Come ha spiegato il fondatore Massimiliano Bizzi durante l’apertura: “Oggi presentiamo questo diverso concetto di bianco che è un foglio bianco, e la moda forse ha bisogno di un foglio bianco.”
L’idea è quella di ripartire da zero, senza lasciarsi condizionare dal periodo complesso che il settore sta attraversando. Per Bizzi la sfida è chiara: “Parliamo di crisi del settore della moda, ma proviamo a ribaltare la parola crisi in opportunità. Le crisi sono anche opportunità, la storia ci insegna questo.” In quest'ottica, parlare di crisi significa anche riconoscerne il potenziale trasformativo, le difficoltà possono diventare occasioni di rinnovamento.
Sono 300 i brand selezionati: poco più della metà italiani, mentre gli altri arrivano da ogni angolo del mondo, dagli Stati Uniti all’Asia fino agli Emirati Arabi, confermando White Milano come crocevia globale di creatività e business.
Le novità non mancano. Il percorso espositivo di quest’anno si è arricchito con White Accessories, allestita nella sala Daylight, un’area interamente dedicata ad accessori e calzature. Accanto a questa, le Secret Rooms, spazi esclusivi per scoprire il vero DNA dei brand. Completa il percorso il Basement, area dedicata ai linguaggi della moda più sperimentali e ai codici dell’underground.
In questi giorni di grande fermento, il Superstudio si trasforma in una vera e propria città della moda, dove ogni angolo racconta una visione creativa. Se il settore sta attraversando un momento di cambiamento, l’energia che si respira tra gli stand suggerisce che questo “foglio bianco” sia lo spazio giusto per scrivere un capitolo nuovo, più consapevole e orientato al futuro. Intanto in giardino si sperimenta il futuro con due simpatici cani-robot ad accogliere gli ospiti.

