Il "sistema" Superstudio Group a Milano si nutre di moltissimi interessi legati alla creatività, all'arte, alla cultura oltre all'ospitalità degli eventi più innovativi internazionali. La fotografia d'autore e la moda, cioè il riflesso della contemporaneità, sono stati la ragione originaria della sua nascita e il contenuto della sua prima sede, quel Superstudio 13 ancora attivo dopo più di 40 anni e che continua ad essere un polo fondamentale per l'immagine, in ogni sua forma.
Nei suoi studi - che hanno conosciuto leggende con Helmut Newton, Avedon, Toscani, Bailey, Ferri e fermiamoci qui - sono entrati e entrano i fotografi più influenti, i grandi creatori, i personaggi famosi, gli art-director geniali, come testimonia la lunga "murata" di volti all'ingresso.
Nei suoi laboratori si muovono creativi digitali, tecnici avveniristici, giovani speranzosi talenti. Da oggi un nuovo grande nome ha trovato al Superstudio 13 di via Forcella 13 il suo punto d'arrivo. Con l'autorizzazione della Sopraintendenza alle Belle Arti di Milano e la collaborazione dell'art-director Pier Paolo Pitacco, l'archivio di Giuseppe Pino (1940/2022), indimenticabile ritrattista degli eroi del jazz e di altri personaggi che hanno segnato un'epoca, riporterà la luce sul suo straordinario lavoro con mostre, libri, incontri e altre iniziative.
Il 13 settembre 2022 moriva in solitudine Giuseppe Pino, per chi non lo conosce uno dei più grandi fotografi italiani del secondo '900. La notizia mi raggiunse di sorpresa, inaspettata e dolorosa. L'ultima volta che avevo visto Giuseppe era il 2014 in occasione della presentazione della sua più importante monografia edita da Damiani e presentata nella libreria di Giorgio Armani in via Manzoni a Milano. Parlammo a lungo perchè non ci si vedeva da anni e notai che già aveva dei disturbi.
Oltre ad avere lavorato insieme a diverse importanti campagne pubblicitarie per la moda e redazionali per L'Uomo Vogue ci accomunava la passione per il jazz e poiché lui (più grande di me) aveva una strepitosa collezione di LP spesso andavo da lui in via S. Maria Fulcorina a ascoltarli e a divagare su argomenti vari. Poi andò in America per molti anni e ci perdemmo un po' di vista.
Alla morte, l'archivio è stato messo sotto tutela della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Milano come patrimonio culturale italiano. Ho pensato che fosse necessario rivalutare il suo lavoro, sconosciuto ai giovani e dimenticato da molti adulti. Ho così iniziato a cercare chi fossero gli eredi per poter sviluppare un programma a favore del lascito.
Ho anche pensato che il luogo migliore dove poteva essere custodito l'archivio e la memoria di Giuseppe, avrebbe potuto essere il mitico Superstudio 13, in via Forcella a Milano. Quelli sono gli studi primari dove si è sviluppata la cultura fotografica italiana e internazionale in Italia, luogo di eccellenza dove sempre Giuseppe lavorava quando necessitava di uno studio a Milano. Gisella Borioli, consapevole del valore del lavoro di Giuseppe, è stata subito entusiasta di ospitare l'archivio e così oggi abbiamo una casa dove poter iniziare un lavoro di rivalutazione. Coincidenza? Giuseppe é morto il giorno 13 e ora è al 13!
La nuova sede dell'archivio di Giuseppe Pino in via Forcella 13 a Milano è gentile concessione di Superstudio Group e rientra nella sfera di attività culturali promosse e patrocinate dal FLA-FlavioLucchiniArt Museum visitabile in via Tortona 27. Per informazioni scrivere a Pierpaolo pierpaolo.pitacco@gmail.com



