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14/07/2020 | DESIGN

Una nuova convivialità: la risposta dell’outdoor

Di: Donatella Bollani

Anche prima della pandemia, spazi pubblici e privati, erano sollecitati da una sempre maggiore richiesta di qualità. Stare all’aperto, starci bene, in luoghi progettati per abitarci, senza rimpiangere le comodità degli ambienti domestici. Una richiesta che è stata accelerata e che sta trovando molte nuove risposte. L’outdoor torna ad essere uno scenario di riferimento per designer e aziende. Ci sono marchi nati attorno a questo tema, molti anni fa, e designer che da molti anni progettano per dare sostanza a nuove forme della convivialità. È questo il caso di Pedrali e di CMP Design che per la stessa azienda disegna arredi outdoor da otto anni.

Spazi multifunzione, fuori e dentro
“Ci siamo resi conto di aver bisogno di più spazio, più distanze e di voler tornare ad occupare anche in maniera differente ed elegante, gli spazi esterni alle nostre case, prendendoci cura di giardini, balconi e terrazze”, racconta Monica Pedrali, “Per la nostra azienda si tratta di proseguire un percorso di lunghissima data; le radici di Pedrali risiedono proprio nel mondo outdoor. Nostro padre Mario ha infatti iniziato la sua attività nel 1963 producendo arredi da giardino in ferro battuto”. 
E lo scenario internazionale è pronto a lavorare sulle medesime istanze. Anche a livello globale, questa emergenza ha rafforzato la consapevolezza”; prosegue Monica Pedrali, “In futuro le nostre case dovranno essere in grado di accogliere molte più funzioni, e non solo al loro interno”. Dovranno ospitare più a lungo, essere ripensate per poter – al contempo - lavorare, giocare, studiare... Vorremo stare bene, stare meglio di quanto abbiamo fatto negli scorsi mesi. E questa richiesta percorrerà trasversalmente tutti i settori della progettazione: hotellerie, uffici, ristoranti e food court”.
“Ci immaginiamo anche una crescente attenzione nei confronti della qualità dei materiali”, conclude Monica Pedrali, “Gli arredi dovranno consentire una facile manutenzione, pulizia e igiene, resistenza nel tempo anche ad un utilizzo costante e prolungato di detergenti specifici per l’igienizzazione. Ma questo solleciterà la forza sperimentale e creativa delle aziende italiane”.

Nel rispetto della storia produttiva
Michele Cazzaniga, Simone Mandelli e Antonio Pagliarulo, CMP Design, hanno iniziato a lavorare con Pedrali nel 2012, presentando la seduta Malmö (Red Dot Design Award 2013), il cui successo commerciale le ha consentito di divenire una famiglia di prodotti.
Ma è con Nolita, seduta per esterni, che lo studio CMP Design è entrato in sintonia con l’Heritage del brand; “In questo progetto abbiamo cercato di valorizzare le tecnologie che erano in dote all’azienda in quel momento”, raccontano i designer, “L’azienda aveva appena acquistato una macchina di ultima generazione per la piegatura dei tubi in acciaio e con Giuseppe Pedrali, che segue direttamente lo sviluppo dei prodotti, abbiamo voluto disegnare una seduta che incarnasse questo processo produttivo e che al tempo stesso ricordasse la storicità produttiva dell’azienda, nata cinquanta anni fa, realizzando proprio sedie in ferro da giardino”.
“Guardando Nolita in questi giorni di emergenza sanitaria ci siamo sorpresi di quanto il progetto fosse attuale” racconta Simone Mandelli, “La sedia è disegnata pensando ad un uso ridotto di materiale, e quindi con poche superfici da igienizzare”.
Anche Nolita si è circondata di un sistema: dalla sedia lounge alla sdraio, dai tavolini, anche pieghevoli, alle poltroncine e agli sgabelli a più altezze.
Continua Simone Mandelli “Si trattava di consentire alla minor quantità possibile di materiale di essere a contatto con il corpo umano; e al contempo, abbiamo lavorato su una forma che fosse comoda, accogliente, ergonomica”.
Dopo Nolita, sempre dal lavoro di CMP Design per Pedrali, è nata Tribeca, che percorre la stessa strada ma si spinge oltre, sostituendo la parte rigida della seduta con un materiale flessibile – un estruso in PVC con anima in nylon –, che accoglie il peso del corpo e la rende molto confortevole.

Intrecci tessili rigorosi e colore
E proseguendo in continuità, nei giorni scorsi è stata lanciata Panarea, la collezione che comprende una poltrona e una lounge, caratterizzate da un intreccio artigianale; lo schienale ampio e accogliente è intrecciato in corda di polipropilene che, nella sua geometria, crea una greca e avvolge il tubo del telaio in acciaio, coprendo anche i braccioli. L’incordatura sintetizza il numero minimo di passaggi orizzontali al fine di ottenere una superficie a doppia curvatura che dona alla seduta un aspetto tridimensionale, oltre che renderla leggera e facile da movimentare.
Per questa linea i cuscini sono realizzati in un tessuto del quale è stato studiato il filato, che è lo stesso che viene utilizzato per l’incordatura dello schienale. Non è quindi un prodotto scelto a campionario, ma il tessuto è stato parte sostanziale del progetto della seduta.

Nolita by Pedrali
Tribeca by Pedrali
Nolita by Pedrali
Michele Cazzaniga, Simone Mandelli e Antonio Pagliarulo, CMP Design

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