questa c’è la firma di Lapilli che mette insieme, giocando con i rivestimenti di pietra lavica, la visione artigianale e la tecnologia, il design con l’arte, l’arredo con il fashion. Sempre con l’occhio ben aperto a un futuro sostenibile. www.lapillilavastone.com
ACMÉ. SFACCETTATURE DI MARMO
L’obiettivo di Acmé e del team creativo Studio Forward è portare nelle case un design espressivo. Per questo è stato scelto il marmo, la più naturale delle materie, con le sue infinite trame e la sua varietà di toni. Ad affiancare Acmé nella produzione CISAM Marmi, azienda siciliana di lunga tradizione, capace di valorizzare questo materiale nella sua autenticità. Tre le collezioni proposte: Mischi mette insieme diverse varietà di marmo, creando motivi simili a mosaici dove risaltano i colori. Dalla geometrizzante libreria Ettore al lavabo Ego, alle mensole Dalì che richiamano i baffi dell’artista; Macerie, ispirata alla sostenibilità, trasforma gli scarti di marmo in oggetti artistici, come il secchiello da vino Punto o la panca Pausa; Arabesque, infine, guarda a certe architetture iperdecorate e sontuose dei mondi arabo e mediterraneo e le reinterpreta in lussuosi complementi d’arredo e oggetti per la tavola.
www.acmedesign.it
Da sempre Superstudio Più crede nel valore sociale e collettivo dell’arte. Ed ecco che i vari spazi espositivi aprono le loro porte ad artisti talentuosi e visionari che raccontano di bellezza e sensualità, sottolineano l’alienante monotonia delle città, trasformano materie plastiche di scarto in sculture, rendono una motocicletta simbolo di arte e innovazione e danno forma a metafore letterarie.
HUB 161. ECCELLENZA E OSPITALITÀ ITALIANE
In modo sorprendente, l’arte antica dialoga con quella contemporanea, artigianato d’autore con il design attuale, in un percorso che esalta l’eccellenza manifatturiera, gli artisti fuori dall’ordinario, le dimore storiche convertite in resort dove assaporare l’essenza dell’ospitalità italiana. Voluptas è il primo progetto realizzato da HUB161 piattaforma innovativa ideata da Raffaella Verri Zorzi, che connette e promuove le eccellenze del Made in Italy, oltre a produttori di materiali ecosostenibili, studi di architettura e interior design, e professionisti del settore contract e hotellerie. Non solo una mostra, ma un’esperienza sensoriale che celebra il saper fare italiano, dove ogni dettaglio racconta storie di passione, ricerca e visione. Tra i progetti in mostra, i pregiati complementi in marmo, cristallo e onice dal design essenziale di Marmi Regina; le iconiche sedute floreali di Carla Tolomeo, vere e proprie sculture di art-design; le maioliche antiche del ‘600 di Palazzo Raffadali di Palermo provenienti dall’archivio di Maurizio Scianna, artigiano che vanta collaborazioni con brand di prestigio come il Ritz Carlton e Hermès; le collaborazioni artistiche della storica casa vinicola Duca di Salaparuta con il trittico “Poliedrica” dell’artista Arrigo Musti e la collezione di arredi ispirati al mondo della gioielleria di J&well; le superfici innovative di Hybrid & Icon, sintesi di tradizioni ancestrali, sostenibilità e qualità. Ad arricchire la collettiva, le creazioni di Brun Fine Art, Eleit.it, Francesco Maria Messina, Marcello Colombo, Mirei Monticelli, Oro di Sciacca, Rudi Moriconi, Vibieffe.
MOTOTOTEM. LA MOTO SCULTURA DI MATTIA BIAGI
A cominciare dalle manopole, pezzi unici in bronzo con le impronte digitali di Mattia Biagi, come sulle pedane. I fari LED in vetro soffiato a mano sono delle vere sculture oltre che delle sfide. Il serbatoio è in travertino e la sua forma richiama i contorni di un paracadute, tributo a quelli della Seconda Guerra Mondiale. I parafanghi anteriori e posteriori sono in resina trasparente con foglie incastonate, coordinati con la sella in pelle scamosciata verde. Entrambi richiami alla natura. Le forcelle a parallelogramma hanno dettagli in argilla lavorati a mano, mentre il paracatena posteriore è completato da elementi organici in colori naturali, che simboleggiano la nascita dei fiori a primavera. Sulla scatola della batteria in magnesio è incastonata una pietra nera. Sugli pneumatici volano rondini in pelle fatte a mano, simboli del ritorno a casa, ma anche di fedeltà e spirito d’avventura. Una vera scultura che in più corre nel vento. Quale maggior Happiness di questa?
