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27/10/2020
 | DESIGN

Otto storie, otto progetti, otto donne. “I Fiori della Materia” è la mostra collettiva parte del palinsesto di Superstudio “Nelle Mani delle Donne” che unisce designer professioniste attente alle materie e alla loro lavorazione. Un approfondimento verso la loro ricerca, passione e forza creativa ma anche le scelte, i percorsi e le sfide che nella vita hanno affrontato. In mostra fino al 29 ottobre per scoprire la creatività femminile, tra opere non convenzionali e racconti inediti. Focus on Ilaria Marelli.

“Ora che ci rifletto... il 'mettere le mani in pasta' come accade nella produzione delle opere in esposizione, è forse un legame con mia mamma, che ho perso da ragazzina, che mi ha trasmesso il piacere di fare piccole cose pratiche (mentre senz’altro il papà era l’uomo del piacere della cultura)”. Ilaria Marelli, è architetto designer e lecturer al Politecnico di Milano. L’ho conosciuta, poco più che ragazzina, appena laureata, quando è venuta al Superstudio con quel talent-scout di Giulio Cappellini, che l’ha voluta accanto nella sua prima esposizione qui. L’ho ritrovata, poco dopo, come una delle vincitrici del premio Milano Donna che ho ideato per il Comune su richiesta di Letizia Moratti, allora nostro sindaco-donna di Milano...

26/10/2020
 | DESIGN

Otto storie, otto progetti, otto donne. “I Fiori della Materia” è la mostra collettiva parte del palinsesto di Superstudio “Nelle Mani delle Donne” che unisce designer professioniste attente alle materie e alla loro lavorazione. Un approfondimento verso la loro ricerca, passione e forza creativa ma anche le scelte, i percorsi e le sfide che nella vita hanno affrontato. In mostra fino al 29 ottobre per scoprire la creatività femminile, tra opere non convenzionali e racconti inediti. 
Focus on Vera Belikova.

“Vengo dalla Russia che ha un grande patrimonio del mosaico sovietico e mio padre ne fece alcuni. Ho vissuto per un anno a San Pietroburgo dove intere chiese come per esempio la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato sono rivestite a mosaico, per non parlare della metro che è letteralmente tutta rivestita a mosaico”.
Il mosaico l’ha scoperto da bambina, accanto al padre, pittore e mosaicista. L’arte e la tecnica l’ha imparata nella Scuola di Mosaico di San Pietroburgo e, dopo, nella famosa Scuola per Mosaicisti del Friuli uscendone Maestra Mosaicista col desiderio di lavorare in Italia. Le piastrelline di vetro la incantano e la stimolano a fare di tutto per promuovere quest’arte raffinata, manuale, impregnata di poesia...

20/10/2020
 | DESIGN

Otto storie, otto progetti, otto donne. “I Fiori della Materia” è la mostra collettiva parte del palinsesto di Superstudio “Nelle Mani delle Donne” che unisce designer professioniste attente alle materie e alla loro lavorazione. Un approfondimento verso la loro ricerca, passione e forza creativa ma anche le scelte, i percorsi e le sfide che nella vita hanno affrontato. In mostra fino al 29 ottobre per scoprire la creatività femminile, tra opere non convenzionali e racconti inediti. 
Focus on Paola Navone.

“Il fil rouge del mio lavoro: curiosità, e voglia di guardare sempre al prossimo giorno, mai a quello che è finito. I progetti a cui sono più affezionata sono quelli che non sono terminati, perché appena finiscono per me si chiude una sorta di periodo, un’avventura, un viaggio. Non c’è mai fine alla curiosità, alla ricerca del diverso: nel senso che è veramente una specie di caccia al tesoro e questo tesoro sai che alla fine è da qualche parte”.
Torinese di origine e milanese di adozione, Paola Navone si laurea in architettura nel 1973 e a cavallo degli anni 70 e 80 partecipa al gruppo Alchimia con Alessandro Mendini, Ettore Sottsass e Andrea Branzi. Dove respira quella rivoluzione che mettendo le basi del post-modern...

14/10/2020
 | FOTOGRAFIA

MIA, il grande appuntamento milanese con la fotografia d’autore compie 10 anni, cambia location espositiva e ri-lancia il suo concorso New-Post Photography attento alle tendenze più innovative della fotografia contemporanea. Tutti gli artisti della next-generation, ma non solo, sono invitati a rispondere alla call.

Dopo il successo della I Edizione del Premio, in occasione della prossima edizione di marzo 2021, MIA Fair annuncia la II Edizione del premio New Post-Photography, che intende promuovere i nuovi linguaggi di una fotografia capace di confrontarsi con il mondo contemporaneo in modo innovativo e indirizzato a tutti gli artisti, senza limiti di età e di nazionalità che lavorano con il mezzo della fotografia. I vincitori saranno invitati ad esporre gratuitamente nell’ambito della decima edizione di MIA Fair (dal 24 al 28 marzo 2021) presso SUPERSTUDIO MAXI in via Moncucco 35, Milano, in una mostra dedicata al Premio “New-Post Photography” II Edizione....

13/10/2020
 | DESIGN

Otto storie, otto progetti, otto donne. “I Fiori della Materia” è la mostra collettiva parte del palinsesto di Superstudio “Nelle Mani delle Donne” che unisce designer professioniste attente alle materie e alla loro lavorazione. Un approfondimento verso la loro ricerca, passione e forza creativa ma anche le scelte, i percorsi e le sfide che nella vita hanno affrontato. In mostra fino al 29 ottobre per scoprire la creatività femminile, tra opere non convenzionali e racconti inediti. 
Focus on Elena Salmistraro.

“Tra le mie creazioni ci sono alcuni oggetti che non assolvono alcuna funzione pratica ma che in realtà, dal mio punto di vista, svolgono il complicato compito di nutrire l’anima, di emozionare, di migliorare la qualità del nostro vivere. Ciò che conta è che l’oggetto trasmetta la delicata poesia che lo ha ispirato.” Elena intanto ha questa faccia con gli occhi intensi e il sorriso grande che tu capisci subito nascondere una persona determinata e intelligente... 

29/09/2020
 | EDITORIALE

La Fashion Week appena conclusa a Milano tra eventi phigital, sfilate reali e sfilate digitali, più che nuovi vestiti (ormai tutto è lecito) ha portato un’altra idea di bellezza. In scena più che l’estetica è andata l’identità: donne “vere” al posto di omologate modelle. Un altro segnale positivo nell’anno che inaugura il decennio che già vede molte donne in primo piano in posti chiave.

Se c’è una osservazione di ordine generale che mi sento di fare dopo la coraggiosa Fashion Week di Milano che ha messo in fila sfilate reali, digitali, virtuali, essenziali, spettacolari, classiche, reinventate, filmate - tutte interessanti anche se purtroppo un po’ fredde per mancanza di calore umano baci commenti a caldo ed applausi rock - non è tanto la varietà di proposte di ogni tipo (a quello siamo abituati) quanto il cambiamento di modelle e modelli chiamati a presentarle. Scelta più etica che estetica...

24/09/2020
 | DESIGN

Per continuare i Design Encounters incontriamo l’architetto Carolina Nisivoccia che ha dato come art-director la sua impronta femminile al progetto generale del Design al Superstudio nei primi tre anni dell’evoluzione del format da Temporary Museum in Superdesign, dal 2015 al 2017. Un approccio multiforme al design, lasciando correre la fantasia e con interventi nella moda, nell’editoria, nell’exhibit design e nella eco-etica applicata al progetto. Ha ricevuto diversi premi all’estero tra cui il Green Dot Awards di Los Angeles.

Come ricordi la tua esperienza al Superstudio?
“La mia direzione artistica: personalistica, concertistica, progettistica, razionalistica, mistica, realistica, caratteristica, avveniristica, acustica, umanistica, ottimistica, edonistica, componentistica, logistica, plastica, stilistica, aforistica, caratteristica, illuministica, perfezionistica, sentimentalistica… Aver fatto il direttore artistico di Superdesign Show, evento paragonabile per dimensioni e numero di espositori ad una piccola fiera, per me è stata un'attività non solo creativa. È stato un lavoro in cui la squadra, e su tutti Gisella Borioli, ha un ruolo fondamentale. Un ciclo di tre anni in cui mettere alla prova una visione, trovando l’equilibrio tra la coerenza da dare ad ogni manifestazione, l’anticipazione delle tendenze che verranno e la creazione di iniziative... 

22/09/2020
 | EDITORIALE

Ho sempre pensato che alle donne, tranne pochissime fortunate, non è dato il posto che loro spetta. Ho sempre pensato che la loro disponibilità e concretezza, unite alle altre qualità che non mancano a uomini e donne capaci, potessero essere un valore aggiunto per chi ha in mano le leve di potere. Senza retropensieri femministi, giudizi politici o rivendicazioni di quote rosa, non può che farmi piacere vedere che il pool di donne che ora muovono le leve dell’Unione Europea, Ursula von der Leyen, Christine Lagarde, Angela Merkel, senza contare quelle un gradino appena più sotto, stanno prendendo decisioni umane e indispensabili, anche rivedendo trattati e preconcetti. Se ai vertici qualcosa si muove è il segnale che ora tocca alle donne?

