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05/03/2026 | MODA, OLTRE LA MILANO FASHION WEEK

FASHION PRORYV. UCRAINA TRA GUERRA E PACE

Di: Edoardo Paghini

Mentre la città respirava ancora l’energia delle Olimpiadi Invernali, la Milano Fashion Week ha fatto esplodere creatività, colori e significati in un’edizione capace di andare ben oltre la passerella, trasformandosi in un vero spazio di incontro e dialogo.  Tra gli eventi che hanno catturato l’attenzione durante la settimana delle sfilate, FASHION PRORYV, evento collaterale con le proposte sperimentali e strategiche dei designer ucraini, si è distinto per il suo messaggio forte: trasformare la moda in un linguaggio che parla di guerra e dopo guerra, culture, giovani talenti e comunità diverse. Superstudio, che da anni protegge la comunità ucraina a Milano, c'era. In prima fila Gisella Borioli in veste di madrina.
La presentazione di Fashion Proryv in coda alla Fashion Week di Milano non è stata una sfilata, ma un evento ha messo in luce idee, progetti e visioni nate nelle scuole di moda ucraine e trasformate insieme ai mentor italiani e ai centri culturali di moda milanesi.
Un progetto nato con l’obiettivo di fare moda oltre la moda – intesa non solo come abito, ma come ricerca di risposte alle necessità create dalla guerra in atto ed espressione di valori condivisi. Al centro di Fashion Proryv, infatti, c’è sempre stata la collaborazione con studenti italiani e ucraini, che quest’anno hanno portato idee fresche e soluzioni efficaci, raccontando storie di cultura, tradizione e appartenenza ma soprattutto ricordandoci le condizioni disumane che il conflitto in atto ha creato: feriti, mutilati, buio, gelo, tempo contingentato, disillusioni e speranze. E la forza di una popolazione che vuole continuare a credere nella vita, nonostante tutto.
La chiusura finale della fashion week è arrivata il 28 febbraio con una narrazione in tessuto e silhouette: storie di resilienza, creatività e coesione. Un dialogo che ha attraversato confini linguistici, politici e artistici per ricordarci che la moda, quando vuole, può essere una piattaforma di pace.
Nonostante le numerose difficoltà affrontate, i giovani designer che hanno lavorato in collaborazione con accademie italiane di cui l'epicentro era Brera, sono riusciti a presentare collezioni interessanti, originali e ricche di personalità create in condizioni di continua instabilità. 
Alla fine, Fashion Proryv ha mostrato qualcosa di più grande di un semplice evento di moda. È stato un luogo di incontro tra identità diverse – ucraina, italiana, ma anche venezuelana, curda e oltre – con un filo rosso: l’idea che creatività e comunità possano essere strumenti di connessione globale.
Foto: Collezione VECTA dell'Istituto Bila Tserkva Vocational College of Service and Design



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