SOGIMI DIMOSTRA L’IMPORTANZA DEL RICICLO
L’installazione di Davide Dall’Osso per il GRUPPO SOGIMI, sculture realizzate con scarti di policarbonato, spiega come la felicità non sia un punto fisso ma un flusso che evolve nel tempo. S’intitola Flying e raccoglie varie opere che ritraggono corpi in movimento, o in fase di trasformazione, in un volo alla continua ricerca di equilibrio, traguardo per la felicità. Tutte modellate con gli scarti di materiali plastici di produzione dell’azienda. Un grande esempio di attenzione alla sostenibilità che Davide Dall’Osso condivide con il GRUPPO SOGIMI, leader nella trasformazione e distribuzione di materie plastiche, espansi tecnici, compositi. A completare l’esperienza immersiva l’installazione audiovisiva Elevazioni: Sinestesie Materiche dell’artista multidisciplinare Eric Oder (Federico Coderoni) con un’installazione che mette insieme soundscapes musicali con processing di suoni concreti e visuals prodotti da Intelligenza Artificiale, partendo dall’analisi dei materiali Sogimi. La mostra si svolge al primo piano di Superstudio Più, dove Sogimi ha lo show room, uno spazio che val la pena visitare per le emozioni che suscita
ARTE SORPRENDENTE E RAFFINATA
L’arte al Superstudio si intreccia con le attività quotidiane e in questa occasione con la frenesia della Design Week. Suggeriamo allora un attimo di pausa e di fermarsi davanti alla vetrina su via Tortona art.box con l’installazione Happy Color di Giulio Cappellini per Flaminia, entriamo nella MyOwnGallery per stupirci davanti a Hair, recentissimi ritratti pop senza volto di Lucchini e ad altre sue opere mai esposte prima come, nella Piazza dell’Arte, i giganteschi Toys colorati, giocattoli per adulti che trasmettono allegria. Incantiamoci davanti alla reinterpretazione site-specific dell’Albero della Vita presentato a Venezia durante l’ultima Biennale d’arte che l’artista Carla Tolomeo ha realizzato con tessuti preziosi. E infine, visitando il FLA Museum alla fine del percorso, scopriamo nel The Lab riservato ai giovani artisti il minuzioso lavoro di MaoSagao per i suoi toccanti dipinti di facciate ossessive come alveari urbani. Da non dimenticare una visita al Roof, completamente rinnovato, per l’opera Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.
Il Giappone fra tradizione del tè e lifestyle contemporaneo sta al centro della mostra che promuove il moderno stile di vita della terra del sol levante. “Bagliore”, una piccola mostra tutta da vivere, nasce dall’incontro tra WOHL HUTTE, brand specializzato in mobili in legno e interior design, e il sommelier giapponese del tè Kenzo Terada, fondatore di Teaste It, che porta in scena l’eccellenza del tè e del matcha della sua terra d’origine, Shizuoka. A loro si aggiungono FATE INDUSTRIES, che reinterpreta l’acciaio inossidabile con un tocco artigianale, e SAMNICON, una galleria che esplora il concetto di eredità culturale attraverso il design. Bagliore non è quindi solo una mostra di design, ma un’immersione nella filosofia giapponese della bellezza, che si manifesta nella discrezione e nell’armonia piuttosto che nell’opulenza o nella pura tradizione. Il Tè autentico giapponese si assaggia qui e si può anche comperare. www.wohl-hutte.com
Partiamo da una riflessione. 25 anni dopo la nascita, a partire dal Superstudio Più in via Tortona, di quella che è oggi la Milano Design Week diffusa nei quartieri, cosa è diventato il design nella sua trasformazione da momento commerciale riservato agli architetti, ai designer, ai creativi, ai buyer, ai venditori, ai fabbricanti, agli immobiliaristi, ad altri “addetti ai lavori”, ora grande kermesse pop e popolare che attira in città, oltre ai suddetti, folle di appassionati, di explorer, di studenti, di curiosi, di famiglie intere?
La Milano Design Week è diventata, a nostro avviso, non solo la settimana più effervescente, più internazionale, più democratica, più attenta alla sostenibilità, più visionaria dell’anno, ma anche l’appuntamento più gioioso, intrigante, persino ludico, dispensatore di briciole di piacere. Attirando a sé oltre ai produttori di arredi, oggetti e device di ogni dimensione in dialogo con l’AI, anche creativi e brand “fuori settore”, dall’automotive, al fashion, al food, al beauty, persino i lavori di studenti e artisti... e via dicendo. Un panorama allargato pieno di promesse, per il presente, per il futuro. Spesso diretto senza filtri ai consumer che lo aspettano, felici di esserci.
