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22/06/2022 | DESIGN, PEOPLE

GIULIO CAPPELLINI. COMPASSO D’ORO AL MERITO

Di: Gisella Borioli

Mi faccio un vanto di aver conosciuto - e chiamato a collaborare con me sulla mia testata Donna -  Giulio Cappellini fin dagli anni 80. Una amicizia e un rapporto creativo long-lasting che è stato molto importante anche per Superstudio e il lancio della Design Week diffusa nel Tortona District grazie al suo coraggio e alle sue intuizioni. Architetto, art-director, designer, talent-scout, trend-setter stimato in campo internazionale, oltrechè professionista e uomo squisito, ha appena ricevuto il Compasso d’Oro alla Carriera. Niente di più meritato.

Con la sua vista lunga e la sua sensibilità, alla prima visita di quello che era la General Electric nel marzo 2000, una fabbrica appena svuotata e delabrée, ha subito capito che poteva essere il quartier generale di una rivoluzione nel mondo del design e della sua rappresentazione. Un mese prima del Salone del Mobile in Fiera di quell’anno annulla tutto e trasporta qui, nel nascente Superstudio Più, una gigantesca esposizione della produzione Cappellini, l’azienda di famiglia che inseguiva grazie a lui la contemporaneità da una posizione di assoluta avanguardia.
Porta con sé altri giovani in fibrillazione, poco noti o addirittura sconosciuti: Philippe Starck, Piero Lissoni, Tom Dixon, Fabio Novembre, Jasper Morrison, Paola Navone, Nendo….trovano una grande piazza in cui esprimersi con una libertà impossibile in Fiera, da Giulio stimolata e ampliata. Il design si trasforma in show, cultura, emozione, ricerca. Il resto è storia nota, la Cappellini evolve e si trasforma, Giulio è chiamato come consulente in tutto il mondo, ma resta ugualmente accanto a noi come direttore artistico dell’evento Design Week -  con qualche breve intervallo - per vent’anni nel quale gli amici dei primi tempi sono diventati le star indiscusse del design e lui l’art-director multitasking che tutte le aziende  vorrebbero e che sa capire a colpo sicuro chi avrà successo e chi no. Mentre mette in produzione nella sua factory gli arredi fuori dall’ordinario delle sue “scoperte”, Giulio disegna i suoi pezzi, sempre eleganti e lineari come è lui. Il suo credo è la qualità, la sua estetica la semplicità, la sua misura la diversità. Qualunque cosa faccia.
Il Compasso d’oro alla Carriera premia un percorso certamente unico, l’aver saputo affrontare la complessità del design di oggi pensando a sé ma anche immedesimandosi negli altri, in una visione equilibrata competente e generosa. Tale, secondo me, da meritargli qualche importante carica pubblica, sul ponte di comando.
Alla motivazione dell’ADI :“Il percorso di Giulio Cappellini è una continua lettura e rilettura dell’evoluzione del design capace di proiettarlo nel mondo della contemporaneità attraverso la propria personale poetica tanto quanto il personale rapporto con i giovani talenti da lui sostenuti” lui ringrazia commentando: “Mi accompagna una grande passione, una grande voglia di lavorare ma soprattutto il pensiero che c’é ancora moltissimo da fare nel design, non è vero che tutto è stato progettato. Il nostro compito è si quello di creare oggetti utili e belli però, come diceva il grande Castiglioni, è anche di far sorridere e sognare le persone.”
Io, con tutto il Superstudio, lo ringrazio dal profondo del cuore.

Gisella Borioli e Giulio Cappellini insieme nel FlavioLucchiniArt Museum
Set con pavimentazione a band di colore di Jasper Morrison e nuvole argentate di Philippe Starck nell'area Cappellini al Superstudio Più (2001)
Il Sofà di Fabio Novembre per la collettiva Cappellini And al Superstudio Più (2002)
Progetto di Giulio Cappellini per Ermini

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