Milano si accende di scintille… quantistiche. Dal 4 al 17 dicembre la MyOwnGallery di Superstudio, nel cuore creativo del Tortona District, ospita Quant’ARTE Festival, l’evento che porta la fisica fuori dai laboratori e la trasforma in emozione visiva.
Diciannove giovani artisti provenienti da Accademie e Istituti di Design di tutta Italia si confrontano con quattro artisti già affermati, costruendo un dialogo sorprendente tra immaginazione e fisica quantistica. Installazioni, light-art, fotografia, sculture e opere concettuali nascono dagli incontri ravvicinati degli studenti con scienziati e laboratori quantistici. Nessuna lezione frontale, solo ispirazioni, intuizioni e paradossi tradotti in linguaggi contemporanei.
Il festival – ideato dalla sezione Education and Outreach del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI) e coordinato dalla prof.ssa Elisabetta Paladino – celebra l’Anno Internazionale delle Scienze e Tecnologie Quantistiche UNESCO 2025 con un format che avvicina arte e scienza senza renderle mai didascaliche. A selezionare i giovani talenti, una giuria che unisce mondi diversi: l’artista Andrea Crespi, la scienziata Amalia Ercoli Finzi con la figlia Elvina, Lavinia Farnese (direttrice digital di Cosmopolitan e Marie Claire), l’attrice e imprenditrice culturale Cristiana Capotondi, insieme ai fisici Maurizio Dabbicco ed Elisabetta Paladino.
Accanto ai lavori degli studenti (VEDI QUI), trovano spazio le opere originali dei quattro artisti affermati, ciascuno con una visione molto personale del “quantico”. Robin Baumgarten firma un’installazione multisensoriale immersiva fatta di migliaia di LED, suono e interazione tattile; concetti come sovrapposizione, interferenza, misura e collasso della funzione d’onda possono essere sperimentati con le emozioni. La scultura di Carlo Bernardini è composta da due unità autonome, una in acciaio inox visibile di giorno, l’altra in fibra ottica visibile di notte, e rimanda al dualismo tra spazio e tempo. Max Papeschi reinterpreta in chiave pop e ironica il famoso paradosso del gatto di Schrödinger, trasformandolo in un piccolo corto circuito commerciale. Una scatola su due è vuota, ogni atto d’acquisto diventa così una misurazione quantistica: finché non l’apri, l’oggetto esiste e non esiste. Fabio Weik usa l’estetica delle claw machines, le macchine a gettoni con l’artiglio delle sale giochi, per mettere il pubblico di fronte a scenari disturbanti: carne fresca, macerie, paesaggi devastati dalla guerra. Ogni tentativo di “afferrare” un oggetto diventa un atto di riflessione e interazione .
Quant’ARTE non vuole spiegare la fisica: vuole farla sentire. È un invito a esplorare l’invisibile, a lasciarsi stupire da ciò che non possiamo vedere ma possiamo immaginare.
QUANT'ARTE FESTIVAL
MyOwnGallery | Superstudio, Via Tortona 27 bis, Milano
4–17 dicembre 2025
Orari: feriali 11.00–19.30 | festivi 10.30–19.30
Ingresso gratuito con registrazione: https://www.quantartefestival.it/#registrati



