Perché il MIA «crea relazioni e mette in connessione visioni, geografie e linguaggi diversi», come ha ben detto la direttrice artistica Francesca Malgara. Quest’anno più che mai, stando alle premesse.
Per la 15esima edizione alle porte, in programma dal 19 al 22 marzo, della rassegna sono attesi 111 espositori, di cui 76 gallerie, 27 internazionali e 24 alla loro prima partecipazione, senza contare a corollario talk, progetti speciali e premi, in primis il Superstudio Photo Award che, dedicato a Oliviero Toscani, promuove giovani fotografi in cerca di una propria strada ed espressione.
Un ampio e sfaccettato coro di voci che, attraverso la potenza e la delicatezza della fotografia, mette a fuoco il concetto di «Metamorfosi», scelto non come semplice titolo di ovidiana ispirazione, ma come dichiarazione di intenti: cambiare forma senza perdere identità, attraversare linguaggi e tecniche, ridefinire i confini tra reale e immaginato. Ecco che il mito antico lascia spazio alla contemporaneità sperimentale, lasciando l’immagine libera di cambiare, sperimentare, muoversi tra analogico e digitale, tra documento e costruzione, tra memoria e artificio. Ecco che le Metamorfosi diventano il fil rouge dell’intera esposizione: abbracciano le quattro sezioni in mostra, i premi e i progetti speciali, con l’obiettivo di stimolare nuove riflessioni sull’identità, la materia, i media e la relazione tra umano e artificiale. Con l’obiettivo anche di invitare a rallentare lo sguardo e vedere nella fotografia uno strumento e spazio di consapevolezza: non solo vetrina, ma espressione di come – e quanto – stiamo cambiando.
MIA Photo Fair BNP Paribas
19-22 marzo 2026
Superstudio Più, via Tortona 27, Milano
Orari: giovedì-venerdì 11-21; sabato-domenica: 11-20
Informazioni e biglietti: www.miafairbnpparibas.it



