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01/10/2018 | ARTE, DESIGN, DUBAI

ARCHITETTURE STRABILIANTI DENTRO E FUORI

Di: Gisella Borioli
Aperto da pochissimo il museo d’arte contemporanea che contiene le opere della collezione privata di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli. La bellissima, candida, inquietante Torre ideata da Rem Khoolaas. La costruzione completa l’offerta artistica della Fondazione Prada a Milano inserendo una avveniristica architettura nel complesso di edifici vecchi e nuovi dedicati all’arte contemporanea, già diventata meta imperdibile della Milano culturale. I piani della torre sono di altezze irregolari, dai 2,7 metri del primo piano agli 8 dell’ultimo livello e contengono collezioni di diversa provenienza e ispirazione. Tutte le sale si affacciano da una parete spiazzante interamente vetrata, protesa sul vuoto, su un inedito panorama della periferia milanese che si estende fino ai limiti della città. La sala più ammirata, fiabesca e imperdibile, è quella dei famosi “funghi” giganteschi di Carsten Höller che ruotano a testa in giù. Un altro museo che svetta come un’opera d’arte è la “cornice” d’oro alta 150 metri chiamata Frame di Dubai, recememente aperta su progetto del pluripremiato architetto messicano Fernando Donis, per otto anni socio dello studio OMA di Rem Khoolaas. Una architettura surreale, un grande riquadro luccicante come un gioiello vicino allo Zabeel Park che incornicia la città e che mette in mostra la Dubai vecchia e nuova e quella del futuro. Oltre alla vista spettacolare che si gode dalle vetrate a parete e a pavimento dell’ultimo piano, al livello inferiore infatti si entra direttamente nel mondo di domani tra effetti visuali, proiezioni in 3D e realtà virtuali. Sembra di vivere proprio lì, nella città dove le macchine volano, i robot umanoidi li incontri per la strada, l’atmosfera è rarefatta e sicura.

Frame Dubai

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