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22/04/2021 | DESIGN

IN SETTEMBRE A MILANO: SENZA ALTRE INDECISIONI

Di: Gisella Borioli

Il Salone e il conseguente Fuorisalone, spostati a settembre sembravano una certezza, grazie anche alla migliorata situazione sanitaria e all’apertura delle Fiere. Invece no. Il Salone è ancora in bilico. E il Fuorisalone? Forse è il momento di rafforzare il Design in Città, indipendentemente dalla Fiera. Anche con un nuovo nome per sottolineare una nuova identità.

Quasi ogni giorno una dichiarazione altalenante sui destini del Salone del Mobile di Milano tradizionalmente ad aprile, che a causa pandemia ha già “saltato” due edizioni, 2020 e 2021, ipotizzando (fino a ieri) una ripresa certa dal 5 al 10 del prossimo settembre. Data faticosamente raggiunta dal confronto tra Federlegno Arredo e Cosmit, enti organizzatori del Salone del Mobile, e con il Governo Draghi che doveva assicurare l’apertura certa delle Fiere prima di tale data e con la disponibilità delle aziende più importanti ad essere presenti nella Fiera della rinascita.
Tutto il “design system” del Fuorisalone, corollario che da due decenni rende la città intera protagonista del design con una kermesse cultural-commercial-sperimental-visionaria intessendo il tessuto urbano di appuntamenti emozionanti con i grandi brand internazionali, confermava con un comunicato la sua presenza già dalla settimana scorsa e si riboccava le maniche per preparare una edizione straordinaria. Fino a ieri.
Oggi doccia gelata. Dichiarazioni semiufficiali, smentite, articoli sui quotidiani, mezze parole raccontano di un dietrofront del Salone. O forse no. Siamo sbigottiti. Operatori, organizzatori, aziende, creativi, tecnici, erogatori di servizi tremano pensando che il meraviglioso traguardo raggiunto dalla nostra piccola/grande metropoli come capitale internazionale del design, primato che molte capitali geopolitiche vorrebbero insidiare, sia messo in pericolo dopo tanti anni passati a creare un fenomeno unico e identitario.
Superstudio, da protagonista dell’avvio della Design Week diffusa nei district di Milano, partita proprio da Zona Tortona e dalle due sedi nel 2000/2001, è in prima linea – insieme a tutti gli altri organizzatori del Design in città – a confermare la sua presenza, il suo impegno, il suo credo in una manifestazione urbana che, Salone o non Salone, ha tutto il diritto, la forza, la necessità di esistere. E se settembre è stato deciso, settembre sia. La campagna vaccinale e il miglioramento della situazione sanitaria sembrano permetterlo. A chi non potrà/vorrà viaggiare le varie soluzioni digitali porteranno l’evento in casa.
Milano è, chiaramente, la sede naturale del Design in città. Non solo per le “location” piccole o grandi che si trasformano per l’occasione in spazi espositivi temporanei, non solo per i meravigliosi palazzi pubblici o privati aperti all’arredo, non solo per le via e le piazze che si trasformano in spazi dedicati alle installazioni e alla curiosità, non solo per gli showroom e i negozi sempre più numerosi grandi e affascinanti che insegnano la bellezza, non solo per le architetture sempre più ardite ed eleganti che cambiano lo skyline e trasformano le periferie, ma soprattutto per la enorme operosa intelligente “community” che dà vita a un Made in Italy che tutti ammirano e che forse non è ancora abbastanza sostenuto proprio in patria.
E allora, suggerisco, approfittiamo della nuova edizione di settembre del Design a Milano – a cui dare possibilmente un nuovo nome, forte e riconoscibile – per farne il momento d’oro della nostra produzione, della nostra fantasia, con un focus sui protagonisti: aziende storiche o recenti che fanno ricerca innovazione e qualità, nuovi talenti, donne creative (e sono tante), progettisti della sostenibilità e via dicendo.
Con coraggio e con prudenza, tutti insieme, riportiamo la vita in città a partire dalla nostra ricchezza più straordinaria: l’infinita creatività dei nostri “maker”, grandi o piccoli che siano.


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