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27/04/2021 | DESIGN, PEOPLE

ALAIN PROST: LA MANIFATTURA DEL TERZO MILLENNIO

Di: Fulvia Ramogida, intervista

Abbiamo chiacchierato con Alain Prost, dal 2019 alla guida di Ginori 1735, scoprendo una strategia che proietta l’iconica manifattura di Sesto Fiorentino al centro di un mondo allargato e fluido. Si tratta di un “Nuovo Umanesimo” dove la sapienza artigiana locale è amplificata dagli strumenti digitali, in un processo teso alla produzione di bellezza universale e al coinvolgimento di molte creatività e un pubblico sempre più vasto.

Nel secondo anno del Covid l’intera società è stata stravolta. Come vi siete rapportati al cambiamento?
Abbiamo accelerato il nostro percorso di digitalizzazione ed internazionalizzazione, con l’obiettivo di avvicinare la nostra storia ultracentenaria ad una clientela di giovani nativi digitali. Sfruttando al massimo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, come WeChat o il nostro canale e-commerce che ci consente di raggiungere 31 Paesi a livello mondiale, abbiamo moltiplicato le attività attraverso cui generare awareness e avvicinare la clientela internazionale alle nostre creazioni, raggiungendo nuovi mercati e identificando i prodotti più amati dal pubblico. Questo percorso, naturalmente, non ha rallentato lo sviluppo anche della nostra presenza fisica: abbiamo lanciato il nostro nuovo factory store, ricollocato all’interno della manifattura con l’obiettivo di proporre al cliente un’esperienza unica ed immersiva nel mondo Ginori 1735. Rimodulato completamente nel concept e nell’architettura nell’ambito del rinnovamento complessivo della visual presentation del nostro brand, il nuovo factory store di Sesto Fiorentino ci permette ora di presentare al meglio la nostra selezione di oggetti e accessori. Sicuramente, inoltre, questo periodo ci ha dato modo di riflettere e ci ha fatto avere un approccio diverso al mondo e alla vita in generale, finalizzando una serie di nuovi progetti sui quali stiamo ancora lavorando e che non vedo l’ora di svelare. Tra quelli già presentati sicuramente il cambio di naming e il rinnovamento complessivo della nostra visual presentation del brand, con un nuovo logo che rappresenta la perfetta combinazione fra tradizione e innovazione.

Quale scenario si prospetta per la promozione/comunicazione del design? Salone, Fuorisalone, show-room, btob, digitale, virtuale…
Credo che la parola chiave sia phygital, ovvero la capacità di unire il meglio del fisico e del digitale. In questo senso, anche in futuro intendiamo continuare a sfruttare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, ma vogliamo continuare a legarci anche a grandi eventi fisici, come appunto il Fuorisalone.

Ci sono tre parole che tornano, immaginando la produzione del futuro prossimo. Come le declinerete?
Sostenibilità: come parte del Gruppo Kering, la sostenibilità fa parte del nostro percorso di crescita e di sviluppo. Abbiamo, ad esempio, recentemente realizzato un efficientamento del sistema energetico degli immobili in cui sorge la manifattura, attraverso la creazione di dispositivi di illuminazione che permettono una gestione efficiente dell’energia elettrica, oltre a interventi su singole macchine in grado di ridurre i consumi di energia elettrica per pezzo prodotto.
Intelligenza artificiale: siamo una manifattura, il nostro valore aggiunto è la maestria dei nostri artigiani le cui creazioni rappresentano una sintesi perfetta tra arte e artigianato. Nondimeno, nel corso dei secoli, abbiamo trasformato i nostri processi produttivi, unendo tecniche antiche a continue innovazioni per realizzare creazioni dal gusto sempre contemporaneo e suggestive, frutto di guide visionarie.
New-normal: Ginori 1735 è guidata da passione per la cultura, i colori, l’arte e l’ospitalità tipicamente italiani. La nostra mission è quella di promuovere un moderno Rinascimento, attraverso un rilancio e una riscoperta della vita quotidiana nei suoi piaceri, nelle sue espressioni artistiche e nell’affermazione dell’individualità di ciascuno con l’obiettivo di portare l’arte nella vita quotidiana e la vita quotidiana nell’arte per creare nuovi mondi Ginori 1735 sempre più affascinanti.

Cosa chiedete oggi per domani ai vostri designer di punta?
Il mondo Ginori 1735 viene oggi plasmato da una molteplicità di voci, opinioni e stili. Reinveste la propria legacy nella visione delle nuove generazioni di maestri di stile innovativi, provenienti dai più diversi ambiti: dalla moda, all’arte, al design, fino all’architettura, al cinema e all’arredamento. Siamo tornati alle nostre radici, intese quale profondo senso di ospitalità, attenzione alle buone maniere e spirito vivace, che devono essere al centro delle creazioni delle tante collaborazioni che abbiamo in essere con designer internazionali, oltre che, naturalmente, del nostro team interno.

Quali i designer e i prodotti su cui puntate per la ripresa?
Puntiamo, in generale, su una graduale evoluzione del nostro focus dai servizi da tavola e articoli per la casa in porcellana pura, verso il settore del lusso e del lifestyle, con un respiro sempre più internazionale, oltre che su una rinnovata attenzione verso le nuove generazioni di consumatori del lusso, con gusti e stile di vita in continua evoluzione.

Nella vostra produzione degli ultimi vent’anni quali sono stati i prodotti più riusciti o di maggior successo?
È difficile dirlo, tutte le nostre creazioni nascono dall’idea di innovare nella tradizione, ma se devo scegliere citerei Oriente Italiano, Il viaggio di Nettuno e… tutte quelle di cui abbiamo in programma il lancio a breve.

Ether, la collezione tableware creata da Constance Guisset, ispirata dal naming della collezione su cui si sviluppa – Aria.
Il viaggio di Nettuno, una visione creativa in dialogo tra classico e contemporaneo, ispirata dalla passione del designer Luke Edward Hall per la mitologia Greco-Romana.
Arcadia, nuova collezione tableware firmata dal fashion designer Orazio Stasi per creare un mondo di forme e creature fantastiche.
Totem, collezione ispirata alla natura e la tradizione decorativa settecentesca, ricca di riproduzioni di animali.

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