Ho sempre pensato che la creatività non ha sesso, ma quella delle donne ha in più una sensibilità acuita e una spinta alla decorazione tutta sua. 
Ho sempre pensato che a fronte di tante laureate a pieni voti nei politecnici e nelle accademie d’arte non c’è riscontro nel numero delle professioniste conosciute per il loro talento...

21/09/2020
 | ARTE, DESIGN

Nell’ex-stamperia di via Assab, a Milano, dove un tempo si stampavano libri, cataloghi d’arte e enciclopedie, continua l’esplorazione del mondo dell’arte attraverso i molti linguaggi in cui oggi si esprime, grazie alla passione di Elena Quarestani e del suo team di collaboratori sempre aperto a nuovi contributi. Segnaliamo la nuova mostra a tre voci 1+1+1/2020 visitabile fino al 24 novembre.

Per il quarto appuntamento con 1+1+1 ad Assab One, torna il confronto tra espressioni artistiche diverse, su progetto di Elena Quarestani con la curatela di Federica Sala. Un appuntamento fuori dai circuiti, dalle regole, dal mercato che offre tuttavia uno scorcio di ricerche importanti che invitano a riflettere e un angolo della vecchia Milano che si nutre inaspettatamente d’arte. Uno spazio indipendente e una associazione no-profit che si muove per il puro piacere dell’arte, tra i primi ad aprire dopo la crisi più acuta della pandemia...

17/09/2020
 | DESIGN

Prima inter pares in questa straordinaria coppia ai vertici dell’architettura mondiale più consapevole e avanzata, Doriana, che ha partecipato col marito Massimiliano Fuksas al circuito di stupefacenti installazioni realizzate col marmo al Superstudio nel 2013, rivendica il ruolo paritario delle architette. Lo studio che moglie e marito dirigono in coppia ha realizzato opere grandiose in tutto il globo pensando alle città del futuro, ma lei non disdegna neppure la creatività in piccola scala, disegnando originali gioielli di micromosaico in cui mette la sua forza e la sua femminilità. 

2000/2020 In vent’anni cosa è cambiato, cosa cambierà?  
Nella banalità quotidiana si è sempre dato al design la connotazione del molto piccolo e impropriamente all’architettura il disegno del molto “grande”. Che una distinzione fra architetto e designer ci sia da almeno un secolo oggettiva mi sembra chiaro. L’ architetto e il designer si occupano di cose molto differenti tra loro. Almeno questo sembrava. Oggi si è quasi raggiunta una figura ibrida di creatore che passa dalla grande scala alla piccola scala e viceversa...

10/09/2020
 | DESIGN

È l’architetto e designer che ha inventato gli arredi più iconici e spettacolari degli ultimi anni, diventando il capofila di quell’eclettismo e di quello sguardo “diverso” che ha portato il design al confine con l’arte. Proprio fin dalle prime esposizioni dedicate al Design Fabio Novembre è arrivato al Superstudio con i suoi incredibili arredi all’interno degli eventi curati da Giulio Cappellini. In questi vent’anni la sua fama è cresciuta insieme alla sua influenza nel design internazionale, ma lui resta sempre il designer visionario che cerca altri orizzonti.

2000/2020 in vent’anni cosa è cambiato, cosa cambierà?                   
Io mi sono sempre sentito rappresentato dall’aforisma di Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.” E se lo ha detto il padre della chimica moderna, credo non ci sia nulla da obiettare.

04/09/2020
 | INNOVAZIONE

Tessuti che respirano, pitture che purificano l’aria, piastrelle che uccidono i batteri, polimeri riciclabili, vetri che si riparano da soli, bikini che puliscono il mare, gomme che generano energia, stoffe che si illuminano e altre che regolano la temperatura del corpo, ecoplastiche “circolari” derivate da bucce d’arancia o di pomodoro…l’infinita ricerca di nuovi materiali dalle impensabili performance sembra la chiave di ogni innovazione. Al punto che, per un filo diretto con gli operatori, è nato in America nel 1997 il network internazionale Material ConneXion con la sua ricchissima library. Arrivato in Italia ha dato vita anche a un “Materials Village” durante la Milano Design Week per le cinque ultime edizioni al Superstudio. Ce ne parla Emilio Genovesi, Ceo di Materially e, prima, di Material ConneXion Italia.

Material ConneXion, con la sua library di materiali, con le sue presentazioni prima alla Triennale e poi al Superstudio, ha rappresentato anche in Italia uno step importante nella conoscenza e nella valorizzazione dei materiali per l’architettura e il design. Come si è inserito nel circuito del Salone e del Fuorisalone?
La mission di Material ConneXion tradizionalmente è sempre stata quella di suggerire nuove e originali soluzioni di materiali ai produttori di prodotti o progettisti di architetture. Ovviamente fare ciò ha sempre portato ad una stretta relazione con i produttori di materiali soprattutto quelli portatori di soluzioni innovative...

01/09/2020
 | EDITORIALE

Dimenticare l’annus horribilis che ci ha perseguitato fin qui e, come i ragazzi che tornano a scuola, considerare settembre l’inizio di un nuovo ciclo della nostra vita e del nostro lavoro.

Forse solo questo atteggiamento ci può dare una ripartenza positiva, cosciente che tra i tanti rischi che ogni giorno corriamo da quando siamo nati, c’è anche questo, il malefico Covid-19, e dobbiamo conviverci. Entriamo dunque nei prossimi mesi con ottimismo, speranza, consapevolezza, come fosse un altro anno, un altro decennio, un altro secolo, un altro futuro dove niente sarà più come prima e molti tasselli scomposti potranno, forse, andare a posto... 

07/08/2020
 | EDITORIALE

@AT e tutti noi di Superstudio ci prendiamo due settimane di meritato stacco dai problemi di ogni genere che questo anno terribile ci ha rovesciato addosso.In realtà anche se saremo fisicamente distanti dalla nostra Milano, il pensiero sarà costantemente connesso con i miglioramenti, i cambiamenti, gli investimenti che continuiamo a fare sulle nostre venue e per le nostre attività, confidando con ottimismo in una ripresa che ci permetta di ricominciare da dove eravamo rimasti. Per non perderci di vista @AT resta consultabile on-line in ogni sua parte e torna in versione cartacea e digitale all’inizio di settembre.

Nonostante l’emergenza sanitaria che non finisce mai, i locali chiusi, gli hotel vuoti, i viaggi sotto osservazione, i numeri contradditori che non si sa se devono spaventarci o tranquillizzarci, l’attesa del vaccino miracoloso che ancora non c’è, il down economico che ha toccato le aziende di ogni dimensione, nonostante tutto, vogliamo essere ottimisti. Cerchiamo di guardare in casa nostra cogliendo quei primi movimenti che indicano che il cammino va avanti, come auguriamo a tutti voi...

06/08/2020
 | DESIGN

La Passeggiata di Porto Cervo da qualche anno ha un punto focale che ha portato una luce di originalità tra le lussuose e un po' scontate griffe globali che la punteggiano. Il negozio di Rossana Orlandi, talent-scout nota per le sue scelte di oggetti eccentrici  limited edition in bilico tra arte e design, d’estate fa il bis nel porticciolo sardo del successo di quello di Milano, collocato a breve distanza da Superstudio. E contemporaneamente sperimenta il Design democratico con una nuova imprevista collaborazione…

In una estate che parte a rilento ogni segnale di vitalità diventa un simbolo di ripresa: del commercio, dell’ospitalità, del divertimento. Così vedere un furgone scaricare nuovi pezzi di design, lampade e piatti, arredi e complementi fuori dall’ordinario, tutti desiderabili, diventa un avvenimento, anche nella piazzetta dai muri dipinti che ospita la galleria su tre piani di Rossana Orlandi. Lei è lì, biancovestita, che dirige con decisione le operazioni come fosse in piena design week...

29/07/2020
 | ARTE

Tra i grandi artisti italiani che con le loro opere monumentali hanno raggiunto ambiti traguardi internazionali c’è certamente Maria Cristina Carlini, rara presenza femminile in un mondo maschile: lei tira fuori l’anima da ferro acciaio terra tronchi plasmando con le mani imponenti sculture ancestrali che dialogano per contrasto con la contemporaneità. La sua esperienza artistica parte negli anni 70 dalla California, lascia il segno in America, Asia, Europa, nelle piazze e nei musei, fino a che, con “La nuova città che sale”, diventa un simbolo dell’Expo di Milano. Al Superstudio, nel 2013 ha sperimentato l’interazione tra arte e design.  La sua ultima mostra “Geologie, memorie della terra” è fino all’8 settembre installata nell'ex chiesa di San Sisto a Milano dove si confronta con le opere di Francesco Messina. La “forza” di una donna delicata parla più di mille parole.

Quale la “forza" che ha permesso a una artista donna di affermarsi in un campo così presidiato dagli uomini come la scultura monumentale?
La “forza” risiede nella necessità di esprimermi, nel desiderio di creare un’opera d’arte, è un impulso che non posso ignorare e che il più delle volte mi conduce alla realizzazione di sculture monumentali...

24/07/2020
 | MODA

Dopo l’esperimento della Digital Fashion Week di luglio a Milano, dai risultati controversi, ecco i primi segnali lanciati dagli “audaci” per riportare la moda al centro con modalità phygital ( fisica e digitale) per sfilate e fiere che sono da sempre il nostro punto forte capace di accendere interesse, desiderio, business, relazioni, tendenze. Il Salone moda più hot di sempre, White Show di settembre, al Superstudio Più ci sarà. Con una edizione totalmente rinnovata e piena di sorprese.

