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02/07/2020 | DESIGN, PEOPLE
L'INTERVISTA DEL GIOVEDI'

MARCEL WANDERS: IL SENSO DEL MISTERO

Di: Gisella Borioli

È il più famoso designer olandese capofila di quel neoumanesimo del XXI secolo, che apre a tutte le esperienze e le suggestioni. È arrivato al Superstudio tra i primi vent’anni fa, in un piccolo spazio defilato dove si è subito fatto notare. Presto le sue spettacolari installazioni fatte per Moooi, di cui è co-fondatore, e per le più importanti aziende italiane e internazionali, sono diventate un appuntamento imperdibile della Design Week di Milano.

In questi ultimi 20 anni cosa pensi sia cambiato nel design?
Io penso che il design non sia cambiato, ma che sia molto influenzato negli ultimi anni dall’ecologia, dalla comunicazione diventata molto differente, dai media, dalle modalità di raccontare storie. È diventato più personale e tecnologico, ma la natura del design è sempre la stessa.

Il Fuorisalone, con Superstudio in via Tortona e in seguito lo spazio in via Savona, quanto è stato importante per te?
È stato superimportante per la mia connessione con il mondo internazionale. Io creo da solo non per me stesso ma per gli altri, è il mio linguaggio verso il mondo, per connettermi e comunicare con il mondo, se non hai un posto dove connetterti e comunicare non hai nulla. Questi due luoghi sono stati fondamentali per tessere relazioni, amicizie, pianificare progetti e idee future.

Il fil-rouge del tuo lavoro?
Ho una visione umana del design, e romantica: nel design metto soggettività e personalità.

Ricordi la prima volta al Superstudio, quando esponevi in una piccola casa nel giardino?
Era il 2001…Life changing experience! E' stata un’esperienza incredibile e non lo dimenticherò mai!

Le tue mise-en-scène sono sempre straordinarie. Quanto sono importanti per valorizzare il tuo lavoro?
Fondamentali. Supportano il significato dell’oggetto, cosa ho pensato e creato, sono sempre molto importanti per me. Curo personalmente cosa fare con il mio team, supervisiono ogni passaggio e il risultato.

Cosa dovrebbe avere un’esposizione per valorizzare i prodotti?
Penso si debba dare al progetto un senso di mistero, magari con una storia suggestiva, che crei incertezza. Anche che quello che si sta guardando non sia realmente ciò che è.

Il più bel ricordo della tua esperienza al Superstudio?
Ricordo che c’è stato un momento, ero in macchina nel cortile, c’era una ragazza che camminava, molto bella... Due anni dopo la mia fidanzata mi ha raccontato che la prima volta che ci siamo visti fu a Milano ed era quella ragazza.

E della spettacolare installazione per LG Hausys del 2015?
Ho concepito uno spazio fantasioso, razionale e irrazionale, nel quale i visitatori potessero indugiare, godersi l’atmosfera e scoprire la miriade di possibilità offerte dalla gamma dei materiali LG Hausys. La fase più divertente della progettazione è stata quando abbiamo sviluppato all’infinito le possibilità d’impiego dei materiali, dal pavimento alle pareti, fino a ottenere risultati imprevisti e sorprendenti!

La tua mission?
Creare un ambiente d’amore, vivere con passione e dar vita ai nostri sogni più emozionanti ed eccitanti.

Tre icone del design contemporaneo da non dimenticare?
La Smoke Chair di Marteen Baas, la serie Paper di Studio Job e la New Antiques Chair per Cappellini.

Un tuo prossimo progetto?
Un museo di animali estinti.

Marcel Wanders at Centre Pompidou. 2016. Centre Pompidou exhibited a selection of multidisciplinary works that celebrate the 'tech of craft'.
Moooi exhibition. Superstudio 2007
Marcel Wanders for LG HAUSYS. "The Rational and Emotional Worlds". Superdesign Show 2015
Moooi. “Museum of Extinct Animals”. 2018

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