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05/07/2021 | DESIGN, MODA

LA BELLEZZA È LA BASE DI TUTTO

Di: Lisa Dansi, intervista a Gisella Borioli

Il mondo del design, del fashion e del beauty sono sempre più vicini? Questo il senso dell’intervista fatta da Lisa Dansi per il magazine di cosmetica Cosmopolo a Gisella Borioli, che sulla materia ha qualcosa da dire visto il suo background come direttore di importanti testate di moda, di art-director per eventi di design, di osservatrice dei cambiamenti della società dell’immagine.

Cos’è cambiato nel mondo del design dagli anni ’70/80 ad oggi? Quali erano gli imperativi allora e quali quelli attuali? 
Gli anni ’70 ci hanno portato nella modernità, nel design industriale in cui la ricerca di forma e funzione cominciava ad unirsi con la provocazione e la sperimentazione. L’evoluzione della società (contestazione, politicizzazione, velocizzazione, liberazione sessuale e divorzio) porta a un cambiamento che si riflette nelle scelte di vita e nel design. Si afferma il Made in Italy. Sono gli anni delle avanguardie, degli Archizoom, di Surperstudio, di Alchimia che sovvertono tutte le regole e preludono all’arrivo di Memphis e degli eccentrici, colorati, fantasiosi anni ’80 che influenzeranno arredi, case, moda. Data la stura alla fantasia negli anni successivi i movimenti, le mode, gli stili si susseguono e si sovrappongono, mescolando minimalismo, decorativismo, industrialismo, individualismo, neoclassico e kitsch-chic, Ikea e art-design. Le case diventano sempre più individualiste, le scelte dell’architetto si contaminano con ricordi di viaggio, pezzi artigianali, pezzi etnici, vintage, collezionismo, oggetti che raccontano una storia. Oggi? Il design oggi è un fenomeno globale, con tutti i paesi del mondo a competere con la produzione italiana. L’offerta si è enormemente allargata, è accessibile su mille canali, shop monomarca, negozi sofisticati, concept-store, gallerie, outlet, shopping mall e magazzini low-cost, internet. Il design è diventato di moda, democratico, totale e aperto a tutti. Oggi persino le pentole, lo spazzolino da denti o i sandali di plastica sono uno status-symbol, firmati da archistar. 

Il legame tra moda e design è molto forte, come del resto quello tra design/moda/ bellezza. In che modo l’uno influenza l’altro? 
È come se l’industria della creatività fosse in flusso continuo tra le discipline e i mercati. Stilisti fanno anche arredamento e creano linee di bellezza, come insegna Armani, designer e architetti passano dagli edifici agli oggetti e agli accessori, direttori creativi indicano i trend e i colori che poi influenzeranno tutte le scelte estetiche di quel periodo. Tutti si nutrono degli stessi stimoli: fenomeni sociali e culturali, arte, cinema, musica, mode, social, ritorni e anticipazioni. Oggi è molto forte il pensiero della salvaguardia dell’ambiente e della sostenibilità. L’attenzione ai giovani e alle diversità. Molte scelte ne terranno conto si tratti di moda, design, beauty. 

Parliamo di “nuovi” valori e trend nel mondo del design: quali sono e come influenzano il design e lo sviluppo di nuovi prodotti. 
Come dicevo i nuovi valori ruotano attorno all’individuo e alla sostenibilità. Il che vuol dire pensare alle esigenze e ai gusti di persone diverse che vivono in mondi e condizioni sociali diverse. Creare long-seller e meno gadget usa-e-getta, rigenerare cose e materiali, fare ricerca per inquinare meno. Cui aggiungerei la tecnologia che rende l’oggetto più “facile” e più performante. Lo sviluppo della stampa in 3D e della progettazione con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale ci darà altre sorprese.

Estetica e funzionalità sono sempre più legati nel design di un packaging cosmetico. Vale lo stesso nel mondo del design in generale? 
La bellezza, l’estetica sono un fatto globale: dall’etichetta al packaging all’oggetto di consumo tutto deve parlare lo stesso linguaggio curato e non improvvisato. La qualità e la serietà di un prodotto si legge anche dai dettagli. Penso che bisogna imparare a riconoscere la bellezza fin da piccoli e nelle piccole cose. 

Come definirebbe il concetto di lusso applicato al mondo del design? 
Qualcosa che ti fa stare bene, in un certo senso “su misura” per te, che soddisfa i tuoi desideri, in cui ti identifichi, di cui ti innamori. Lusso non è il costo, non è il materiale prezioso, non è l’esibizionismo di un pezzo esclusivo. Lusso è la qualità del pensiero, del progetto, la sua originalità. Lusso è piuttosto un arredo “culturale” che racconta una storia che ami, magari solo a te. 

Quali sono le prossime sfide che attendono il mondo del design? 
Penso che il mondo del design, insieme a quello dell’architettura, della ricerca, della tecnologia, della sociologia, dell’agri-cultura, dell’ingegneria, della scienza debbano lavorare insieme per creare un sistema capace da difenderci dalle minacce che incombono, pandemie comprese.


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