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15/04/2020 | EDITORIALE

LA NOSTRA VITA DOPO IL CORONAVIRUS

Di: Gisella Borioli
Mentre molti si interrogano: ma come cambierà la nostra vita “dopo”?  non ci siamo accorti che siamo già scivolati nell’incertezza del domani, anticipando un cambiamento epocale, anni prima che ciò avvenisse naturalmente. Con tutte le prevedibili conseguenze.
Se pensiamo che, appena saremo entrati nella fase 3 dell’emergenza, distanziamento sociale, mascherine, occhiali, guanti, disinfettanti, lockdown, siano parole da dimenticare forse siamo inguaribili ottimisti. Almeno fino a quando non si sarà trovata una cura o un vaccino per questo insidioso virus.
Quelle che sono ora fastidiose incombenze hanno tutta l’aria di diventare sgradite abitudini con cui conviene imparare a convivere fin d’ora. 
Smaterializziamoci, dimenticando baci ed abbracci, risate e karaoke, cene e viaggi in compagnia. Ma anche le rassicuranti visite del medico di famiglia, le coccole del parrucchiere e dell’estetista. La cabina-prova dello shopping estivo, la spesa settimanale attardandoci tra gli scaffali o i banchetti del mercatino preferito. I giochi al parco con i bambini, ora autorizzati a non mollare quel piccolo dannato magico schermo. Continueremo ad arrangiarci e a cliccare sempre di più, ci serva una visita medica, un bikini nuovo, una pettinatura fai-da-te.
Le vacanze? Una grande incognita: se andrà bene sulla spiaggia ci chiuderanno in angoscianti e roventi box di plexiglass, uno per famiglia e per ombrellone e bagni in mare e passeggiate sul bagnasciuga ben distanziati. Niente viaggi all’estero o lontano da casa. Il passaporto più importante sarà quello sanitario, con QR di rigore. Concerti, cinema, teatri, eventi: solo per single, e a debita distanza, se saranno autorizzati. Per la cena con gli amici non più di quattro e con un tavolo di almeno 1x1 metri uno per lato in modo da garantire la distanza di sicurezza o con barriera trasparente in mezzo, impossibile scambiarsi i brindisi e gli assaggi. Difficile momento per la moda, passata in secondo piano quando l’importante è nascondere la faccia e abbassare i toni. Intanto c’è già chi vende o compra mascherine griffate.
Non cambierà molto per la scuola: da anni esistono le università on-line, da oggi anche le elementari si frequentano sul computer, e peccato per i genitori obbligati a tornare a lezione se no i piccoli dirottano sul videogame preferito. Rileggeremo libri dimenticati in biblioteca e quotidiani freschi sull’iPad. Il verde lo vedremo in lontananza a meno di non possedere un terrazzo, un giardinetto, un balcone o almeno un davanzale su cui cimentarsi come contadini urbani coltivando pomodori, fragole, patate, o almeno erbe aromatiche che ci concilieranno con la natura. 
A lavorare in remoto ci siamo già abituati anticipando anni di lenta evoluzione. Certo non è la stessa cosa stare a casa, prevedendo un domani uffici più piccoli e flessibili, il declino degli open space e un co-working più rarefatto per non serrare i ranghi e aumentare il pericolo.
Amori casalinghi e amori clandestini avranno tutta un’altra storia. Magari i primi si rinfrancheranno con la forzata vicinanza o esploderanno per sempre. Gli altri avranno vita dura con il rinforzato controllo del partner o l’impossibilità di incontri senza “giustificati motivo”. Adolescenti e fidanzatini dovranno rimandare le prime tenerezze, i ragazzi le avventure con le loro tribù. Forse avrà un boom il sesso virtuale, con buonapace delle ragazze della notte, la cui vita già non facile diventerà più difficile. 
Ieri fino a 75 anni eravamo pimpanti giovani anziani, con grande considerazione dell’età biologica e dei desideri giovanilisti che sostenevano i consumi. Si entrava nella vera terza età verso gli ottanta, e nemmeno per tutti. Oggi le regole ci dicono che a 65 sei fuori, e resti in casa, per il tuo bene, fino a quando lo dicono loro. 
A meno di un miracolo questo ci aspetta dietro l’angolo. Saremo più connessi, ma più soli. Più tecnologici ma meno estetici. Più poveri ma, speriamo, più buoni e solidali.



Bagni in mare e passeggiate sul bagnasciuga ben distanziati
Poltroncine sugli scogli qua e là per evitare i contatti (Dubai)

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