 In un momento di grande incertezza i giochi si fanno giorno per giorno, cercando di precorrere i tempi e lanciare segnali di ottimismo per portarci obbligatoriamente verso una via d’uscita dal lungo lockdown economico che sta mettendo a dura prova il fashion system. Massimiliano Bizzi, fondatore e direttore creativo di White, la fiera di ricerca che in vent’anni di nuove idee e di successi è diventato il punto focale internazionale della moda di ricerca, con più di 500 espositori spalmati sul Fashion District creato in via Tortona, non ci sta a rinunciare alla sfida del rilancio...

23/07/2020
 | DESIGN

Artista multimediale e visual designer, innovatore che sfugge alle classificazioni, richiesto dai grandi brand di moda come dai musei del mondo e dalle università internazionali, Felice Limosani è un creativo senza limiti, capace di vedere oltre e mettere la bellezza in uno scenario futuribile. Che dice: “La mia direzione personale è neorinascimentale fatta di valori umanistici, di artigianalità e tecnologia, di creatività e originalità. Il design per me è all’italiana: da sempre siamo il paese che genera qualità, bellezza e intuizioni capaci di migliorare la vita e il suo gusto quotidiano.”

Sei stato tra i primi creativi a reinventare il “racconto” dei prodotti con vere e proprie inedite performance tra arte e tecnologia. Come é nata questa scelta professionale?
Sono un autodidatta, niente Università o scuole professionali. Ho esordito come Dj negli anni 80/90, formandomi con la poetica del remix. Per 20 anni ho amato la musica e la notte mentre di giorno leggevo (e leggo) per passione saggistica di sociologia e tecnologia con indirizzo umanistico...

20/07/2020
 | EDITORIALE

Dopo la prima Digital Fashion Week appena conclusa, la sensazione è che il Covid abbia fatto un’altra vittima: il fashion system. E tutto quello che ne consegue. Riflessione a sangue freddo su una manifestazione riuscita a metà e su come far tornare la moda di moda.

Ho assistito con molto struggimento alla inesistente ultima Milan Fashion Week di giugno, traslata a luglio, trascorsa tra tentativi virtuali, richiami sul web, megaschermi nella città deserta, presentazioni digitalizzate, il “desaparecido” White, la fiera più brillante, con i suoi esperimenti di Street Market e i suoi appelli all’ecomoda e alla Fashion Revolution e le sue innovative proposte di moda uomo. Vuota la zona Tortona, sempre brulicante di sfilate, eventi, show-room bollenti, ristorantini pieni di creativi, per la desolazione di abitanti e frequentatori. E ovviamente il resto della città...

16/07/2020
 | DESIGN

Un architetto intimista che sembra precorrere i tempi che chiedono progetti meno wow ma più sommessi. Emanuel Gargano nasce ad Assisi, dove ha tutt’ora il suo atelier, si laurea a Urbino e si trasferisce con lo studio a Londra dove collabora con l’architetto Claudio Silvestrin. Un grande amore, il suo, per gli elementi naturali e la semplicità nonostante le esperienze internazionali e i molti premi. Nelle sue proposte luminose infonde l’anima antica delle cose trasformandole magicamente in oggetti modernissimi, colti e misteriosi.

I poli del tuo lavoro e della tua vita si dipanano tra Assisi, Londra, New York. Cosa “prendi” da luoghi così diversi?
Questo piccolo paese dove sono nato al centro dell’Italia, posto sulla sommità di una verde collina, è stato da sempre per me frutto di grandi emozioni e misteri; è completamente costruito con un unico tipo di pietra del posto di un colore sobriamente rosa molto chiaro, un unico pezzo scolpito in un blocco di pietra. Il nucleo è prettamente medievale, ed emana una energia primordiale difficile da spiegare, emotivamente coinvolgente. Anche se ho lo studio a Londra e la città che amo è New York, mai come ad Assisi mi sento travolto da tale monumentalità, monocromatica, leggera e segreta...

15/07/2020
 | DESIGN

Una operazione pop-up immette nuova linfa e accende interesse nelle belle case-museo dell’area bergamasca per iniziativa di DimoreDesign. Ecco che tra le antiche mura entrano elementi di rottura come gli arredi dei più famosi designer italiani. Una operazione temporanea che, oltre alle visite in loco, merita un libro. In preparazione.

Ho sempre pensato al fascino dei contrasti, alla ricchezza culturale del confronto, anche quanto l’antico nutra il nuovo (ma anche i “vecchi” siano fondamentale supporto dei giovani), alle “correspondence” tra pensieri creativi con origini differenti, vicine e lontane geograficamente temporalmente culturalmente.
La bella iniziativa “Designers for Bergamo” ha messo in scena in maniera plastica e immediata quanto la bellezza si integri con altra bellezza, anche se secondo un pensiero ortodosso potrebbe sembrare non centrare per niente. Ovviamente oggi non è più vero. Le case più belle del mondo accumulano pezzi appassionati e escono dagli “stili” prefissati unendo l’antiquariato al contemporaneo, il ricordo alla sperimentazione, il design-personaggio all’arte d’avanguardia, in una sorta di collezionismo in progress che dice molto di chi lo  sceglie e lo fruisce...

09/07/2020
 | DESIGN

A partire dagli anni 70 come fondatore dello Studiodada Associati noto per il suo Radical Design, Marco Piva è presto arrivato al top della carriera di architetto, designer, urbanista, docente, progettista “at large” con progetti per numerose grandi aziende italiane e molte città del mondo occupandosi di grandi e piccoli progetti, dalle architetture ai villaggi vacanze alle installazioni per raccontare un prodotto o un’idea. Al Superstudio è arrivato in più occasioni portando il suo mood elegante fluido emozionale e funzionale.  

2000/2020 In vent’anni cosa è cambiato, cosa cambierà?
​​​​​​​In questi ultimi 20 anni è cambiato il modo di pensare, di sviluppare e di comunicare il design. La formula lanciata da Superstudio, che integra nella contemporaneità dell’evento realtà tra loro diverse, dall’architetto affermato al designer emergente, dalle aziende consolidate alle nuove proposte, dalla tradizione alle ultime innovazioni in campo tecnologico, crea sincronia, condizione vincente per presentare una visione trasversale dello stato dell’arte del Design: Superstudio Più diviene così un palcoscenico, un “laboratorio” che durante il Fuorisalone si apre alla città. 

02/07/2020
 | DESIGN

È il più famoso designer olandese capofila di quel neoumanesimo del XXI secolo, che apre a tutte le esperienze e le suggestioni. È arrivato al Superstudio tra i primi vent’anni fa, in un piccolo spazio defilato dove si è subito fatto notare. Presto le sue spettacolari installazioni fatte per Moooi, di cui è co-fondatore, e per le più importanti aziende italiane e internazionali, sono diventate un appuntamento imperdibile della Design Week di Milano.

In questi ultimi 20 anni cosa pensi sia cambiato nel design?
Penso che il design non sia cambiato. Negli ultimi anni è stato molto influenzato dall’ecologia e la comunicazione è diventata molto differente, dai media alle modalità di raccontare storie. Il design è diventato più personale e tecnologico, ma la sua natura è sempre la stessa.

30/06/2020
 | MODA

Con una visione pragmatica e controcorrente e senza lasciarsi troppo sedurre dalle futuribili ipotesi di negozi virtuali affidati al digitale e alla distanza, Beppe Angiolini, ambasciatore di bellezza attraverso il suo negozio-faro Sugar di Arezzo, fa il punto sul sistema moda oggi e domani. Senza dimenticare il passato. Un punto di vista autorevole, nel suo ruolo di Direttore della Comunicazione della Camera Buyer Moda.

A giudicare dalle opinioni correnti, sui media, nei webinar, il “negozio di moda”, come lo conosciamo oggi, domani non funzionerà più. Quale è il tuo pensiero?
Il negozio di moda se non funzionerà non sarà certo per la introduzione di sistemi multimediali e devices all'interno dello stesso. Se non funzionerà sarà perché la crisi economica non lo permetterà e perché chi lavora per il negozio sia come assistente vendita e/o buying office non sarà in grado di interpretare il cambiamento emotivo che questo momento ha apportato alle scelte anche e soprattutto del consumatore finale...

25/06/2020
 | DESIGN
L'INTERVISTA DEL GIOVEDI'

MICHELE DE LUCCHI:

Un amore forte per il legno e gli elementi naturali, il rispetto per l’ambiente, per la tradizione coniugata alla più spinta contemporaneità caratterizza il lavoro di Michele De Lucchi e del suo “circle” interdisciplinare di progettisti, innovatori, umanisti e futurologi con cui progetta palazzi, musei, interni, design, piccole sculture, sviluppo urbano o progetti di grande complessità. Era nel gruppo di Sottsass agli esordi di Memphis. È oggi forse il più importante e ricercato protagonista della Milano che cambia.

2000/2020 In vent’anni cosa è cambiato, cosa cambierà?
Dall’inizio del nuovo millennio l’ondata digitale ha cambiato il modo di approcciare le più svariate realtà quotidiane e lavorative, creando enormi potenzialità che sono in continuo sviluppo. Ci sono piattaforme che promuovono il "download design", sistemi di prototipazione rapida, stampanti 3D e macchine a controllo numerico dalle sofisticate tecnologie. Inoltre, diventa sempre più facile fotografare, filmare e scrivere e si stanno sviluppando nuovi modi di narrazione che mescolano tutti questi registri espressivi coniugati su supporti digitali. Data la rapidità di progressione è oggi possibile parlare di nuove libertà progettuali, ma sono anche necessarie le capacità di scoprire nuovi usi del potenziale tecnologico a disposizione.

