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16/06/2020 | DESIGN, PEOPLE

CRISTIAN CONFALONIERI: FUORISALONE SEMPRE PIU' DIGITAL

Di: Chiara Ferella Falda

16 anni fa, allora studente di design, Cristian Confalonieri ebbe con alcuni amici una intuizione geniale: cercando di pianificare cosa vedere in città durante la design week si accorse che sul web c’era poco o nulla. E’ nato così il sito Fuorisalone.it divenuto poi il portale che riunisce tutte le mostre e i progetti della Milano Design Week. Ha co-fondato l’agenzia Studiolabo che si occupa di design della comunicazione e marketing territoriale.  Raccogliendo un invito dell’Assessora Cristina Tajani, coordina il Tavolo Interzone di cui fanno parte tutti i player più importanti del design, tra cui Superstudio.

Nel 1991 gli show-room di design si riuniscono per la prima volta sotto una guida ufficiale con il nome Fuorisalone, su iniziativa di Gilda Bojardi.  Nel 2000 la nascita dei distretti del design, su impulso di Superstudio che apre i suoi spazi al design, con la conseguente nascita di Zona Tortona. Poi lo sviluppo di altri distretti come Brera e Ventura Lambrate…. Qual è il segreto del successo del Fuorisalone, un evento che tutto il mondo ci invidia e cerca invano di imitare?
Penso che il successo del Fuorisalone sia strettamente legato all’impossibilità a definirlo. E quindi a replicarlo. E’ un evento o una fiera? E’ BtoB o BtoC? e via dicendo. E’ un non-modello strettamente italiano, anzi milanese. La dimensione della città, una piccola metropoli come viene spesso chiamata, è un elemento fondamentale della riuscita dell’evento. In poco tempo riusciamo ad attraversarla e tutti i quartieri (poi diventati zone, ora district) si sentono coinvolti. Ovviamente non va dimentica la compresenza del Salone del Mobile che ha passivamente creato il Fuorisalone e purtroppo non ci è mai entrato davvero in sintonia. Infine penso che il successo sia dovuto ai milanesi in senso allargato, cioè a tutte le persone che a diverso titolo prendono parte all’evento. C’è una forma di generosità che pervade il Fuorisalone che raramente vedo in altri momenti, “basterebbe meno” e invece tutti ci impegniamo al massimo per creare qualcosa di indimenticabile.

Negli ultimi anni il Fuorisalone ha subito un “eccesso di successo” con una proliferazione di eventi non sempre di livello. Credi che l’emergenza mondiale e il conseguente salto dell’edizione 2020 possa essere una pausa di riflessione, utile anche per tornare ad una maggiore qualità delle proposte?
Come sai abbiamo ragionato spesso anche insieme sulla qualità del Fuorisalone. Io non sono ancora arrivato ad un pensiero netto sull’argomento perché non riesco a definire davvero cosa sia la “qualità” all’interno del Fuorisalone. Ci sono troppi criteri di valutazione di un evento e spesso questi sono in contrasto. Per esempio conta il numero di visitatori per indicare che un evento “è andato bene”? Secondo me la pausa di riflessione di quest’anno potrebbe far cambiare posizione a molti, qual è il vero valore del Fuorisalone e quindi qual è il modo migliore per approcciarlo? Per esempio io penso che un evento non debba inseguire la massa ad ogni costo, non è importante il numero di visitatori. Un evento dovrebbe generare altri eventi come primo obiettivo.

Non manchi mai al nostro Superdesign Show. Quali sono le installazioni o mostre che ti hanno colpito maggiormente?
Ho una memoria pessima ma il ricordo indelebile è la festa di Cappellini che iniziò la vostra storia e quella di zona Tortona come punto di riferimento del Fuorisalone. Ci torno ogni anno perché mi piace la selezione e la progettualità che mettete, al di là della location siete un progetto.

In mancanza di una reale design week avete creato un nuovo progetto Fuorisalone.tv, con quali contenuti?
E’ un esperimento che ha diversi obiettivi. Intanto dar voce alle aziende che sono rimaste orfane dell’evento, poi dare visibilità al video come media molto poco usato nel design e invece sono convinto sia il futuro se integrato ad un sistema di comunicazione ragionato.
Su fuorisalone.tv trovate presentazioni di prodotti e brand, documentari, live talk e serie, una piccola netflix del design che presenta anche format prodotti appositamente e sperimentazione. Siamo molto soddisfatti di questa puntata 0, spero sia stimolante per le aziende e il sistema design.

Quale sarà secondo te l’evoluzione del Fuorisalone nel futuro? Pensi che ci potrà essere un nuovo dialogo tra Salone del Mobile e Fuorisalone?
Il futuro del Fuorisalone è quello di non essere solo un evento fisico e territoriale, ma avrà una componente digitale molto significativa. Alcune aziende per esempio non verranno fisicamente a Milano (per diversi motivi) e potranno però essere al Fuorisalone attraverso fuorisalone.it, fare un talk su fuorisalone.tv, avere un articolo sul magazine di Superstudio e fare un evento sulla propria pagina Facebook nello stesso periodo.
Spero in un dialogo tra Fuorisalone e Salone del Mobile ancora di più oggi, visto che ogni momento di crisi per natura mette in discussione le leadership, sarebbe opportuno un approccio collaborativo per mantenere Milano Capitale del Design.

So che hai un’altra grande passione oltre al design e alla comunicazione degli eventi, il game design. Esiste anche un gioco da tavolo sul Fuorisalone…
Si sono un appassionato di gioco, quello sano non quello d’azzardo, giochi da tavolo, videogiochi e gamification. Abbiamo creato il gioco da tavolo del Fuorisalone per festeggiare i 15 anni di fuorisalone.it e mi sono tolto lo sfizio di diventare autore. Mi è piaciuta molto come esperienza e sto continuando nel tempo libero a tentare di fare il game designer, studio e seguo un sacco di eventi sul tema. A Milano paradossalmente manca un evento dedicato di alto livello, chissà…


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