Gaspar Bonta, presenta la sua prima collezione “Luce pesante”. Oggetti quasi invisibili, resi visibili dagli effetti che la luce gioca sulle trasparenze, e colori luminosi e delicati per i vasi in cemento...
A cavallo tra arte e design, Gaspar Bonta, fondatore di Egyenes Labirintus Kör, studio multidisciplinare con sede a Budapest, riflette e testa il confine tra esperienza e dimensione fisica dello spazio in uno scambio al termine del quale si trova il prodotto di design. Sono mobili geometrici in plexiglass ispirati alle sculture di suo nonno, oppure vasi in cemento, influenzati dalle opere d’arte in ceramica di sua nonna, innestati su un immaginario palcoscenico concettuale...
Gaspar Bonta, presenta la sua prima collezione “Luce pesante”. Oggetti quasi invisibili, resi visibili dagli effetti che la luce gioca sulle trasparenze, e colori luminosi e delicati per i vasi in cemento.
A cavallo tra arte e design, Gaspar Bonta, fondatore di Egyenes Labirintus Kör, studio multidisciplinare con sede a Budapest, riflette e testa il confine tra esperienza e dimensione fisica dello spazio in uno scambio al termine del quale si trova il prodotto di design. Sono mobili geometrici in plexiglass ispirati alle sculture di suo nonno, oppure vasi in cemento, influenzati dalle opere d’arte in ceramica di sua nonna, innestati su un immaginario palcoscenico concettuale che mette in scena un design sentimentale e familiare. Il focus della collezione è però l’esperienza che ciascuno di noi fa di ciò che è visibile: gli oggetti sono solidi pesanti, che appaiono fantasmatici a seconda di come viene illuminata la superficie trasparente, cambiano il colore sulla base della posizione di chi li guarda, proiettano l’ombra del colore complementare alla superficie illuminata. Si genera così un gioco prismatico di toni in cui l’oggetto sembra poter assumere in modo transitorio tutti i colori (e non colori) del mondo.