18/06/2020
 | DESIGN

Il suo stile raffinato, essenziale, con una forte e riconoscibile identità visiva, è forse la chiave di un successo che tocca vari ambiti della progettazione in campo internazionale, grazie anche a due studi a Milano e New York. È stato tra i primi architetti a far parte della “banda” di giovani progettisti che Giulio Cappellini ha raccolto intorno a sé per le prime esposizioni al Superstudio fin dall’inizio del millennio. Esperienze per noi, e per lui, indimenticabili.


2000/2020 In vent’anni cosa è cambiato, cosa cambierà?
È cambiato tutto e non è cambiato niente. Forse siamo diventati più bravi, più veloci ed abbiamo preso una consapevolezza nel fare le cose.

C’è stata una popolarizzazione del design?
Io credo di sì ma non tanto come massificazione, secondo i parametri classici. Io credo che il design sia diventato più grande come modello intellettuale. Vent’anni fa parlare di design era già abbastanza “massificato” ora lo è diventato ancora di più. Più persone nel mondo si avvicinano a questo universo, e non è stato semplicemente l’arrivo delle grandi catene che hanno venduto o stanno vendendo il design cosiddetto democratico ma semplicemente il design è diventato più interessante, più ampio...

15/06/2020
 | EDITORIALE

14/17 luglio 2020 è una data di svolta: nasce la prima fashion week digitale che potrebbe tracciare la via per le sfilate del futuro, con interazioni tra fisico e virtuale e audience in tutto il mondo. Grandi firme, Camera Moda e Superstudio sono pronti.

La fase 3 del post-coronavirus si apre portando con sè un mare di buone intenzioni. Tra queste spiccano alcune iniziative che fanno pensare ad un mondo meno egoista, più consapevole delle diversità, delle necessità. Sono già molti gli imprenditori del made in Italy, moda e design, che fin dalle prime avvisaglie della pandemia hanno fatto una gara di generosità per aiutare la crisi sanitaria con generosissime offerte in denaro o con forniture di presidi medici o addirittura con fondi a favore delle famiglie delle vittime del virus (vedi QUI articolo dedicato su @AT)...

11/06/2020
 | DESIGN

Alla sua prima presentazione nel Basement di Superstudio nel 2009 Luca Nichetto, scelto tra molti giovani progettisti, ha vinto il premio Internazionale di Elle Décor. Alla seconda ha progettato una Prosciutteria di design in tutti i dettagli piazzata in una architettura temporanea sul tetto.  Dopo, tutto un crescendo l’ha portato da Venezia, dove ha aperto il primo studio, fino in Svezia, dove è approdato per amore e dove si è fermato. Oggi è un affermato designer multidisciplinare che ha collaborazioni in tutto il mondo, colleziona premi internazionali, è ospite di retrospettive in città come Venezia, Parigi, Londra, Stoccolma.

In vent’anni dal 2000 al 2020 che cosa è cambiato e che cosa cambierà?
L’inizio del 2000 è anche quando ho cominciato a fare il designer. Ricordo quando venivo a Milano, la fiera era ancora in centro e gli eventi del Fuorisalone li contavi su una mano. Il Fuorisalone era più romantico all’epoca, c’era Spazio Krizia con Ingo Maurer e Ron Arad piuttosto che Driade in via Manzoni e via dicendo. Non so se fosse internazionale perché c’era il mondo ma era una dimensione più umana dove riuscivi ad avere il tempo per parlare con le persone. Dal 2010 in poi è andato fuori controllo, è diventato un circo, dove puoi trovare degli eventi con un certo tipo di qualità o capitare in mezzo a situazioni che non riesci a capire, con una sorta di inquinamento visivo abbastanza stancante...

08/06/2020
 | ARTE

E’ morta a metà maggio Nanda Vigo, artista della luce che ha collaborato con i più grandi artisti degli anni 60/70, lasciando il segno della sua forte personalità. L’ultima mostra a Palazzo Reale di Milano è stato un tardivo e nello stesso premonitore omaggio alla sua grandezza.

Ricordo una bella e vivace ragazza bionda che mentre mi affacciavo alle mie prime esperienze da redattrice prima ad Ottagono e poi a Vogue, nella seconda metà degli anni ’60 metteva a soqquadro la Milano più tradizionale portandovi con i suoi compagni di squadra, Piero Manzoni, Lucio Fontana, Enrico Castellani, e il grande Gio Ponti, il vento effervescente dell’avanguardia. E’ con Fiorucci, pioniere di tutte le cose nuove, che l’ho conosciuta, con un misto di soggezione e ammirazione. Era forte, ironica, battagliera, in anni in cui le donne facevano ancora fatica ad emergere in ambienti considerati maschili. Artista, designer, architetto? Ogni qualifica era per lei riduttiva.  L’ho ritrovata in Nanda Vigo Light Project, la bella mostra a Palazzo Reale a cura di Marco Meneguzzo (estate 2019), prima retrospettiva antologica finalmente dedicatale in Italia, dopo le più di quattrocento mostre nel mondo...

04/06/2020
 | DESIGN

Il suo primo approccio col design è stato da neolaureata alla inaugurazione del Design al Superstudio proprio a fianco di Giulio Cappellini, che ne aveva intuito il talento. Passo dopo passo Ilaria Marelli si è inserita tra i designer contemporanei affermati mantenendo il suo approccio fresco e curioso a tutte le esperienze che questo comporta, dal progetto dell’oggetto alle installazioni all’art direction, sfiorando anche la moda.

Nel tuo iniziale contatto con Superstudio Design eri insieme a Cappellini per la prima esposizione. Cosa ricordi di quella esperienza?
Mi ricordo perfettamente di quando venimmo a vedere lo spazio – io ero super adrenalinica, mi sembrava una sfida emozionante, molti colleghi invece dicevano “Giulio è matto, come si fa adesso a due mesi dal Salone a rimettere in gioco tutto quanto preparato! ”… beh aveva ragione lui! Fiumi di persone in una zona fino ad allora sconosciuta ai più, un allestimento di grande respiro e… c’erano anche i miei primi prodotti! Mi ricordo la foto per la stampa insieme a Morrison, Wanders e i Bouroullec, quasi fossimo designer “alla pari”, mentre io ero una giovane neolaureata al primo approccio al design… mi emoziono ancora al pensiero!...

28/05/2020
 | DESIGN

Jacopo Foggini, più artista che designer, si è appropriato di una materia inusitata, il metacrilato, di cui si è innamorato da piccolo. Ne ha fatto la base della sua produzione artigianale e esclusiva di oggetti belli, colorati, unici, teatrali, leggeri e anche giganteschi. Oggetti liberi che seguono le ali dell’immaginazione e forgiati manualmente, con la materia portata a più di 200 gradi. Al Superstudio ha portato, nel 2004, i suoi onirici fiori con anima di luce e un monumentale chandelier.

Da dove nasce la passione per il metacrilato?
La mia passione per il metacrilato, materiale comunemente usato per produrre catarifrangenti delle macchine, è nata nelle aziende di famiglia. Una notte, all’età di cinque anni, mi sono intrufolato nella fabbrica di materiali plastici e ho visto fuoriuscire dal “naso” di uno degli enormi macchinari, una goccia rossa di metacrilato. Da allora questo materiale è entrato nel mio immaginario, e come un seme, lentamente negli anni, è cresciuto fino a diventare la mia vita. Negli anni ’90 ho iniziato a sperimentarne l’utilizzo creativo, affascinato dalle sue qualità cromatiche ed estetiche.

26/05/2020
 | EDITORIALE

Il dubbio è lecito a seguire le dichiarazioni dei big della moda, da Giorgio Armani a Alessandro Michele per Gucci, a Anthony Vaccarello per Saint Laurent, a Dries Van Noten, a Alessandro Sartori per Zegna i tempi e i modi delle presentazioni delle collezioni vanno ripensati in funzione delle visioni creative di ciascuno, al di fuori di passerelle e appuntamenti fissi coordinati dall’alto, sempre più frenetici.

Rallentare è la parola d’ordine uscita dalla pandemia che servirà a ridisegnare il futuro. I big della moda hanno avuto alcuni mesi per ripensare a questo sistema sempre più accelerato che li obbligava a un flusso di creatività continuo, a sfornare prodotti in eccesso, a un marketing miope che non sapeva vedere lontano, a una produzione abnorme che spesso creava invenduti destinati al mercato parallelo. La Slow-Fashion prende ora la sua rivincita su quella Fast-Fashion che non molti anni fa ha rivoluzionato il mondo della moda con un abbigliamento sempre nuovo a costi sempre più bassi, riempiendo gli armadi ma abbassando il desiderio. C’è voluto il tempo dell’#iorestoacasa per guardarsi dentro e domandarsi se il “tanto”, in tutti i sensi, non fosse diventato davvero troppo...

