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02/10/2021 | DUBAI
INNOVAZIONE/DUBAI/EVENTI

EXPODUBAI2020: LA BELLA ITALIA DEL FUTURO

Di: Gisella Borioli

Ieri sera all’inaugurazione del Padiglione Italia di ExpoDubai2020  tra tutti gli “autori” c'ero anch'io a festeggiare questo grande spazio senza pareti e ricco di significati: la bellezza unita alla tecnologia, la sostenibilità con l'artigianato, il riciclo sposato all’architettura, la memoria del passato con gli occhi del futuro. Non a caso già nel primo giorno è stato il padiglione più visitato e subito premiato.

Intanto: l'area dell'ExpoDubai è immensa , 4.38 km quadrati, la più grande mai realizzata, e 198 gli espositori, il più alto numero di nazioni mai visto. Lo spazio rubato al deserto e costruito in pochi anni porta edifici imponenti, strutture fantasiose, giochi di ombra e luce ottenuti con i famosi tetti "traforati" della cultura araba. Muoversi tra i vari percorsi non è facile, le indicazioni sono sommarie, poste in alto, poco visibili. Meglio armarsi di navigatore e santa pazienza per cercare di trovare il luogo desiderato. Per me era il Padiglione Italia. Situato in una posizione un pò laterale rispetto al percorso principale, all'interno del Sustainability Village, è poco visibile fino a che appare in distanza la copertura tricolore, e allora tutto si chiarisce.
Fin dal primo giorno è stato il più visitato e certamente è il più originale, subito premiato con il "Construction Innovation Awards" degli Emirati Arabi Uniti come miglior progetto imprenditoriale dell'anno.
Progettisti, sponsor e fornitori hanno dato il meglio di sè in fatto di innovazione. La Bellezza resta il fil rouge di ogni argomento, la chiave per capire questo nostro paese così bistrattato in patria, così apprezzato all'estero. Il progetto culturale e educational durante l'anno si prospetta pieno di iniziative che raccontano l'Italia che rinasce, consapevole, ricca di cultura e di risorse. Con accanto le industrie e le Università. Come dire il presente e il futuro.
I muri perimetrali della "costruzione" sono fatti con corde nautiche ricavate da migliaia di bottiglie riciclate, il tetto dagli scafi di tre barche pronte a ripartire, il pavimento arancione del percorso ricavato da bucce d’arancia, il ricambio di ossigeno assicurato dal trattamento dell’acqua con un’alga che purifica l’aria, il giardino interno presenta solo piante commestibili. Non c'è impianto di condizionamento perchè garantito dai flussi d'aria (ma a più di 40° il risultato è stato scarsino), il David perfettamente riprodotto con stampa in 3d, anche se pudicamente poco visibile perché ritenuto troppo "nudo" per la sensibilità locale. I curatori Carlo Ratti, Italo Rota, Davide Rampello nell'insolito ruolo di guide turistiche ci hanno simpaticamente raccontato i segreti di queste meraviglie. 
È stato bello ritrovare vecchie conoscenze: il commissario Paolo Glisenti con cui ho lavorato ai tempi della mia collaborazione con Letizia Moratti sindaco (e della corsa per l'assegnazione di ExpoMilano), Davide Rampello curatore del percorso, e i principali autori del progetto gli architetti visionari Italo Rota e Carlo Ratti, già ospiti di Superstudio durante le Design Week con i loro progetti per Samsung e Lamborghini, come sempre estremamente disponibili e empatici.
Professionisti top top, niente da dire. “Connecting minds, creating future” è il titolo dell'evento ExpoDubai generale. Il risultato l'Italia l'ha centrato in pieno.

ExpoDubai2020. Italo Rota e Gisella Borioli.
Carlo Ratti e Gisella Borioli. ExpoDubai2020.
Gisella Borioli e Davide Rampello. Padiglione Italia di ExpoDubai2020.
Il David di Michelangelo. Perfettamente riprodotto con stampa in 3D.

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