Una crescita che non segna soltanto un aumento di pubblico, ma anche un salto evidente in termini di rilevanza internazionale, contenuti e capacità progettuale.
Il cuore dell’evento resta Superstudio Più, che supera le 94 mila presenze. Ma il segnale più forte arriva dalle nuove venue collocate in zone fuori dai circuiti abituali della Design Week. Superstudio Village, il progetto dedicato ai talenti emergenti e alla sperimentazione creativa, ha attirato oltre 8.500 visitatori, mentre la sofisticata presentazione del made in Italy più iconico al Superstudio Maxi ha accolto quasi 5 mila persone all’interno di SuperCity, il format curatoriale firmato da Giulio Cappellini.
Per la prima volta il progetto ha funzionato come un vero ecosistema urbano distribuito: 30 mila metri quadrati di spazi espositivi, tre identità complementari e una rete che ha ampliato la presenza del design ben oltre il distretto storico di Tortona. Anche il pubblico conferma questa apertura globale. I visitatori internazionali sono aumentati del33%, mentre 91 brand e 88 designer provenienti da Europa, Asia, Africa e Nord America hanno trasformato la manifestazione in una piattaforma multiculturale dedicata a ricerca, innovazione e confronto.
In totale, 70 progetti espositivi hanno animato le tre venue, spaziando dall’interior design alla tecnologia immersiva, dall’intelligenza artificiale alla ricerca sui materiali, fino alle installazioni artistiche e performative. A confermare la forza del progetto anche la copertura mediatica: 400 articoli stampa, più di 30 interviste dedicate e 10 servizi televisivi sulle principali reti nazionali. Dopo 26 anni di presenza alla Milano Design Week e oltre un milione di visitatori accolti nella sua storia, Superstudio entra così oggi in una nuova fase, la fase di Superstudio Design: psù internazionale e più diffuso. Un progetto che continua a raccontare il design contemporaneo, ma anche il modo in cui Milano evolve attraverso creatività, relazioni e nuove visioni urbane.
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