14/05/2020
 | DESIGN

Prima donna che ha valorizzato il design polacco fuori dai confini della sua Polonia, il suo mentore è stato Alessandro Mendini con cui ha lavorato e collaborato a lungo. Al lavoro di designer, di scultrice, di art-director alterna la curatela di mostre, come quelle dedicate al suo maestro a Poznam nel 2004 in occasione dell’ingresso della Polonia nella Comunità Europea e nel 2014 a Wroclaw nell'anno in cui è stata la Capitale della Cultura Europea. Al Superstudio è approdata nel 2011 e molte altre volte ancora.

Dorota tra Polonia e Italia, come è successo?
Il mio studio da anni si trova sull'Alzaia del Naviglio Grande di Milano ma in città sono arrivata oltre vent'anni fa per uno stage in Atelier Mendini.  Ho studiato in Polonia, nella Università d’Arte di Poznań, Facoltà di Design e di Architettura d’Interni con una tesi sul Biodesign.  Ho vinto tre premi per la migliore laurea e così avuto la possibilità di partire all’estero per approfondire i miei studi. Ho scelto l'Italia, per la sua ricchezza culturale, la sua antica storia, la bellezza del suo paesaggio delle sue tradizioni e della sua gente. Ho girato l’Italia e sono approdata a Roma, per me la città più bella del mondo con le sue piazze, le sue fontane, i giardini, con le ali dei angeli nei quadri e nelle sculture del Ponte dell' Angelo. E così ho continuato gli studi a Roma. Pensavo anche a Milano ma in quegli anni non esisteva la Facoltà di Design al Politecnico...

10/05/2020
 | EDITORIALE

Voglio parlarvi di alcune coincidenze eccezionali che in questi giorni mi hanno fatto riflettere su un pensiero che non mi lascia da un po’. La morìa di “vecchi” della pandemia e la supposta “selezione” ospedaliera in base all’età mi ha lasciato un vuoto nel cuore e un senso di grande ingiustizia.

Se ne sta andando, per una ragione imprevedibile, una intera generazione di nonni, di amici, di Maestri, di dirigenti, di primari, di artisti, di persone vive e vitali, ancora ricche di talento e di prospettive ben oltre i fatidici 80 anni, portandosi via memoria, esperienza, amore. Eppure oggi scopro la bellissima copertina di Vogue inglese dedicata a una luminosa Judi Dench, l’affascinante attrice inglese che sorride con i suoi 85 meravigliosamente portati, e che continua ancora tranquillamente a lavorare...

07/05/2020
 | DESIGN

Eco Social Designer, come lui stesso si definisce, ha la speciale capacità di far scaturire bellezza anche dagli scarti industriali. Un tema quanto mai d’attualità in tempi di sostenibilità e economia circolare. La sua prima mostra fu proprio al Superstudio 13, nel 2012. Sedute che parlano di un pensiero diverso sui rifiuti della nostra civiltà.

Raccontami la tua scelta di diventare eco-social designer o il “designer dei rifiuti” in anticipo sui tempi.
​​​​​​​Era il 2008 e lavoravo come designer a tempo indeterminato per un’azienda di packaging, ma, dopo 5 anni, sentivo che la realtà aziendale era troppo stretta e avevo bisogno di “parlare con la mia voce”. Ero già molto affascinato e incuriosito dagli scarti plastici e vitrei che risultavano nel processo produttivo e mi ricordo che li raccoglievo per studiarli e reinterpretarli. Presto capii che, oltre a realizzare delle opere con i materiali di scarto che trovavo, avrei potuto attingere a molto più materiale aiutando le aziende a riciclare. Ogni mia creazione diventava via via sempre di più una mano all’ecologia, a cui velocemente unii anche la partecipazione attiva di associazioni sociali...

30/04/2020
 | DESIGN

Eclettica, curiosa, visionaria, pratica, generosa, open mind, mai banale, femminile nel senso migliore del termine. Ama i colori del Sud del mondo, i viaggi, le tradizioni quanto le soluzioni innovative e inaspettate. Una esperienza a 360° nel mondo del design, coronata da successi e premi internazionali. Paola Navone è un "unicum" e un fiume di parole. Per lei, fin da quando era bambina, il design è sempre stato “come una frittata: ai funghi o alle zucchine, basta che sia buona”.

2000-2020, in questi 20 anni che cosa è cambiato? E che cosa cambierà nell’ultimo anno che ci porterà al 2020?
Secondo me è solo cambiato che, se Dio vuole, c'è più libertà.

E’ già una bella risposta.
Non è che puoi analizzare i cambiamenti, il vero cambiamento è che oramai tutto convive e tutto può convivere sempre di più. Cosa cambierà? Cambierà che questo grado di libertà crescerà.

Trovi che questa libertà si esprime anche con il fatto che il design è andato a intercettare mille altri prodotti, mille altri bisogni, mille altre espressioni?
Diciamo che c’è più libertà da parte di chi consuma il design, che è molto meno oblativo rispetto a prima...

29/04/2020
 | INNOVAZIONE

L’anno scorso, al Superdesign Show, l’evento del Superstudio per la Design Week, ho curato la mostra di sculture immateriali ma reali di Flavio Lucchini, un'esperienza magica e spiazzante realizzata con l’azienda Sense - immaterial Reality di Alvise Braga Illa, fondatore della società di software TXT e-solutions e di Sense - immaterial Realty. Un innovatore capace di percorrere strade nuove che si è mosso tra i primi nel portare la Realtà Immateriale dove poteva soddisfare nuove funzioni. A lui tre domande per capire cosa ci aspetta domani. 

ll boom delle esperienze virtuali cui ci ha messo di fronte l’isolamento del coronavirus ha reso ancora più attuali le sperimentazioni e le applicazioni di tecnologie che ci permettano di superare la fisicità per sostituirla con presenze immateriali altrettanto emozionanti di quelle vissute in prima persona, anche se attraverso una nuova dimensione. Tanto più vero e necessario quando il lavoro si svolge in smart-working e le scelte e gli acquisti non permettono di essere in loco, come accade con la moda, l’arte, il design. 

23/04/2020
 | DESIGN

Dal 2000 vive e lavora proprio nel cuore di Milano dove si è contemporaneamente sviluppato, a partire da Superstudio, il Fuorisalone nei district. Nella ex-fabbrica di turbine, trasformata in straordinaria abitazione e studio, con terrazza panoramica sulla zona Tortona, sviluppa senza sosta progetti diversi e fantasiosi, spesso irriverenti, in ogni direzione, dall’Italia alla Cina.  Come imprenditore, ha creato una azienda di pop-design che segue, felicemente, le mode. Indicando una tendenza.

Anche tu, come Superstudio, sei stato il primo ad intuire che la “zona Tortona” delle grandi fabbriche in disuso, quella tra la via Bergognone e la circonvallazione esterna, avrebbe potuto rinascere con la creatività. E anche tu hai trasformato in casa-studio-spazio espositivo un edificio industriale senza snaturarlo.
​​​​​​​Nel 1998 abbiamo acquistato una palazzina industriale degli anni ’30 facente parte del complesso Riva Calzoni, all’angolo fra via Solari e via Stendhal. Era un edificio su quattro piani, tutto rivestito in mattoni rossi, al cui interno erano collocate la sala prove delle turbine e gli uffici degli ingegneri che le progettavano...

15/04/2020
 | EDITORIALE

Mentre molti si interrogano: ma come cambierà la nostra vita “dopo”?  non ci siamo accorti che siamo già scivolati nell’incertezza del domani, anticipando un cambiamento epocale, anni prima che ciò avvenisse naturalmente. Con tutte le prevedibili conseguenze.
Se pensiamo che, appena saremo entrati nella fase 3 dell’emergenza, distanziamento sociale, mascherine, occhiali, guanti, disinfettanti, lockdown, siano parole da dimenticare forse siamo inguaribili ottimisti. Almeno fino a quando non si sarà trovata una cura o un vaccino per questo insidioso virus.
Quelle che sono ora fastidiose incombenze hanno tutta l’aria di diventare sgradite abitudini con cui conviene imparare a convivere fin d’ora. 
Smaterializziamoci, dimenticando baci ed abbracci, risate e karaoke, cene e viaggi in compagnia. Ma anche le rassicuranti visite del medico ...

10/04/2020
 | MODA

Caro Giorgio,
ricordo come te quando la moda, da cosa piccolina e poco considerata in Italia, ha cominciato a crescere e diventare una cosa, bella, grande, nostra, seria, che metteva in gioco tutte le speranze e la creatività. L’abbiamo vista trasformarsi e creare il made in Italy e le abbiamo dato il massimo. Noi, Flavio ed io e i nostri collaboratori, dalle testate che via via creavamo e dirigevamo, Vogue, L'Uomo Vogue, Donna, Mondo Uomo, Moda.... Tu, dapprima con Sergio che ancora ci manca, e poi con tutti gli altri tuoi bravissimi collaboratori della prima ora, Rosanna, Leo, Silvana, Irene, Giovanna e tanti altri. Non ti sei mai fermato. Da quando già ti facevi apprezzare come aiuto di Nino Cerruti, e poi da quelle poche stanze di Corso Venezia che hanno visto la tua prima sfilata, alla sede già importante di via Durini ...

09/04/2020
 | PEOPLE
L’INTERVISTA DEL GIOVEDI’

ALDO CIBIC. TRA COLORI E NATURA

Cominciamo con oggi a presentarvi architetti, designer, progettisti che sono stati, sono e saranno protagonisti dei nostri eventi legati al design durante le varie Design week o altre occasioni. Una carrellata di nomi famosi, ogni giovedì appuntamento qui.

