Di fronte alle sfide del cambiamento climatico, l'architettura immagina nuove forme di convivenza con l'ambiente. A Seoul, Carlo Ratti risponde con l’avveniristico grattacielo Climate Adaptive Tower. Dopo aver lanciato l’idea della casa poliamorosa durante la Design Week al Superstudio Maxi, oggi propone la “città spugna”, e ancora una volta guarda oltre.
A Seoul il grattacielo si mette sui tacchi a spillo. È questa l'immagine, tanto evocativa quanto concreta, scelta da CRA–Carlo Ratti Associati per raccontare la Climate Adaptive Tower, il nuovo grattacielo che, sviluppato dallo studio del visionario architetto e urbanista made in Italy insieme all'impresa sudcoreana GS E&C, interpreta un diverso rapporto tra architettura, natura e cambiamento climatico.
Alta 140 metri, l’avveniristica torre slancia verso l’alto il volume residenziale dal suolo su sottili pilastri, simili proprio a tacchi a spillo, liberando così il piano terra e lasciando alla base spazio ad acqua, parchi, giardini, oasi urbane aperte al movimento e all’incontro. Non solo. La torre così impostata diventa la risposta progettuale alle sempre più frequenti piogge torrenziali che colpiscono la capitale sudcoreana: anziché ostacolare il deflusso delle acque, l'edificio le accoglie e le rallenta, applicando i principi della "città spugna" e contribuendo all'adattamento climatico dell'ambiente urbano. Ecco che il paesaggio diventa parte integrante dell’architettura, che a sua volta dialoga con la vita e la resilienza della città e delle persone.


