Dieci anni fa Superstudio Group, già da trent'anni la più famosa "fabbrica" di immagini, di mode, di eventi, generava Superstudio Events per rendere la gestione degli eventi ancora più forte e promettente. A capo della nuova società il giovanissimo Tommaso Borioli, seconda generazione dei fondatori Lucchini/Borioli. Accanto a lui, a condurre il gruppo immobiliare benefit e le attività collaterali (editoria, arte, formazione, cultura...) resta "la Gisella". Tommaso corre veloce verso il futuro e verso nuovi ambiziosi traguardi. Quali?
Qual è l'evento-traguardo raggiunto finora?
Difficile indicarne uno solo: è stata piuttosto una sequenza di eventi e traguardi a permetterci di costruire quello che oggi è il Gruppo. Se, però, devo sceglierne uno che mi ha segnato di più, è l'apertura di Superstudio Maxi. È stata la nostra prima nuova venue, a oltre trent'anni dalla nascita di Superstudio 13 e a venti di distanza da quella di Superstudio Più: avere due spazi dedicati agli eventi ci ha dato uno slancio decisivo. L’inaugurazione è avvenuta subito dopo la pandemia, che ci aveva portati a un passo dal fallimento, e ha segnato il momento in cui siamo tornati a crescere con forza: per questo, più di ogni numero, la ricordo come una vera rinascita.
E quello ancora da raggiungere?
Come Events abbiamo appena inaugurato Superstudio Village alla Bovisa e come Gruppo siamo arrivati a contare quattro spazi creativi a Milano. Il traguardo che abbiamo davanti è aprire una venue Events in un altro Paese: è un obiettivo a cui penso da quando ero bambino, e sarebbe per me un grande risultato.
Cos'è cambiato in questi dieci anni di “Events”?
Sono cambiate molte cose, ma credo che la più rilevante sia avvenuta al nostro interno. Oggi lavoriamo quotidianamente con tre diverse intelligenze artificiali, diffuse in tutti i team. Che hanno accelerato enormemente la produttività delle persone, a un costo tutto sommato contenuto: lo stesso numero di persone riesce a produrre molto di più. È, per me, l'innovazione più importante di questi anni. Porta con sé anche una trasformazione della domanda: per quanto riguarda gli studi fotografici, ad esempio, lo shooting tradizionale lascia progressivamente spazio a contenuti realizzati con l'AI generativa, e questo ci spinge a ripensare e arricchire l'offerta dei nostri spazi.
E cosa cambierà nel prossimo biennio 2026-2028?
Il nostro piano strategico proseguirà, allargandoci sia verticalmente, lungo la catena di fornitura, sia orizzontalmente, con nuove venue in più Paesi. A questo affianchiamo un modello di gestione sempre più efficace, con sistemi più innovativi che ci permettono di performare meglio. Non so se accadrà già in questo biennio, ma mi piacerebbe superare i cento milioni di fatturato. È solo un numero, lo so, ma dà la sensazione di essere arrivati a un traguardo.