Giovanissimo nel 1980 era già nel gruppo Memphis, insieme agli altri ragazzi che sarebbero diventati protagonisti della Milano del 2000. Aldo Cibic, annoverato da Domus tra i cento migliori architetti del mondo nel 2019, dieci anni prima è al Superstudio 13, con un piccolo edificio abitativo temporaneo nel parcheggio, con spazi verdi e orto in vegetazione. Ma al tempo del coronavirus sta meditando un nuovo progetto, da presentare nuovamente al Superstudio. Nel frattempo con l’hotel Savona18 Suites ha lasciato un segno in zona Tortona, un innovativo progetto di hospitality che vive ...

07/04/2020
 | EDITORIALE

Noi stiamo tutti bene, col cuore stretto dall’angoscia ogni volta che ci raggiungono le notizie dell’evoluzione di questa terribile situazione sanitaria. Il mondo è chiuso, non si sa fin quando. La speranza e il desiderio di tornare alla vita di sempre ci tiene attivi, occupati, concentrati, aperti alle nuove possibilità che l’incredibile realtà che oggi ci circonda ci ha mostrato: obbligandoci a reinventare la nostra vita e a rimodulare la scala dei valori. Al primo posto la famiglia, gli affetti, gli amori. E di conseguenza la casa, riscoperta come il rifugio che non tradisce. Poi, in ordine sparso, il lavoro, che abbiamo imparato si può fare in poltrona, su una panchina, in vacanza, senza orari fissi e catene fisiche, ma solo stimoli mentali. Lo studio, che non ti allontana da insegnanti e compagni, solo che li vedi ...

31/03/2020
 | PEOPLE

Per l’architetto Massimo Roj fondatore di PROGETTO CMR, società di progettazione integrata, e della sua band (con Marco Ferrario e Antonella Mantica) certamente sì. E anche per il curatore Fortunato D’Amico con cui ha dato vita a un sorprendente libro intitolato Rocktecture, un neologismo che riporta in superficie l’influenza che quella musica rivoluzionaria ha avuto sui giovani studenti dei politecnici dei ‘70 e su tutta la cultura degli anni a venire e li ha spinti a dimenticare gli insegnamenti dei loro famosi maestri per avventurarsi sulla strada di una architettura innovativa, di rottura.
Rocktecture non ha niente a che vedere con i libri che illustrano gli ultimi edifici e le soluzioni urbanistiche delle archistar, ne sottolineano, e spesso esaltano, le caratteristiche costruttive e tecniche, si sfogliano soffermandosi su pagine ...

23/03/2020
 | EDITORIALE

Sinceramente anch’io credo che, finita questa emergenza sanitaria (ma potrà mai finire davvero?) saremo tutti più vulnerabili e in pericolo. Abbiamo capito che non è solo la terza guerra mondiale, già sfiorata più volte a minacciarci. 
Né il terrorismo islamico e internazionale a farci paura. 
Né la delinquenza che ci dicono in diminuzione ma che quando ti tocca ti atterrisce ugualmente. 
Né le invasioni di massa dei poveri del mondo che scappano da paesi impossibili. 
Né il “climate change” con tutte le oscure e reali minacce riportate alle coscienze da Greta Thunberg
Né il coronavirus che un inascoltato Bill Gates aveva predetto già quattro anni fa e che solo ora fa il giro della rete. 
Né la siccità inarrestabile che brucia le vite, gli incendi devastatori all’australiana, gli tsunami che spazzano tutto sotto un’onda alta come una montagna ...

18/03/2020
 | EDITORIALE

"Nonostante la crisi, nonostante l’incertezza, nonostante la paura, continuiamo a credere che l’appuntamento col Design a Milano sarà – in qualsiasi data esso si collochi - un momento di riscatto, di fiducia, di bellezza, di progresso, di socialità. Stiamo lavorando per tornare all’inizio dell’estate con un Superdesign Show rinnovato, scintillante e emozionante, insieme ai district di Milano e al Salone. Ma anche pronti a proporre innovazioni reali e virtuali che renderanno la nostra manifestazione ancora più interessante e insostituibile. Con la presenza di grandi brand globali che si interrogano sulla vita e sull’ambiente. Con una passeggiata tra le proposte colte e tecnologiche dell’Oriente contemporaneo. Con una carrellata infinita di giovani progettisti internazionali...

28/12/2019
 | DESIGN, MODA, PEOPLE

MODA&DESIGN VS TECNOLOGIA

Superstudio è per sua vocazione un recettore di tendenze, che accoglie e ritrasmette, attraverso i suoi eventi, le mutazioni della società in settori diversi, ma in particolare e periodicamente, nella moda nel design nella comunicazione. A grandi rappresentanti di questi ambiti abbiamo chiesto una opinione su quanto la tecnologia influirà il loro lavoro.
GIORGIO ARMANI: UNA TECNOLOGIA DISCRETA CHE RISPETTI I VALORI. Con una coerenza rara che non gli ha impedito, restando sempre se stesso, di muoversi in sintonia con i tempi e allinearsi alle innovazioni, Giorgio Armani è diventato il più Grande e indiscusso creatore di moda acclamato in tutto il mondo. “Quando iniziai a lavorare, tutto era molto diverso. I mezzi di comunicazione erano quelli tradizionali, e il legame tra moda e innovazione era ancora in una fase embrionale. Oggi le cose sono cambiate; i social media sono estremamente diffusi, ed è necessario rimanere al passo, portando il proprio pensiero e la propria personale visione sulle piattaforme più seguite. Allo stesso tempo i grandi marchi e le grandi aziende mostrano sempre più interesse e attenzione verso l’innovazione, e si orientano sempre più verso un approccio et..
01/11/2019
 | EDITORIALE, LOCATION
È stata presentata alla Triennale la storia dei quarant’anni del Superstudio milanese che sono andati di pari passo con il cambiamento della città, spesso anticipandolo. In una sala gremita di personalità e di ospiti, con il saluto del Presidente della Triennale Stefano Boeri e le annotazioni degli assessori del Comune di Milano Cristina Tajani e Pierfrancesco Maran, la video-story raccontava il passaggio della cultura e dell’arte dal centro alla periferia, diventata, grazie a Superstudio, nuovo centro. Quanto mistero, speranze, aspettative nel cambio di decennio del secolo corrente: saranno i prossimi anni la “belle epoque” del nuovo millennio? L’interrogativo apre a un mondo sconosciuto che rivoluzionerà le nostre vite. Gli adulti del ‘900 non saranno più in grado di dialogare con i nativi digitali, la tecnologia appena..
01/10/2019
 | EDITORIALE, INNOVAZIONE
In questo nostro mondo liquido, anzi gassoso, in cui le discipline, le professioni, le visioni si intersecano l’un l’altre, creando nuovi mestieri ancora difficili da inquadrare e definire, la digitalizzazione, la robotizzazione, l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata, la smaterializzazione, le tecnologie avanzate e altre forme estreme definite dagli algoritmi e altre diavolerie, diventano le chiavi per entrare nel futuro dove tutto si mischia, si contamina, si rigenera. Le generazioni che convivono e producono si interrogano: dove andremo a finire? Illuminante la posizione del sociologo Francesco Morace presidente dell’istituto di ricerca Future Concept Lab e ideatore del Festival della Crescita: “Per combinare nel modo migliore cultura del progetto e commercio 5.0– è necessario elaborare un nuovo senso dell’impr..
02/06/2019
 | INNOVAZIONE, PEOPLE
Con tre domande ad Alvise Braga Illa, fondatore e presidente della società TXT e-solutions e della start-up Sense-immaterial Reality, scopriamo come le nuove tecnologie porteranno più bellezza intorno a noi. Design, moda, arte, digitalizzazione e innovazione. In che modo questi elementi possono/devono dialogare tra di loro? I confini fra arte, design, moda, tecnologia, in tutte le loro forme e per tutti i gusti e le culture, continueranno ad attenuarsi fino a scomparire. Ci si può opporre a queste trasformazioni? Certamente no, il nuovo mare si deve navigare, con coraggio, ma anche con perizia e creatività. Cosa cambierà nei prossimi dieci o vent’anni? Penso che finiranno le forme più estreme del “produco in eccesso, vendo a “price points” decrescenti, colloco il residuo su canali alternativi e distruggo l'invendibil..
01/06/2019
 | INNOVAZIONE, PEOPLE

L'intervista a Paola Antonelli.

È la più famosa, stimata e ricercata. È la curatrice del Dipartimento Architettura e Design MoMa di New York, dove è approdata giovanissima rispondendo a una inserzione sul giornale, ma anche della mostra Broken Nature alla Triennale di Milano che mette il dito nella piaga del disastro ambientale. Gisella Borioli l’ha incontrata in occasione del Lexus International Design Award. 

La tua storia professionale è emblematica, soprattutto rispetto all’Italia. L’America è sempre l’America? 
Direi invece che New York è sempre New York. ll MoMa è stato un punto di partenza eccezionale. Se fai qualcosa al MoMa lo vedono tutti. Ci sono tanti curatori eccezionali al mondo che non hanno la visibilità e le possibilità che ho io. Ma le cose stanno cambiando. Ci sono tante Biennali, Triennali, Design Week che stanno prendendo piede, a Indiana, Istanbul, Pechino per esempio. I curatori cercano il nuovo. Niente di meglio che avere la possibilità di scoprire altre città....

