IT | EN
27/05/2024 | MILANODESIGNWEEK2024

IL DESIGN OGGI SECONDO GISELLA BORIOLI

Di: Mrinmayee Bhoot

Nel mondo del design, le sfide di oggi richiedono una visione proattiva per plasmare un futuro caratterizzato da innovazione, sostenibilità e inclusività. Questo è il cuore dell'intervista condotta da Mrinmayee Bhoot per il magazine STIRworld a Gisella Borioli, CEO di Superstudio Group e curatrice del Superdesign Show. Grazie al suo percorso professionale, che include esperienze come direttore di importanti riviste di moda, art director per eventi di design e osservatrice dei mutamenti nella società dell'immagine, la Borioli fornisce una prospettiva unica sull’edizione 2024 del Superdesign Show.

- Il tema di questa edizione del Superdesign Show è stato “Thinking Different!”. Potresti guidarci attraverso la concettualizzazione e il processo di curatela della mostra in base al tema?
   Come ogni anno mi sono domandata quale avrebbe potuto essere il tema forte, attuale, incisivo, abbastanza ampio da coinvolgere i probabili espositori su un fil-rouge condiviso per un evento coerente e stimolante nonostante i prodotti e i progetti così diversificati.
   Ho individuato il tema "Thinking Different!" come un invito a uscire fuori dalle comfort-zone, dalla normalità, dalle abitudini, nei prodotti e nelle installazioni e anche a sperimentare le nuove tecnologie virtuali per meglio comunicare. Ho domandato a noi stessi di pensare diversamente. Ne è scaturito il nuovo lay-out espositivo con un lungo labirinto immersivo, verde, e con parole chiave che invitano a riflettere sul futuro. Abbiamo anche potenziato la nostra area digitale interna e presentato un ologramma che da vita all'arte, un avatar interattivo che risponde "umanamente" ad ogni domanda, l'esplorazione del metaverso con l'ausilio del touch screen, una esperienza di virtual reality che cambia aspetto agli arredi. Il tutto per avvicinare il visitatore alla fruizione semplificata delle nuove tecnologie e all'approfondimento delle potenzialità dalla A.I.
   Ogni espositore probabile è stato invitato a presentare un progetto prima dell'accettazione della loro partecipazione. Tutti i progetti sono stati esaminati dal board artistico, suggerite modifiche e ambientazioni che ne esaltassero il messaggio, stabilito il posizionamento in funzione di una armonia generale. Solo alla fine di questo processo, lungo e non sempre facile, concordato insieme in tutte le sue parti, la partecipazione dell'espositore è stata confermata. Con qualche esclusione.

- Come accennato nel comunicato stampa, la presenza dei paesi asiatici costituisce “un nucleo forte e stimolante” per il Superdesign Show, ognuno dei quali afferma la propria identità culturale. In che modo pensi che le pratiche tradizionali e l’elemento culturale giocheranno un ruolo nel futuro del design?
   La consapevolezza degli orientali del loro passato, il rispetto della natura, la raffinatezza della semplicità, un certo romanticismo, nei quali ora vengono innestati elementi del gusto occidentale e la capacità di usare e sviluppare le tecnologie più avanzate a mio avviso compongono un mix culturale molto interessante e alla lunga vincente anche per il mercato internazionale. Dal Giappone al Vietnam lo scenario è molto ampio, ma un design contemporaneo identitario una opportunità per tutti.

- L’installazione di The Good Plastic Company evidenzia fortemente come le attuali pratiche di progettazione stiano sfidando la percezione convenzionale dell’uso dei materiali e la consapevolezza ambientale. A parte l’uso consapevole dei materiali, in quali altri modi credi che possiamo lavorare verso pratiche più ecologiche e rispettose dell’ambiente?
   Non ti do una risposta tecnica, altri possono farlo meglio di me, ma da "cittadina". Stiamo facendo molto, anche se non abbastanza, con la comunicazione, con questo tipo di manifestazioni come il nostro Superdesign Show e altre durante la design Week in cui il messaggio della sostenibilità, del risparmio energetico e delle risorse, del riuso e del riciclo, della rigenerazione e metamorfosi dei materiali, del rispetto della natura, della cultura ecologica sono in primo piano.
   Dobbiamo continuare a spingere la ricerca ambientale e scientifica, condizionare in questo senso le grandi aziende (dai carburanti alla moda), ma anche insistere molto di più a tutti i livelli a cominciare dall'asilo come fanno in Giappone - per inculcare negli individui la coscienza di quanto sia importante per tutti contribuire a fermare il disastro ecologico prima che sia troppo tardi.

