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25/01/2021 | EDITORIALI

NON SOLO STREET ART

Di: Gisella Borioli

Dai processi agli street-artist presi in flagranza di “reato”, all’arte urbana diventata il condimento indispensabile per rendere appetibili le città e saporite le periferie. Milano ancora una volta capofila del “movimento” puntando ad aumentare l’arte sui muri, nei giardini, nelle piazze. Tutto è cominciato quindici anni fa. Io c’ero.

Ricordo quando, nel 2006, l’allora neo-sindaco Letizia Moratti mi chiamò a far parte del Comitato Strategico di Milano per dare suggerimenti sulla creatività ancora sopita nella mia città, che una delle prime cose con cui mi cimentai fu il tentare lo sdoganamento degli street artist dal ghetto degli indesiderabili a quello degli artisti veri quali molti erano, facendo la differenza tra vandali/imbrattatori e i ragazzi che esprimevano sogni e disegni con i murales, spesso nobilitando muri degradati.
Tutto partì dalla MyOwnGallery di Superstudio, con l’esposizione di due mostri sacri della street art americana, Sharp e Daze e, in seguito, con quella di uno ancora più famoso, quell’Obey del celeberrimo ritratto ufficiale di Obama che accompagnò la sua elezione. Bene, invitai un inizialmente inorridito poi incuriosito assessore alla cultura di allora, Vittorio Sgarbi, a visitare la mostra. Accovacciati sul giardino di fronte alla galleria si accesero le discussioni e le polemiche tra gli arrabbiati sostenitori dell’arte da strada dura e pura e dell’adrenalina che ne consegue e i più propensi ad avvicinarsi ai luoghi canonici, fossero anche gallerie o musei.
Mi entusiasmai, ben sapendo che la mia soddisfazione sarebbe stata solo immateriale, non facendo commercio di opere o da agente agli artisti.
Così divenni subito la “zia” di questi ragazzi pieni di talento e di furore, in realtà dolcissimi e sensibili di cui sono restata amica.
Il risultato fu, non solo per merito mio, la prima e famosa mostra “Street Art Sweet Art” al Pac nel 2007 che aprì la strada a tutto il resto. Nel periodo di amministrazione Moratti riuscii in alcuni blitz: a dirigere nello stesso anno la Cow Parade internazionale a Milano con le sue mucche di resina decorate, a commissionare un grande murales di un artista diverso in ogni zona di Milano iniziando con Pao, Neve, TvBoy, Nais e KayOne, poi due grandi mostre al Superstudio con Bros e TvBoy prima che diventassero famosi, i tombini stradali in zona Tortona e in via Montenapoleone di “Sopra il Sotto”, dipinti da street-artist internazionali commissionati da Metroweb, e via discorrendo.
Fino a che la continuità fu timidamente assicurata anche dopo il cambio dell’amministrazione Moratti nel 2011, dai Sindaci venuti dopo. Nel 2015 i primi “Muri Liberi” pubblici sono stati assegnati.
Io ho sono andata avanti ad amare e sostenere questa forma d’arte nei nostri spazi, l’ultima è stata la mostra di Flycat in MyOwnGallery qualche mese fa. Il poeta di strada Ivan invece ha accompagnato con un suo poema la presentazione del nuovo Superstudio Maxi alla Triennale nell' ottobre 2020, in anticipo (mi si perdoni il paragone irrispettoso) sulla declamazione della giovane poetessa in giallo Amanda Gorman all’insediamento del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden.
Sono felice di vedere che finalmente la città si sta riempiendo di colori, che intere zone periferiche diventano musei all’aperto, che i murales sono le grandi tele del primo approccio con l’arte per tutti e che c’è chi va a vederle apposta.
Da poco il Comune di Milano ha appena lanciato un bando per mettere ufficialmente a disposizione per questo muri pubblici che entreranno in un itinerario ammirato e riconosciuto, con tanto di catalogazione e attenzione alla manutenzione, e non posso che rallegrarmi che quel piccolo seme lanciato tanti anni fa abbia germogliato così bene, anche se ci ha messo un po’. Il secondo ultimo bando del Comune invita anche a sottoporre progetti di sculture e installazioni per gli spazi urbani. Ottima notizia: anche qui siamo pronti. Già anni fa avevamo proposto (invano) la posa di una serie di sculture di acciaio cor-ten di Flavio Lucchini in via Tortona.
Ci scoraggiò anche il fatto che Arnaldo Pomodoro dovette togliere la sua bella scultura in via Solari per l’alto costo di occupazione del suolo pubblico. Oggi sembra non sia più così e ci riproveremo, magari immaginando di portare sculture colorate nei prati che fronteggiano il Superstudio Maxi, dove l’arte sarà di casa.

"Wall of Fame" curated by Gisella Borioli - Neve, overpass Busso, Viale Sturzo, Milan (2010)
"20e20" Bros, Art Point Superstudio Più - (con)TemporaryArt, the art week curated by Gisella Borioli (2008)
"Mash Up" TVBoy, Art Point and MyOwnGallery, Superstudio Più (2010)
FLYCAT | THE PIECE (PEACE) MAKER, art.box and MyOwnGallery, Superstudio Più (2020)

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