01/05/2019
 | DESIGN, EDITORIALE
Come ogni anno, alla fine della settimana del Design a Milano, si apre il balletto delle cifre (e dei visitatori) e a chi le spara più alte, come in una gara di pescatori a chi ha fatto abboccare il pesce più grosso. Nessuno fa la differenza tra le tipologie, la sostanza, il messaggio, lo scopo degli eventi. L’importante sembra denunciare più folla possibile, ed ogni mezzo è lecito. Poco importa fare distinzione tra gli addetti ai lavori e il mondo della creatività e i gruppi di ragazzi affogati di birra (svenduta irregolarmente nelle vie del design) o i cortei con tamburi o le masquerade irriverenti tipo lottatori di Sumo con enormi pance di gommapiuma che si aggirano tra gli show-room. Ci sono poi quelli del clic facile, attirati dalle installazioni spettacolari tipo cerniera sulla facciata o dalla poltrona-donna-trafitta di Gaet..
09/04/2019
 | ARTE, DESIGN
La Triennale a presidenza Stefano Boeri continua a sorprendere con la sua sempre più interessante attività. Chiuso il lungo periodo delle mostre annuali di design a tema curate da Silvana Annicchiarico, ora ospita una forma più classica e permanente di esposizione. In contemporanea con l’imperdibile mostra Broken Nature a cura di Paola Antonelli, è arrivato infatti a piano terra, aperto senza filtri, il Museo del Design a cura di Joseph Grima. Un modo per rispondere a una domanda basica di cultura e conoscenza - in collegamento con il museo dell’ADI e i musei aziendali della regione - e anche di dare visibilità alla dotazione della Triennale di pezzi iconici dei grandi maestri. Ritrovare oggetti domestici, entrati senza clamore nelle nostre case, come la macchina da scrivere Valentine di Sottsass, la poltrona gonfiabile di Zanott..
C’è un sottile filo conduttore, nel Superdesign Show 2019, a legare proposte e ricerche che sono alla base del design-thinking oggi. In questi ultimi anni di bulimia creativa molti eccessi ci hanno portato lontano e fatto dimenticare lezioni dei grandi maestri, culture parte del nostro DNA, tradizioni irrinunciabili, rischi e paure ambientali con cui tutti, da ora in poi, dobbiamo fare i conti. Su un altro fronte il cambiamento estetico non si ferma, si nutre di stimoli invisibili, accoglie segnali criptati, distrugge e inventa tendenze, interferisce con i desideri, crea nuovi modelli di consumo. Su un terzo fronte si muove con massima accelerazione la tecnologia che rivoluziona la nostra stessa vita ma è sempre più human-tech. Innovation&Tradition è il tema di questa edizione di Superdesign Show, e nasce dalla consapevolezza de..
01/04/2019
 | ARTE, DESIGN, PEOPLE
Alessandro Mendini, un Maestro e un personaggio fondamentale e indimenticabile nel panorama del design post-modern, fin dalla creazione del movimento Alchimia alla fine degli anni 70, è stato vicino a Superstudio non solo come amico ma anche come autore di diverse mostre e installazioni oltre che del “piatto del cuore” realizzato per il Comune di Milano. La sua visione ironica e disincantata, la sua poetica e il suo eclettismo, la sua apertura e la sua visione, sono stati di insegnamento a molti designer diventati famosi. I suoi pezzi sono diventati icone presenti nelle case e in molti musei. Tra i mille lavori indimenticabili la poltrona Proust e il museo di Groninger in Olanda. Gli rendiamo omaggio con questa ultima intervista rilasciata a Gisella Borioli. Grazie Alessandro.Dal 2000 ad oggi cosa è cambiato, cosa cambierà? In qu..
01/01/2019
 | ARTE
Non lascia indifferenti Igloos, la straordinaria mostra che accoglie i visitatori nell’immenso Hangar Pirelli Bicocca a Milano, aperta fino al 24 Febbraio 2019. Un onirico villaggio che riunisce i “rifugi” concettuali costruiti da Mario Merz (1925-2003), maestro dell’arte povera, attraverso gli anni con i materiali che la natura o la vita gli forniva, pezzi di legno, tondini di ferro, fascine raccolte nei boschi, pietre spezzate, vetri rotti, lamiere, parole trasformate in luce con i neon. In particolare gli igloo, visivamente riconducibili alle primordiali abitazioni, diventano per l’artista l’archetipo dei luoghi abitati e del mondo e la metafora delle diverse relazioni tra interno ed esterno, tra spazio fisico e spazio concettuale, tra individualità e collettività. Un progetto espositivo, curato da Vicente Todolí e reali..
01/01/2019
 | EVENTI
Sono passati molti politici di tutti i colori al Superstudio Più in questi anni. L’ultima, al mega congresso del CNA, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, è stata la volta di Matteo Salvini, a metà novembre. Preceduto dai saluti via video del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’importante evento, il vice-premier ha raccontato con sincerità gli intoppi del ministero, quello su cui sta lavorando ora, i suoi obiettivi, la voglia di semplificare l’Italia e di moderare la tassazione. Assicurando il pubblico presente sul proprio impegno per rimettere in moto la macchina dello Stato con un occhio di riguardo a chi crea impresa e lavoro. Ma quello che più ha infiammato i duemila artigiani e piccoli imprenditori arrivati da tutto il paese, è stato il discorso del presidente del C..
01/12/2018
 | DESIGN, PEOPLE
Intervista a Paola Navone.Una designer anticipatrice che ha sempre dialogato con le culture, i tempi storici, le etnie, le diversità. Una creatrice di oggetti, ambienti, atmosfere, emozioni in totale libertà. Il che l’ha resa unica e grande. Paola Navone non segue le tendenze, le crea.In questi ultimi vent’anni nel design che cosa è cambiato? E che cosa cambierà nell’ultimo anno che ci porterà al 2020? Secondo me è solo cambiato che, se Dio vuole, c’è più libertà. È già una bella risposta. Non è che puoi analizzare i cambiamenti, il vero cambiamento è che oramai tutto convive e tutto può convivere sempre di più. Cosa cambierà? Cambierà che questo grado di libertà crescerà. Trovi che questa libertà si esprima anche con il fatto che il design è andato a intercettare mille altri prodotti, mille altri bisogni, mil..
01/10/2018
 | ARTE, DESIGN, DUBAI
Aperto da pochissimo il museo d’arte contemporanea che contiene le opere della collezione privata di Miuccia Prada e Patrizio Bertelli. La bellissima, candida, inquietante Torre ideata da Rem Khoolaas. La costruzione completa l’offerta artistica della Fondazione Prada a Milano inserendo una avveniristica architettura nel complesso di edifici vecchi e nuovi dedicati all’arte contemporanea, già diventata meta imperdibile della Milano culturale. I piani della torre sono di altezze irregolari, dai 2,7 metri del primo piano agli 8 dell’ultimo livello e contengono collezioni di diversa provenienza e ispirazione. Tutte le sale si affacciano da una parete spiazzante interamente vetrata, protesa sul vuoto, su un inedito panorama della periferia milanese che si estende fino ai limiti della città. La sala più ammirata, fiabesca e imper..
25/09/2018
 | DESIGN, PEOPLE
Intervista all'Assessora Cristiana Tajani.Se Milano è diventata in poco tempo la città più attraente d’Europa il merito è anche di chi la governa con spirito nuovo. Tra questi l’assessore alla Moda, Design e attività Produttive Cristina Tajani, una giovane donna competente e appassionata che ha rivitalizzato la città.È successo un miracolo: Milano pre-Expo era vissuta come una città statica, persino un po’ noiosa. Oggi è considerata la capitale più eccitante d’Europa, meta turistica e creativa dove tutti vogliono venire. Come è potuto accadere in così poco tempo? Credo sia stata una scelta vincente puntare su un palinsesto aperto di eventi di qualità e rivolti a pubblici diversi, costruito in sinergia con i privati: ha dato una spinta all’immagine di Milano come città aperta al mondo, ricca di cultura, arte, s..
01/04/2018
 | DESIGN, EDITORIALE, EVENTI
Sempre più convinti che nella Milano Capitale del Design, dove gli eventi sono proliferati in modo incontenibile dove è impossibile vedere tutto, quello che fa la differenza sono i progetti. I migliori progetti. Capaci di dare una risposta alla domanda attuale del vivere meglio e del tema della sostenibilità sia si tratti di abitazioni, architettura, arredi, life-style, automotive, tecnologie, città. Uscendo dalle logiche dei tanti district di Milano che chi più e chi meno a ragione si travestono in aprile da poli temporanei del design, il fil rouge che ci sentiamo di suggerire al visitatore per la Design Week è quello di cercare i Best Project, ovunque essi siano, garantiti dal tema, dal progettista, dai designer coinvolti, dallo specifico interesse. Così Superdesign Show, che ancora una volta si rinnova con coerenza e con un gest..
01/12/2017
 | EDITORIALE, EVENTI
7 dicembre 2017: il primo giorno del primo anno dedicato alla Cultura Europea ha preso il via proprio al Superstudio Più, onorato di essere partecipe di un così importante evento che, in un certo senso, riconosce anche il suo ruolo chiave nel panorama culturale della città. A discutere del futuro dell’Europa dal punto di vista del suo immenso patrimonio di opere d’arte e d’ingegno che non ha pari in nessun paese o unione di paesi al mondo si è dato appuntamento un “parterre de roi” di ministri e rappresentanti di istituzioni italiane e estere. L’ European Culture Forum 2017 ha avuto moltissimi relatori convinti e appassionati come il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker e Antonio Tajani Presidente del Parlamento Europeo e ancora Dario Franceschini Ministro italiano dei Beni e delle Attività Culturali e..