- Numerose presentazioni incluse nello spettacolo utilizzano la tecnologia come ponte tra la realtà e i mondi virtuali. In che misura pensi che la realtà virtuale e soprattutto l’intelligenza artificiale influenzeranno il design del futuro?
    Io penso che l'intelligenza artificiale, in tutte le sue declinazioni, influenzerà ogni cosa, ben oltre il design. Cambierà il nostro modo di pensare, di informarci, di lavorare, di divertirci, di spendere il tempo libero, di curarci, di viaggiare, di studiare, di creare, forse persino di sognare. Ci aiuterà, velocizzerà, amplierà gli orizzonti e le possibilità. L'importante sarà riuscire sempre a dominarla senza farci sopraffare. 

- Un aspetto interessante e cruciale è stato l’inclusione dei lavori degli studenti e la diffusione del discorso sull’idea di come l’istruzione plasmerà il futuro del design. Quale potenziale vedi nelle generazioni più giovani e come stanno attualmente plasmando le pratiche di progettazione?
   Quando parlo con gli studenti del Politecnico e di queste facoltà ibride di culture contemporanee, capisco che sono già abitanti di un altro pianeta, abituati ad altre tecnologie, consumatori di altri device, amici degli algoritmi e delle chatbot, in un gap sempre più profondo con gli adulti delle generazioni precedenti. Penso che il mondo che li aspetta lo costruiranno loro, i "digitarians" usciti dalle università. E noi staremo a guardare.

- Un altro filo conduttore che hai menzionato ha guidato la presentazione di quest’anno è stata la domanda: Perché No? C’è questa idea di trasgressione che viene evidenziata anche dalle opere in mostra. Quali sono, secondo te, alcuni temi che legano insieme la variegata vetrina?
    "Thinking Different!" è stato il mio invito, frutto di un preciso ragionamento. "Perche No?" è stata la risposta arrivata casualmente da un artista, Daniele Cima, che ho subito adottato e tramutato in una mostra impattante. La sua sfida si è unita alla mia, ne ha rinforzato il senso, accentuato il messaggio di libertà, originalità, coraggio, trasgressione, universalità. 

- Anche il tema di quest’anno richiama alla mente l’idea del potere della creatività individuale. In che modo pensi che noi, come individui, abbiamo il potere di guidare il cambiamento, sia attraverso la progettazione sostenibile che attraverso pratiche culturali?
​​​​​​​    Credo che sia molto importante la cultura, la formazione, lo studio, la sperimentazione, la ricerca. Il guardare dentro di sé ponendosi delle domande e guardare lontano, cercando di trovare le personali risposte. Che saranno sempre meno omologate e più individualiste.    In sintesi, meno superficialità e più approfondimento. Forse addirittura meno social e più carta stampata, meno influencer e più Maestri.    I problemi che ci attendono sono immensi, ma anche le possibilità. Serve curiosità, creatività, competenza, conoscenza. Il genio umano, anche col supporto dell'A.I., al centro di tutto.

 

Per leggere l'articolo su STIRworld: https://www.stirworld.com/inspire-people-gisella-borioli-ceo-of-superstudio-group-on-designing-for-the-future

Gisella Borioli, CEO di Superstudio Group e curatrice del Superdesign Show
ZED, l’avatar di SuperDigital, creato da Superstudio. Superdesign Show 2024.
Like Trees in The Woods di Michele D'Agostino. Superdesign Show, edizione 2024
Sedia Peacock di Cappellini, design Dror

PROSSIMO ARTICOLO

IL NUOVO PETROLIO È LA CULTURA

ARCHITETTURA
ARTE
DESIGN
DISCOVERING
DUBAI
EDITORIA
EDITORIALE
EVENTI
FOTOGRAFIA
GREEN
INNOVAZIONE
LIBRI
LOCATION
MODA
MOSTRE
PEOPLE
TALKS
TENDENZE
VIDEO
MILANO FASHION WEEK
CINEMA
ARCHIVIO COMPLETO
ARTICOLI IN EVIDENZA