Felicità. Ecco la parola chiave, che racchiude speranza e bellezza. In questi tempi bui e incerti di post-Covid, di guerre, di crisi economiche, di cambiamenti geopolitici, di dazi trumpiani, è qualcosa di cui abbiamo bisogno, almeno un poco, almeno nelle nostre case, negli esterni in cui viviamo, nei gesti quotidiani.
Felicità - insita nei prodotti, evidente nelle installazioni - è la sfida che abbiamo lanciato a chi desiderava partecipare a questa edizione di Superdesign Show al Superstudio Più di via Tortona, storica venue che indica, ancora una volta, le tendenze o quantomeno i desideri.
Felicità. Come nostro tema dell’anno. Come HAPPINESS, manifesto identificato dal lettering esclusivo creato dal graphic artist Daniele Cima, dove ogni lettera è intesa come una piccola opera d’arte. Come filo conduttore del percorso espositivo caratterizzato dal giallo luminoso scelto dall’art director Giulio Cappellini. Come un grande grazie ai protagonisti del Made in Italy che in questi 25 anni sono stati con noi ed oggi ritornano nella mostra dei loro pezzi indimenticabili. Come l’emozionante show che fa battere il cuore all’unisono tra uomo e macchina messo in scena ancora una volta da Lexus. Come le esplorazioni virtuali della natura e dei suoi pericoli attraverso la tecnologia 4.0 di FORUM8. Come il benessere raccontato dall’esperienza acquatica virtuale di Geberit. Come la selezione di proposte “dell’altro mondo”, cioè quel far-East (Cina, Giappone, Hong Kong, Thailandia così prodigo di idee che mixano la tradizione all’innovazione). Come gli “Happy Objects” che raccontano storie di insolita creatività e ci fanno sorridere. Come “L’albero della Vita”, scultura tessile on-site di Carla Tolomeo, già in mostra al Museo Mocenigo durante la Biennale di Venezia 2024, che anticipa la sensuale mostra Voluptas di HUB161, ospitata al Fla Museum, che esplora il binomio tradizione/contemporaneità dell’artigianato d’autore e dell’arte del Bel Paese.
Un do it yourself per ogni fascia di età. Da oggi a domenica al Superstudio Maxi è in corso Abilmente, il Salone delle idee creative.
Bigiotteria, giocattoli, decorazioni, feltri, ricami, ma anche installazioni artistiche, sempre opera dell’ingegno e soprattutto delle mani. Si chiama, non a caso, Abilmente questo salone che vede i lavori di oltre 130 espositori. Ma non è solo un’esposizione, è anche una proposta di corsi e laboratori aperti a tutti, dove imparare i segreti dell’handmade. Appunto, dal cucito alla rilegatura di libri, dalle creazioni con la carta ai feltri. Con la possibilità per chi ha già delle buone basi di frequentare corsi, con numero limitato di partecipanti, per integrare le proprie conoscenze sul ricamo creativo piuttosto che sull’ecoprint e la stampa botanica, sulla pittura sull’acqua, come sull’uncinetto a tecnica mosaico.
Si apre a Milano il Book Pride 2025 e il tema e filo conduttore, invita ai rapporti umani per combattere la violenza che ci circonda. “Danzare sull’orlo del mondo” questo il tema del Book Pride, dal 21 al 23 marzo al Superstudio Maxi. “Un invito a riflettere sul potere della letteratura come atto di resistenza e di trasformazione, capace di aprire nuovi orizzonti in un mondo complesso” così ha spiegato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi.
Difficile pensare alla danza in un momento come questo con guerre e violenza, ma è proprio con il riprendere i contatti umani attraverso il Salone e i libri che si può provare a “ridisegnare la realtà”. Patrocinato come sempre dal Comune di Milano quest’anno Book Pride entra a far parte dei progetti del Salone del Libro di Torino.
MIA Photo Fair torna a casa. Dal 20 al 23 marzo, il prestigioso evento dedicato alla fotografia d’arte si riappropria degli spazi iconici di Superstudio Più, lo stesso luogo che aveva ospitato le sue prime, indimenticabili edizioni. Un ritorno che ha già acceso l’entusiasmo di collezionisti, galleristi e appassionati, pronti a immergersi in un’edizione speciale, la quattordicesima, più ricca e vibrante che mai.
Con 77 gallerie – 56 italiane e 21 internazionali – e un totale di 114 espositori, il MIA Photo Fair BNP Paribas conferma il suo ruolo di punto di riferimento imprescindibile nel panorama artistico contemporaneo. Ma questa fiera è molto più di un mercato d’arte: è un vero e proprio museo temporaneo della fotografia, un’esperienza immersiva che combina l’altissimo livello delle opere esposte con un articolato programma culturale fatto di mostre tematiche, workshop, talk, progetti speciali, premi e letture portfolio.