01/11/2017
 | EDITORIALE, LOCATION
Superstudio a Milano indica un luogo iconico, anzi due, che i tassisti conoscono, da anni, a memoria. Il nome, scelto in omaggio all’omonimo gruppo di architetti d’avanguardia degli anni ’70 dai fondatori Gisella Borioli e Flavio Lucchini, porta al primo hub per la fotografia e l’immagine di moda Superstudio 13 creato nel 1983, e, a poca distanza, al Superstudio Più, il grande polo per eventi innovativi aperto nel 2000. A trentacinque anni dal primo centro dedicato alla moda e dintorni, Superstudio Group guarda al futuro con numerose innovazioni nelle attività dirette e nelle società collegate. Rinforza le radici che lo legano al mondo della comunicazione e della creatività, rinnova l’organizzazione, l’offerta e il team. Qualche esempio? Arte e sociale si fondono con il progetto della nuova Fondazione Flavio Lucchini, onlu..
01/06/2017
 | DESIGN, EDITORIALE
Chiuso Superdesign Show, evento clou del FuoriSalone 2017 e della primavera, continua la stagione dei grandi e piccoli appuntamenti nelle due sedi di Superstudio. White Giugno, moda uomo di ricerca e anteprime moda femminile, è, al solito, il primo appuntamento di Superstudio Più con una estate ricca di sorprese, a partire dalle nuove presenze internazionali. Mentre al Superstudio 13 gli storici studi fotografici si trasformano per la Fashion Week nella location di Tomorrow, megashowroom di tendenza che raccoglie molti brand d’avanguardia e di successo. Torna per la terza volta la spettacolare sfilata di abiti da sposa di David Fielden. La nuova organizzazione Superstudio Events, governata da un team di giovanissimi totalmente dedicati agli eventi temporanei, è inarrestabile e porta altre, numerose, novità. Si è appena conclusa al ..
01/04/2017
 | DESIGN, EDITORIALE, LOCATION
Superstudio Più e con lui il Design in zona Tortona diventa maggiorenne e entra nel diciottesimo anno di età. Sembra ieri quando, in una via punteggiata da fabbriche in via d’abbandono la ex General Electric si è trasformata nel cuore pulsante del quartiere aperto a tutte le esperienze di creatività e innovazione, a partire da design, arte, moda, aprendo una strada che avrebbe trovato emuli in tutta la città. Un luogo e un progetto originali, un hub costantemente in progress dove tutte le espressioni della contemporaneità avrebbero trovato spazio, dai grandi nomi ai giovani autori. Dopo i primi anni di Design Connection, con l’importante presenza di Giulio Cappellini come espositore e ispiratore e Luca Fois come promotore arriva un successo crescente anche commerciale. Troppo commerciale. Così nel 2009, per sottolineare la sua ..
01/04/2016
 | DESIGN, EDITORIALE
Una pagina bianca aperta sul futuro. Parole nuove corrono sul filo della creazione e della sperimentazione, sono la base delle ultime proposte del design. Design “at large”, perché ormai bellezza e progettualità intaccano tutti gli aspetti della nostra vita, anche quelli dove sembrava che bastasse la funzione. Sono parole che declinano concetti universali come etica, estetica, tecnologia, economia, contemporaneità, sostenibilità, socialità, unicità, diversità, serialità, manualità, flessibilità, ri-uso, sensorialità, mobilità, condivisione, pluralità culturale, natura e altre secondo una nuova visione.Ne abbiamo fatto il tema della edizione di SuperDesign 2016, inteso come una pagina bianca su cui architetti, designer, ingegneri e creativi digitali e non, potessero lasciare una traccia evidente del loro pensiero costru..
01/04/2015
 | DESIGN, PEOPLE
Da quel primo momento, nel 2001, quando Giulio Cappellini per l’inaugurazione del primo Fuorisalone in Zona Tortona portò al Superstudio i pionieri del secolo appena iniziato, giovani che si chiamavano Fabio Novembre, Tom Dixon, Jasper Morrison, Marc Newson e tanti altri che la sua sensibilità scovava intorno al mondo, è più facile ricordare chi, dei grandi designer non è passato da qui. Hanno lasciato un segno, con la loro personalità e il loro lavoro, personaggi come Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Fernando e Humberto Campana, Jean Nouvel, Paola Navone, Jaime Hayon, Massimiliano e Doriana Fuksas, Marcel Wanders, Karim Rashid, Marc Sadler, Italo Rota, Oki Sato alias Nendo, Arik Levy, Jasper Morrison, Matteo Thun, Alessandro Guerriero, Patricia Urquiola, Paola Lenti, Piero Lissoni, Nika Zupanc, Ineke Hans, Ilaria Marelli e ta..
01/04/2014
 | DESIGN, EDITORIALE, INNOVAZIONE
La babele dei linguaggi artistici, il crossing delle discipline, l’interfacciarsi della tecnologia con l’estetica, l’apertura di nuovi mercati, nuove tecniche di produzione, nuovi canali di vendita, nuovi metodi di lavoro, nuovi vivai di creativi, ha completamente sconvolto, in pochi anni, il panorama del design mondiale, il modo stesso di pensare, realizzare, comunicare, diffondere gli oggetti che, cambiando la nostra casa o il nostro luogo di lavoro, cambiano la nostra vita. Basti pensare alle rivoluzioni insite nell’e-commerce, nelle stampanti in 3D, nel co-working, nelle self-production, nell’eco-pensiero, nell’art-design, nelle limited-edition, nel ri-uso, nei nuovi paesi trasformatisi da produttori per terzi a creatori di idee, nella self-communication via web, facebook, pinterest, instagram e via cliccando, per compr..
1983. Trent’anni fa nasceva Superstudio13. Un concetto nuovo, per il mondo della fotografia: studi fotografici, 13, attrezzati di tutto punto, pronti per accoglie-re i professionisti dell’immagine con un’organizzazione clinica, capillare, affida-bile che creasse l’ambiente adatto a creare. 13 spazi piccoli e grandi, dove con la luce si poteva inventare tutto, dove un fotografo si sentiva a casa sua, come nel suo studio anche a 3000 chilometri di distanza dal suo paese. Una cittadella che intersecava creatività, funzione, sperimentazione e alchimia tra fotografi, modelle, stilisti, registi, parrucchieri e truccatori, artisti e così via. Per l’epoca una vera rivoluzione: specie nel modo di concepire il lavoro fotografico per il committente, rivista o pubblicità che fosse. Questa idea nuova, sfidante e vincente viene a due perso..
01/04/2013
 | DESIGN, EDITORIALE
Mentre il mondo cambia a velocità supersonica e i poli del potere e del progresso spostano il baricentro, il design diventa punto focale dello sviluppo mondiale. È Global Design, nel doppio senso che il re-design diventa il motore economico e culturale che interessa l’intero pianeta. Ma è Global anche nel senso che il design investe tutti i settori. C’è una nuova estetica che guarda più alla forma che alla funzione, tracima dall’ambito classico dell’arredo e della casa per diventare il valore aggiunto di ogni settore della vita quotidiana, dall’automotive alla tecnologia al life-style in genere, dando nuovo appeal alle valigie come alle stampanti, alle bottiglie d’acqua e di vino come ai sex-toys, al body-care e alle lampadine, agli spazzolini da denti o all’arte d’avanguardia. Una tendenza ben rappresentata al Tempor..
01/04/2012
 | DESIGN, EDITORIALE
Una tempesta di suoni, video, luci, proiezioni, ologrammi, 3D, realtà aumentata, effetti speciali, sembra essere l’ultima frontiera del grande spettacolo per rappresentare il nuovo design in questa Design Week. Con la complicità di visual-artist di grande spessore e di raffinate tecnologie l’oggetto sembra essersi smaterializzato, scaturire dalle emozioni sonore e visive di cui è complemento, e non viceversa. Storie di prodotto raccontate con le immagini, la musica, i film, le parole, l’evocazione, l’interattività. Una tendenza che quest’anno invita a nuove sensazioni e interrogativi, sollecita altre curiosità al di là del semplice gesto di sedersi, aprire un armadio, accendere una luce. Una tendenza che è il fil rouge del Temporary Museum for New Design 2012, progetto che ha saputo trasformare un evento fieristico in un ..
01/04/2011
 | DESIGN, EDITORIALE

Sembrava una pazzia, tre anni fa, l’idea di Gisella Borioli, CEO di Superstudio Group, di reintitolare “Temporary Museum” l’evento tutto sommato commerciale che ospitava al Superstudio Più fin dal 2001 alcune aziende di design che avevano scelto di esporre in zona Tortona, diventato quartiere espositivo complementare al “Salone del Mobile” di Rho, a Milano. Sembrava una follia porsi un museo contemporaneo come punto di riferimento per costruire una esposizione multipla di brand ciascuno con una ben precisa e diversa identità e chiedere loro il sacrificio di chiudersi in lunghe “gallery” misteriose anziché aprirsi in stand espansivi, di rinunciare al giganteggiare del logo esterno a favore di una segnaletica discreta e uniforme, di impegnarsi in una esposizione artistica

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